Pubblicato il: 8 ottobre 2018 alle 8:00 am

Nuovo approccio alle cure grazie alle reti di assistenza di comunità Il Piemonte segue l’esempio europeo dell’ICC, Integrated Community Care, che pone al centro la persona con i suoi bisogni e non scollegata dal suo contesto

di Alessia Alladio.

Torino, 8 Ottobre – Sempre più spesso si sente parlare di Community care, il cui concetto base risiederebbe nella “presa in carico della comunità da parte della stessa comunità” e che ridimensiona l’immagine del territorio o del contesto fisico destinatario di prestazioni socio-sanitarie a una immagine di comunità intesa come “rete di relazioni sociali significative”.

Per meglio sviluppare e promuovere un approccio alle cure che metta al centro la comunità e che riconosce persone e comunità quali attori della cura, la Compagnia di San Paolo ha promosso un forum internazionale, in collaborazione con altre fondazioni europee ed extraeuropee, dando vita a un progetto che prevede una mappatura delle pratiche ‘promettenti’ e una serie di conferenze e visite in Paesi europei ed extraeuropei.

In Italia, TransForm è promosso in collaborazione con la Regione Piemonte, l’Associazione La Bottega del Possibile e la Fondazione Emanuela Zancan.

L’approccio ICC (Integrated Community Care), di particolare rilievo per i soggetti e le comunità più vulnerabili, si ispira a un’idea di cura olistica che pone al centro la persona, i suoi bisogni, le potenzialità e le risorse che è in grado di esprimere, la qualità della vita, in un’ottica che tenga in considerazione il ruolo delle comunità, nel quadro di nuove forme di collaborazione tra diversi contesti.

Amburgo è stata la sede del primo dei quattro appuntamenti internazionali, che vedono la partecipazione di policymaker/esperti/opinion leader provenienti dai territori delle Fondazioni europee ed extra-europee coinvolte e da altri Paesi, per riflettere insieme in maniera libera e critica, scambiare pratiche, crescere anche sulla base delle criticità emerse da esperienze precedenti.

La conferenza è servita a illustrare esempi concreti di applicazione dell’approccio ICC attraverso la presentazione di casi studio, anche tramite visite ai luoghi che ospitano progetti innovativi avviati in ambito locale, dimostrando l’impatto positivo che può avere nella lotta alle disuguaglianze e nel migliorare le esperienze di cura.

Attraverso un processo di costruzione di conoscenza e di condivisione di casi, l’obiettivo è quello di incidere sulle pratiche e sulle politiche dei vari paesi.

«Le occasioni di confronto a livello internazionale sono da sempre considerate dalla Compagnia momenti fondamentali di crescita – ha dichiarato Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo -, ma anche sviluppo di riflessioni, approcci, metodologie, trasferimento di pratiche e studi evidence basedsu temi di particolare rilevanza nelle agende politiche, quale è quello della cura e della promozione della salute nelle società occidentali, caratterizzate da particolari evoluzioni demografiche. Per noi – ha aggiunto – è importante leggere i fenomeni sociali che affrontiamo in una prospettiva internazionale e globale, per poi identificare le migliori soluzioni a livello locale, in collaborazione con istituzioni pubbliche e soggetti del terzo settore che operano sul territorio di nostro riferimento».

Al forum di Amburgo è intervenuto anche l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte Augusto Ferrari, che ha commentato: «Da un lato ci conforta la chiara sensazione di essere in sintonia con quanto di nuovo si sta muovendo non solo in Europa, termini quali: corresponsabilità, integrazione, multidisciplinarietà fanno parte della nostra proposta tecnico-politica, da un altro lato ci rendiamo conto di quanto il lavoro di comunità sia difficile e che l’ICC sia solo all’inizio di una strategia da consolidare. Si può dire che ad Amburgo un gruppo di pionieri ha aperto – formalmente e con l’avvallo sia delle Fondazioni che di esperti riconosciuti a livello mondiale – una via nuova ai Servizi per il benessere del cittadino. Ora sta a tutti consolidarla».

«La nostra partecipazione al forum di Amburgo – ha, invece, sottolineato il Direttore Generale dell’ASLTO3 Flavio Boraso -, dove abbiamo illustrato il progetto di cure integrate di comunità attivato quest’anno sul territorio dell’ASLTO3, ci ha permesso di verificare che quanto stiamo sperimentando localmente ha rilevanza in un contesto di ampio respiro e si basa su di un impianto metodologico condiviso. La nostra Azienda è determinata a proseguire in questo senso, coinvolgendo tutte le figure presenti sul territorio, in stretta sinergia con la Regione Piemonte e coerentemente con le linee guida del Piano Regionale di Cronicità».

Le tre giornate di lavori hanno permesso di fare emergere una consapevolezza diffusa – tra esperti, operatori e policymaker – rispetto al bisogno di un cambio di paradigma, che rimetta al centro le comunità e le persone, non solo ancorando gli interventi alle specificità dei territori, ma anche coinvolgendo gli attori locali e i cittadini nei processi, in considerazione dell’impatto positivo che gli elementi propri dell’ICC possono avere sulla salute delle persone e delle comunità. Il confronto avviato sulle metodologie di lavoro nelle comunità e sulle strategie di policy making proseguirà nelle prossime conferenze.

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