Pubblicato il: 28 ottobre 2018 alle 8:00 am

Elogio dell’amicizia E’ vero che con l’età si ha sempre meno amici? E’ vero che gli amici d’infanzia “fanno dei giri immensi poi ritornano”?

di Marina Monti.

Roma, 28 Ottobre 2018 – Gli amici d’infanzia, quelli con cui si giocava a pallone nei vicoli, quelli della scuola con cui si divideva il panino, gli amici dell’università, compagni di ansie e soddisfazioni, o quelli che da sempre abitano vicino casa, quasi a far parte del paesaggio della nostra infanzia… Gli amici del posto di lavoro, gli amici che sono diventati qualcosa di più, gli amici-nemici, i migliori amici… Passiamo la vita a vacillare tra un’amicizia e l’altra, mentre cresciamo e invecchiamo inesorabilmente. E la verità è che, purtroppo, più andiamo avanti, meno amici abbiamo al nostro fianco. Anche quelli che, quando eravamo studenti insieme, ambiziosi e pieni di sogni, erano le persone più importanti della nostra vita, con cui condividevamo tutto, se ne vanno. Ma perché continuiamo a perdere gli amici? E perché questo succede progressivamente con l’età? Perché dopo i 30 anni si hanno meno amicizie intorno?

Colpa del lavoro? Troppi impegni? La famiglia? I figli? Il tempo da dedicare agli amici viene meno, le priorità cambiano, e anche noi. Secondo gli psicologi, c’è inevitabilmente una fase dell’esistenza, intorno ai 25 -30 anni, in cui, sia gli uomini che le donne, raggiungono il picco di amicizie. Dopo questa età, la vita amicale è in discesa e i rapporti sociali sono radi. Sarà che in Italia a quell’età si comincia a pensare di mettere su famiglia, o si inizia a lavorare seriamente, fatto sta che mantenere un’amicizia a lungo è difficile. Quando conosciamo un nuovo amico è tutto fantastico, ci si sente in reciproca sintonia, si fanno esperienze insieme. Ma la vita poi avanza e spesso smettiamo di avere una visione delle cose in comune con quegli amici.

C’è poi una differenza del senso di amicizia vissuto dalle donne e dagli uomini. Riproponiamo nostro malgrado un modello arcaico: un tempo i maschi andavano a caccia insieme agli altri maschi, condividevano quindi un’esperienza adrenalinica. Le donne rimanevano nelle grotte intorno al fuoco a raccontare storie. Le donne diventano amiche chiacchierando di sé stesse, gli uomini, invece, si fanno gli amici facendo esperienze insieme. Oggi il principio di coltivazione delle amicizie femminili e maschili è rimasto lo stesso.

Ma poi, cosa succede? Da adolescenti abbiamo un elevato senso di fiducia negli altri, quello che cerchiamo è comprensione e condivisione. Da ragazzi proviamo empatia, l’amicizia è tutto, vale forse di più dell’amore e delle relazioni di coppia, perché fino all’adolescenza condividiamo i nostri segreti con gli amici del cuore, poi crescendo sperimentiamo nuove emozioni, cambiamo priorità e percorsi. Crescendo, la vita c’insegna che gli altri possono farci del male, e ci creiamo quindi una corazza che ci protegge, diventiamo più rigidi, il nostro livello di fiducia si abbassa e così anche l’empatia, così fare amicizie nuove diventa più complicato.

Con la maturità sentiamo il bisogno di avere vicino persone che hanno condiviso le nostre stesse esperienze, così ci allontaniamo dagli amici storici e frequentiamo di più i simili (colleghi di lavoro, mamme con altre mamme, ad esempio). Questo non vuol dire che l’amicizia sia falsa, solo è percepita in modo diverso.

Poi però a volte succede di incontrare per caso, o per scelta, il vecchio amico e, insieme alla riflessione inquietante che sono più gli anni vissuti che quelli che seguiranno, rinasce il sentimento – eh sì, perché l’amicizia è un sentimento – mai sopito.

Ora siamo ognuno con le sue esperienze, le sue scelte, le sue passioni folli, le delusioni date e ricevute, gli incontri che era meglio non fare…

E’ questo il “segreto” della longevità di un’amicizia? Secondo alcuni studi è proprio la longevità del rapporto, il fatto che di essersi conosciuti così giovani. Se ci fossimo incontrati “da adulti”, io e lei, io e lui, non credo ci saremmo riconosciuti simili.

E anche se da ragazzi eravamo il giorno e la notte, adesso siamo di nuovo amici, anzi, più complici, forse cambiati, o forse, per fortuna no.

Con lui o con lei, non ci sono tabù, né segreti. E’ come quei vecchi bauli, pieni di cianfrusaglie, di foto, di vecchi abiti che evocano ricordi e risate. Buttereste mai un baule così?

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