Pubblicato il: 29 ottobre 2018 alle 7:00 am

La battaglia di Aminata per l’educazione scolastica delle ragazze in Senegal Nel Paese dove il tasso di alfabetizzazione femminile è solo del 40 per cento e dove molte studentesse subiscono abusi da parte degli insegnanti, una giovane donna si batte per riportare ragazzi e soprattutto ragazze tra i banchi di scuola

di Francesco Nardone.

Dakar, 29 Ottobre 2018 – L’obiettivo di Aminata Ndiaye, Coordinatore del programma Out of School Children (OOSC) di BuildOn, è quello di riportare i bambini a scuola. Lavorando con le comunità rurali, Aminata si sta assicurando che i bambini che non sono mai andati a scuola entrino per la prima volta in classe e che i bambini abbandonati tornino ai loro studi.

Nei due anni trascorsi dal lancio del programma in Senegal nel 2015, Aminata ha avuto un incredibile successo: oltre 2.000 bambini sono tornati a scuola. Eppure, nonostante i suoi successi la volontaria di BuildOn è anche profondamente consapevole delle sfide che i bambini devono affrontare in Senegal, specialmente le ragazze.

In Senegal, come in molte delle nazioni in via di sviluppo in cui la fondazione BuildOn costruisce scuole, c’è una netta differenza nei tassi di alfabetizzazione tra i sessi. Il tasso di alfabetizzazione femminile in Senegal è solo del 43,8%, mentre il tasso di alfabetizzazione maschile è del 68,5%. «Le ragazze non vanno a scuola a tassi più alti dei ragazzi – spiega Aminata -. Questo è spesso dovuto alla distanza che devono percorrere per andare a scuola e alla povertà estrema. Spesso i genitori privilegiano l’invio dei loro ragazzi alle scuole e tengono le ragazze a casa a pulire e dare una mano in casa».

Aminata, che ha 30 anni, non è estranea a questo tipo di discriminazione. Spesso era scoraggiata dal seguire la sua educazione scolastica quando era più giovane proprio in quanto donna. «Ho affrontato sfide dure – dice adesso Aminata -. Tutti mi dicevano che una ragazza non ha bisogno di fare studi avanzati e che dovevo sposarmi e badare alla famiglia. Ho superato questa sfida con l’aiuto di mia madre e della mia determinazione».

Anche se la madre di Aminata non è stata in grado di finire la scuola perché era sposata all’età di 15 anni, ha sempre sostenuto il diritto di Aminata di continuare la sua istruzione e l’ha spinta a studiare in un’università: «La donna che mi ha ispirato di più nella mia vita è mia madre».

Ora, come volontaria, Aminata si batte per le giovani ragazze del Senegal mentre sua madre è orgogliosa di lei. Come parte del suo lavoro, Aminata visita i genitori nelle comunità rurali e li convince a mandare le loro figlie a scuola insieme ai loro figli. «La maggior parte delle volte (quando parlo con i genitori), mi concedo come esempio insieme a molte delle famose donne del Senegal. Spiego quanto sono importanti, le responsabilità che hanno e i ruoli che occupano. Allo stesso tempo, spiego loro che le loro figlie possono essere come una di queste donne un giorno, se accettano di mandarle a scuola e lasciare che finiscano gli studi», spiega Aminata.

Ricordiamo che la Costituzione del Senegal prevede che gli uomini e le donne siano uguali di fronte alla legge e vieta la discriminazione basata sull’etnia, sul genere, sulla disabilità, sulla lingua e sullo stato sociale. Tuttavia la discriminazione rimane ugualmente molto diffusa.

La violenza contro le donne, lo stupro e le molestie sessuali sono contro la legge, ma il governo non sembra interessarsene, in particolare quando si verifica all’interno di una famiglia. Molte violenze si consumano proprio nelle scuole: sono gli stessi insegnanti (o comunque operatori scolastici) a molestare le giovani studentesse. Il Ministero della Giustizia ha stimato che nel 2009 il 47% degli stupratori accusati sono rimasti impuniti e sono stati rilasciati senza aver preso parte ad un processo.

Aminata conosce bene la triste realtà in cui la sua gente vive. Per questo è ancora più determinata, convinta che l’istruzione possa costituire la prima arma di difesa contro tutti i soprusi e le ingiustizie. Incontrando i genitori nei villaggi rurali e convincendoli a mandare a scuola le loro ragazze, Aminata sta aprendo la strada all’uguaglianza di genere in Senegal. Sta anche aumentando le aspettative per le ragazze in tutto il Paese, insegnando loro che l’istruzione è la chiave per una vita migliore per tutti.

«La cosa che mi piace di più del mio lavoro è il fatto che sto aiutando le ragazze a realizzare i loro sogni – dice infine Aminata -. Quei sogni erano in genere limitati alle faccende domestiche, ma ora molte ragazze hanno l’opportunità di essere a scuola e aspirano a una vita migliore».

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