Pubblicato il: 5 ottobre 2018 alle 8:00 am

Dragon Ball, analisi di un fenomeno culturale Dalla sua creazione al recente rilascio di un videogioco sulla serie per il Nintendo Switch (già disponibile in precedenza su altre piattaforme). Qual è il vero motivo della grande popolarità di questa serie?

di William Ambrosio.

Roma, 5 Ottobre 2017 – Recentemente, gli utenti della console Nintendo Switch hanno finalmente avuto l’opportunità di giocare ad un port del videogioco Dragon Ball FighterZ, un picchiaduro creato da Arc System Works (sviluppatore di altri popolari picchiaduro come Guilty Gear e BlazBlue) e pubblicato da Namco Bandai basato sulla popolare serie di Dragon Ball. Lodato da giocatori e critica, FighterZ è attualmente considerato uno dei migliori giochi su licenza basati sul franchise, e grazie ad un gameplay divertente ed accessibile ha portato ad un nuovo influsso di fan per una serie che è tornata a far parlare di sé negli ultimi cinque anni.

Dragon Ball è l’opera più popolare del maestro Akira Toriyama (già noto per Dr. Slump), la cui serie originale è stata edita sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump dal 1984 al 1995. Inizialmente ispirato al classico della letteratura cinese Viaggio in Occidente e dal suo protagonista Sun Wukong, la serie racconta delle avventure e delle battaglie del protagonista, Goku, un ragazzo dalla forza straordinaria e dotato di una coda da scimmia alla ricerca delle titolari ‘Sfere del Drago’, sette sfere magiche capaci di realizzare desideri una volta riunite, insieme ad un sempre più nutrito gruppo di amici ed avversari. La serie ha subito varie permutazioni e rivelazioni in seguito, tra cui spicca la rivelazione della natura aliena del protagonista e l’origine delle Sfere del Drago con la crescita esponenziale della posta in gioco con ogni arco, partendo da una semplice avventura dai contorni comici a battaglie per il destino dell’intero universo.

L’originale serie di Dragon Ball, ed in particolare la seconda parte Dragon Ball Z (una distinzione creata dalla serie animata e non presente nel fumetto originale) è tutt’ora una delle più popolari serie manga al mondo, con intere generazioni di ragazzi cresciuti seguendo le avventure di Goku e dei suoi amici. La serie è rimasta dormiente per qualche decennio a seguito della conclusione della serie animata originale Dragon Ball GT (oggigiorno considerata al di fuori della continuity regolare della serie) fino al rilascio dell’adattamento americano Dragon Ball Evolution, la cui pessima reputazione e rappresentazione della serie ha convinto l’autore originale a riprendere in mano la sua opera, prima tramite la creazione dei film La Battaglia degli Dei e La Resurrezione di F, e successivamente dalla serie animata Dragon Ball Super, il cui ultimo arco narrativo è attualmente in onda in Italia e la cui storia continuerà a fine anno nel film Dragon Ball Super: Broly.

Qual è il vero motivo della grande popolarità di questa serie? Ci sono molte possibili risposte al riguardo, ma la più importante è sicuramente il posto che la serie occupa per il genere delle serie shonen in Giappone e per l’animazione ed i fumetti giapponesi a livello internazionale. Nella sua madrepatria, la serie ha completamente rivoluzionato il concetto delle serie d’azione giapponesi, portandole lontano dalla falsariga di serie come Ken il Guerriero e verso uno stile composto da un mix di humor ed azione con un’enfasi su poteri sempre più vasti e potenziamenti creativi che alterano l’aspetto dei personaggi, creando curiosità ed anticipazione nello spettatore, oltre a creare tramite Goku un nuovo archetipo di eroe un po’ stupido ma dal cuore d’oro e dalla grande forza, un tipo di protagonista ormai diventato quasi sinonimo delle narrative giapponesi di questo tipo. Molti manga attuali nel genere devono almeno parte della loro ispirazione a Dragon Ball, tra cui One Piece, attualmente la serie giapponese di più successo al mondo ed erede spirituale dello stile di Toriyama.

Al di fuori della Terra del Sol Levante, Dragon Ball è stato per molti ragazzi la prima impressione dell’animazione giapponese, tramite personaggi accattivanti e scontri eccitanti, con uno stile grafico ed animazione del tutto diverso dai cartoni occidentali e con tematiche e stile narrativo del tutto differente. La serie ha anche avuto la fortuna di venire esportata all’estero soprattutto nel corso degli anni Novanta, nel corso di un’ondata di nuove serie giapponesi, diventando nella cultura popolare un sinonimo delle serie animate giapponesi, al punto che molte parodie e rimandi all’animazione nipponica tendono a prendere ispirazione da Dragon Ball nello specifico.

Al di fuori della sua importanza storica, un’altra ragione della popolarità di Dragon Ball risiede nell’essere una serie semplice da apprezzare, con trame non eccessivamente complesse e personaggi con cui è facile simpatizzare, oltre ad una vasta creatività ed un mondo in cui tutto può accadere. L’autore di One Piece, Eiichiro Oda, ha una volta affermato che a suo dire Dragon Ball è una serie che ha reso possibile ogni cosa che un bambino avrebbe avuto voglia di vedere, e visto come la serie abbia abbracciato concetti come alieni, cyborg, divinità, supereroi e robot nel corso della sua lunga storia, è facile comprenderlo. Forse è anche per questo che nonostante un’assenza dagli schermi di quasi vent’anni tra Dragon Ball GT e Dragon Ball Super la serie sia tornata ad essere popolare ed apprezzata da fan vecchi e nuovi con pochi ritocchi e rimodernamenti necessari.

Le serie shonen sono evolute e cambiate molto da quanto Dragon Ball è stato pubblicato per la prima volta, con storie più complesse ed articolate e più enfasi sulla caratterizzazione dei personaggi, ma nonostante tutto Dragon Ball continua a persistere nell’immaginario collettivo, ispirando intere generazioni di fan anche dopo più di tre decadi. L’importanza e successo della serie è indiscutibile, e con un film in arrivo con un nuovo stile grafico apprezzato dagli esperti del settore nella madrepatria, possiamo essere certi che continuerà a definire la cultura popolare ancora per molto tempo.

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