Pubblicato il: 15 ottobre 2018 alle 8:00 am

Il Regno Unito alle prese con i suicidi Si toglie la vita una persona ogni 90 minuti. Tanti gli adolescenti, soprattutto a Londra. La premier May ha nominato un vice ministro per attuare specifiche politiche di prevenzione

di Danilo Gervaso.

Londra, 15 Ottobre 2018 – Nel 2017 ci sono stati 5.821 suicidi registrati nel Regno Unito, un tasso standardizzato dall’età di 10,1 decessi ogni 100.000 abitanti. Una percentuale che preoccupa da sempre chi si occupa delle politiche sociali in UK, anche se non è tra i numeri più alti nel mondo.

Infatti, tra i primi cinque Paesi dove le cifre di questo fenomeno aumentano ci sono l’isola sud indiana dello Sri Lanka (35,3 suicidi per 100mila abitanti), la Corea del Sud nell’Asia orientale (28,3 suicidi per 100mila abitanti) e la Lituania (32,7 suicidi per 100mila abitanti). La nazione dell’Europa occidentale con un tasso di suicidio particolarmente alto è il Belgio, che occupa il quindicesimo posto con 20,5 suicidi per 100mila abitanti.

Ciò nonostante la premier britannica Theresa May, proprio in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale promossa dall’Oms, ha nominato un viceministro incaricato di coordinare le politiche per prevenire i suicidi in Inghilterra. Si tratta di Jackie Doyle-Price, una dei numeri due (Junior Minister) del dicastero della Sanità. Nel suo nuovo ruolo, la signora Doyle-Price guiderà una task force, presenterà piani per prevenire i suicidi e collaborerà con le famiglie e le organizzazioni di beneficenza delle vittime.

La viceministra per la salute mentale, le disuguaglianze e la prevenzione del suicidio, ha detto che bisogna fare di più per affrontare le persone con problemi di salute mentale e assicurarsi che sentano di poter “chiedere aiuto”.

Secondo la Fondazione Britannica di Studi sulla Salute mentale (Mental Health Foundation), dei 5.821 suicidi, registrati nel 2017, il 75% era di sesso maschile e il 25% era di sesso femminile. Tra il 2003 e il 2013, 18.220 persone con problemi di salute mentale si sono suicidate nel Regno Unito e il suicidio resta la causa più comune di morte per gli uomini di età compresa tra 20 e 49 anni in Inghilterra e Galles. Una persona su quindici ha tentato il suicidio almeno una volta nella sua vita. Il tasso di suicidi in Scozia è aumentato dell’8% tra il 2015 e il 2016, con 728 suicidi registrati in Scozia nel 2016. Attualmente una persona ogni 90 minuti muore per suicidio nel Regno Unito e circa due terzi di questi non sono in contatto con i servizi di salute mentale.

I giovani

E’ tuttavia l’aumento dei suicidi da parte degli adolescenti a preoccupare di più: a Londra ha superato quello del resto dell’Inghilterra e del Galles, mettendo in evidenza la gravità di una situazione esplosiva i cui margini, però, sono ancora da definire.

Ci sono stati 29 decessi per suicidio tra i 10 ei 19 anni nel 2015-16, rispetto ai 14 nel 2013-14, dunque un aumento del 107%. In Inghilterra e Galles, il numero di tali morti è aumentato del 24%, passando da 148 a 184.

I dati pubblicati dall’Ufficio per le statistiche nazionali (ONS) al Brent Center for Young di Londra nord sotto la legge sulla libertà di informazione del 2000 mostrano che il numero complessivo di suicidi registrati a Londra è aumentato del 48% nel triennio, rispetto al una diminuzione complessiva del 3% in Inghilterra e Galles. «Le persone sono molto più sotto pressione qui che in altre parti del Regno Unito», ha spiegato il Dr. Maxim de Sauma, coordinatore del Brent Center for Young di Londra. «I genitori sono meno in grado di dare priorità alle difficoltà avvertite dai loro figli perché sono molto stressati. E questo stress passa da una generazione all’altra, quindi il danno è continuo». Ininterrotto.

Alla base del fenomeno oltre ai problemi di salute mentale vi sono l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. Anche la rottura delle relazioni può essere un fattore determinante e il rischio di suicidio è alto tra gli uomini divorziati.

Le misure del Governo

Già nello scorso mese di maggio il Governo inglese aveva annunciato misure importanti per ridurre i suicidi in Inghilterra del 10% entro il 2021. L’investimento previsto dal Dipartimento per la salute e l’assistenza sociale, Public Health England (PHE) e l’NHS England segna l’inizio di un programma triennale del valore di 25 milioni di sterline che raggiungerà l’intero paese entro il 2021.

Il finanziamento, che è stato assegnato a 8 partenariati per la sostenibilità e la trasformazione (STP) con un alto livello di bisogno, dovrebbe aiutare a far conoscere alle persone che è disponibile un aiuto confidenziale di alta qualità all’interno della propria comunità. Comprenderà campagne di prevenzione mirate per gli uomini; supporto psicologico per persone con difficoltà finanziarie; cure migliori dopo la dimissione; e miglioramento dei servizi per contrastare fenomeni di autolesionismo per tutte le età.

Ed era stata proprio Jackie Doyle-Price, a maggio nella sua veste di Ministro della salute mentale, a dichiarare: «Ogni singolo suicidio è una tragedia, ecco perché questo finanziamento è così vitale. Lavorando con i Samaritani e altri in aree ad alto rischio, faremo in modo che le persone ricevano le cure di cui hanno bisogno il prima possibile, perché è questo che salva vite. Tutte le aree locali stanno sviluppando piani di prevenzione del suicidio e questo lavoro sosterrà la nostra ambizione di “suicidio zero” nelle unità di ricovero per la salute mentale».

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