Pubblicato il: 7 ottobre 2018 alle 7:00 am

Vendemmia di premi alla storica Cantina del Taburno All’azienda di Foglianise, in provincia di Benevento, i riconoscimenti di Bibenda e L’Espresso conquistate dalla potenza dell'Aglianico Docg 'Bue Apis'. Sul podio anche Aglianico Docg e Falanghina, insigniti con i Quattro calici e la Golden Star

di Aldo Morlando.

Benevento, 7 Ottobre 2018 – Un autunno carico di premi per la Cantina del Taburno di Foglianise. Ci troviamo in provincia di Benevento, in un territorio collinare i cui terreni argillosi e calcareo-marnosi, gli inverni miti con una regolare distribuzione delle piogge tra ottobre e marzo, le estati calde e asciutte, contribuiscono a creare condizioni estremamente favorevoli per una viticoltura di qualità. E i risultati sono evidenti. Come direbbe un bravo sommelier: alla vista, all’olfatto, al palato. In questo caso, anche all’economia del territorio.

La cantina che rappresenta un punto saldo nello scenario produttivo dell’areale del Taburno e dell’intero Sannio si vede assegnare diversi riconoscimenti importanti dalle più seguite guide del mondo del vino. Riconoscimenti che rappresentano un premio allo sforzo compiuto e soprattutto uno stimolo per la struttura che fin dalla sua fondazione, avvenuta nel lontano 1972, persegue la qualità, mettendo a disposizione dei soci l’esperienza dei propri tecnici e il frutto di ricerche dei propri laboratori.

Sale in cattedra in particolare l’etichetta Aglianico del Taburno Docg Bue Apis, ottenuta con uve aglianico amaro provenienti da una vigna centenaria ubicata in contrada Pantanella, alle pendici del monte Taburno. Un vino che nasce dall’ambizioso progetto voluto dalla Cantina del Taburno per valorizzare le straordinarie potenzialità di questo antico vitigno. L’annata 2015 del Bue Apis si è vista assegnare i ‘Cinque Grappoli’, il massimo riconoscimento conferito da ‘Bibenda’, la guida curata dalla Fondazione Italiana Sommelier (Fis). La stessa etichetta è stata segnalata anche tra i migliori vini rossi da ‘Le Guide de L’Espresso’. L’altra importante etichetta rossa della Cantina, l’Aglianico del Taburno Docg Delius 2015 ha invece ottenuto i ‘Quattro tralci’, il riconoscimento più importante conferito dalla guida ‘Vitae’, il lavoro editoriale che segnala le migliori produzioni a giudizio dell’Associazione Italiana Sommelier (Ais). Infine si è segnalata l’etichetta Beneventano Igp Falanghina Cesco dell’eremo 2017, che ha sfiorato il massimo dei primi assegnato da ‘Vini buoni d’Italia’, la guida dedicata ai vitigni autoctoni pubblicata dal Touring Club Italiano, ottenendo la Golden Star.

Importanti riconoscimenti, dunque, che rappresentano ulteriore iniezione di fiducia per il team che lavora a portare avanti le attività della struttura che vinifica le uve di viticoltori, proprietari o conduttori dei vigneti, distribuiti nei territori dei comuni ubicati ai piedi del massiccio del Taburno. Una squadra che da sempre si pone l’obiettivo di valorizzare al massimo il lavoro e l’esperienza dei singoli coltivatori e potenziare l’attività di ricerca, con l’intento di ottenere la massima espressione qualitativa degli storici vitigni della zona.

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