Pubblicato il: 14 settembre 2018 alle 9:00 am

A Berlino la pasta parla italiano I tedeschi sempre più cultori di penne, spaghetti e rigatoni. Con risultati non sempre ortodossi

da Berlino, Fritz M. Gerlich.

14 Settembre 2018 – Sebastian Vettel un paio di anni fa scriveva sul suo profilo Twitter che la pasta è il suo piatto preferito. Ma è solo l’ultimo esempio della passione dei tedeschi per la pasta made in Italy. Tra gli estimatori ci sono infatti la cancelliera Angela Merkel e Claudia Schiffer. La Germania, secondo i dati Aidepi (Associazione delle Industrie del dolce e della pasta), assorbe infatti quasi un quinto delle esportazioni di pasta italiana nel mondo, confermandosi il principale mercato per l’export di settore. Con 8,5 kg la Germania è all’8° posto nel mondo per consumo pro capite di pasta, che è preferita anche alla pizza! E adesso a Berlino preferiscono la pasta addirittura a un piatto tipico come la Schintzel (cotoletta).

Molti sono gli stereotipi nati nei secoli passati sulla cultura alimentare tedesca. Ancora oggi l’abbinamento di salsiccia bianca e crauti, comune alla Baviera, rappresenta per molti la quintessenza della cucina tedesca. Invece, in Germania la gastronomia è caratterizzata da una storia basata sulle tradizioni locali, diverse sia per i prodotti utilizzati che per i procedimenti di cucina.

Voltaire disprezzava le abitudini dei contadini e cittadini di condizione semplice del nord del Paese, che si cibavano soprattutto di pane nero di segale, carne di maiale, lardo, cavolo, rape, fagioli e bevevano birra. Le tradizioni alimentari del sud venivano invece descritte come più accurate e raffinate, basate su pane bianco, olio d’oliva, e vino. Nella gastronomia tedesca di oggi i carboidrati e soprattutto il pane sono alimenti importantissimi, e oggi a sorpresa tra questi troviamo ai primi posti la pasta. Negli ultimi tempi, come fonte di carboidrati, si trova appena dopo i tradizionali pane e patate, battendo anche gli amati cibi etnici o orientali come riso, noodles e cous cous.

Cosa preferisce la Merkel? Pare che Angela Merkel non perda mai occasione per inserire la pasta nei pranzi ufficiali e privati delle sue trasferte italiane, come a Ischia, dove nel 2009 la Bild la fotografò proprio intenta a gustarsi un bel piatto di maccheroni e le affibbiò il nomignolo di “cancelliera della pasta”. Si va dai Paccheri con baccalà, olive e capperi in un ristorante di Castellammare di Stabia; a Cacio e pepe e Amatriciana a Roma; ai Paccheri con fiori di zucchine e gamberi rossi di Sicilia dell’Expo di Milano.

Tra italiani e tedeschi vi è da sempre uno strano rapporto che va dall’ammirazione alla totale incomprensione reciproca, e sull’argomento pasta gli italiani risultano piuttosto intransigenti. Così restano perplessi vedendo che a casa loro i tedeschi non sono, in realtà, così raffinati e buongustai. Abitudine tipicamente tedesca, ad esempio, è quella di servire la pasta insieme a carne e verdure, considerandola contorno e non primo piatto. Nella Germania meridionale, poi, il piatto di pasta della tradizione più diffuso sono gli spatzle – gnocchetti grattugiati nell’acqua bollente – anche se molto apprezzati sono gli spaghetti al ragù di carne chiamati Bolognese – ne esiste anche una versione precotta e in scatola – preparati volentieri anche alle feste di compleanno dei bambini, perché si mangiano e ci si diverte, con il famoso il gioco dello “Stop!”, versione tedesca del famoso “un, due, tre, stella!”: i bambini iniziano a mangiare velocemente gli spaghetti – sarebbe meglio dire risucchiare – e al grido “Stop!” tutti devono fermarsi all’istante.

Nei ristoranti la pasta è diventata fusion: in Germania ci sono 20mila ristoranti italiani (o pseudo-italiani), dove si può assaggiare il Pasta Kebab di un locale di Berlino, un piatto di spaghetti con pomodoro a pezzi e kebab affettato sopra; o la celebre Pasta alla marmellata, in cui la pasta è una base su cui aggiungere marmellate di vari sapori, nella scia del contrasto dolce-salato tipico di tante pietanze tedesche. Da non dimenticare gli Spaghetti-eis, gli spaghetti-gelato che non sono pasta ma… lo sembrano. Inventati a Mannheim negli anni Sessanta da un gelataio italiano, ricreano le fattezze di spaghetti al sugo con gelato di vari gusti.

Per mantenere la leadership in un mercato dove la pasta italiana deve competere con quella dei discount, i produttori stanno puntando su tipologie regionali e di nicchia come quella integrale, senza glutine o biologica. Tra i formati più acquistati ci sono gli spaghetti, seguiti dai fusilli e dai maccheroni.

Negli articoli sull’alimentazione, inoltre, la pasta è raccomandata vivamente come ottimo alleato nella dieta degli sportivi.

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