Pubblicato il: 5 novembre 2018 alle 7:00 am

Angela Merkel, dalle molecole al potere 'La nostra ragazza', come la chiamava paternamente Helmuth Kohl o la 'Cancelliera' di ferro: scopriamo il lato umano della donna ago della bilancia dell’UE degli ultimi anni

di Danilo Gervaso.

Berlino, 5 Novembre 2018 – Angela Merkel, sconfitta alle elezioni in Assia, abbandona la presidenza del suo partito, la Cdu, decidendo di mantenere la cancelleria fino alle prossime elezioni.

Tedesca di Amburgo, 64 anni, 1.65 di altezza, 72 chili, Angela Dorothea Kasner – Merkel è il cognome del primo marito, poiché in Germania è d’uso, per le donne, assumerlo dopo il matrimonio e spesso mantenerlo anche dopo il divorzio – prima di tre figli, vive i primi anni a Quitzow, piccolo paesino nel Brandeburgo (allora DDR), dove il padre, dopo una giovanile militanza nella Gioventù hitleriana, aveva ricevuto un incarico come pastore dopo gli studi di teologia ad Amburgo.

Dopo essersi distinta come enfant prodige a scuola, si iscrive alla facoltà di Fisica a Lipsia nel 1973, ma contemporaneamente è già leader di un’organizzazione giovanile comunista. Passa dunque i primi 36 anni della sua vita all’interno del sistema comunista, e questo particolare non di poco conto crea tra i suoi detrattori alcune leggende metropolitane, come la foto – chiaramente un falso – che la ritrae nientemeno che con Hitler. Solo che lei è nata nel 1954! O un’altra con la divisa della Libera Gioventù Tedesca, l’organizzazione giovanile del Partito Socialista Unificato, e questa non è falsa, poiché l’organizzazione rappresentava l’unico modo, nella dura Repubblica Democratica, per poter frequentare l’università e poi accedere al mondo del lavoro.

Conseguita la laurea nel 1978, vera promessa della scienza, lavora come ricercatrice all’Istituto Centrale per la Chimica Fisica dell’Accademia delle Scienze di Berlino est, dove consegue il dottorato in chimica quantistica.

Fino alla fine degli anni ’80, insomma, la futura Cancelliera non manifesta particolari interessi in campo politico. La sua passione politica scoppia infatti solo nel 1989, anno della caduta del muro, quando ormai i tempi hanno decretato la fine del regime comunista.

Ma gli anni 70 sono anche quelli del primo matrimonio, ad appena 23 anni, ancora studentessa con il compagno di studi Ulrich Merkel, ma non dura che cinque anni, e quando decide di divorziare ha già un nuovo compagno, Joachim Sauer, professore e ricercatore di chimica quantistica tra i più apprezzati d’Europa. Si sposeranno nel dicembre del 1998. Il secondo marito sceglie da subito di mantenere un ruolo defilato rispetto alla moglie: ancora oggi è infatti molto raro che accompagni la moglie nelle visite ufficiali o durante le campagne elettorali.

“Un tempo desideravo avere il potere, quello sulle molecole. Mi interessa la struttura delle cose. Ora questo interesse lo rivolgo verso la politica”, ha raccontato, e così nel 1989 aderisce al Demokratischer Aufbruch (Risveglio democratico), dopo di che la sua carriera politica decolla rapidamente: prima è vice portavoce del governo, poi deputata del Bundestag, ministro per le Donne e la Gioventù, ministro dell’Ambiente, quindi, dopo le elezioni perse dalla CDU/CSU, segretario generale nonché presidente del partito e del gruppo parlamentare della CDU.

Il suo successo politico è da ricercare soprattutto nella caparbietà e ostinazione con cui persegue gli obiettivi, insieme a un grande orgoglio e alla voglia di dimostrare di essere migliore degli altri. D’altra parte, la sua formazione scientifica l’ha aiutata ad affrontare le questioni in modo razionale. Pupilla di Helmut Kohl, che la designa fin da subito suo successore e la chiama unser Mädchen, la nostra ragazza, è diventata nuovo cancelliere tedesco dopo le elezioni del 2005, succedendo a Gerhard Schröder. E’ poi rieletta nel 2009 e nel 2013, sfiorando addirittura la maggioranza assoluta, fino alla sconfitta alle ultime elezioni.

A parte i due matrimoni, della sua vita privata non si sa molto, anche perché è una vita assolutamente normale. Il periodico tedesco Bild ci rivela che, appena possibile, prepara la colazione a suo marito, che gli scrive il venerdì una lista della spesa, che ama cucinare per lui e per gli amici, essenzialmente colleghi di suo marito, ma nessun membro del partito o del governo è mai stato a casa sua.

Come italiani sappiamo che una delle sue passioni è Ischia, dove scappa appena può, e dove qualche fotografo impertinente l’ha sorpresa in castigati bikini o a spasso coi nipotini (la Merkel non ha avuto figli, e i nipoti sono del precedente matrimonio di suo marito).

Ma la sua grande passione è il calcio, una passione nata da ragazza in Germania Est.

Alcuni sostengono che al Bundestag (il parlamento federale), ascolti di nascosto le notizie sulle partite, ma è spesso presente in tribuna durante i più importanti incontri della Germania, pronta a scattare in piedi ad ogni gol, in particolare, pare, se a segnare è il Borussia Dortmund. Pare addirittura che sia amica di Bastian Schweinsteiger e di Lukas Podolski.

Angela Merkel è stata probabilmente una delle persone più odiate d’Italia: contro di lei si sono scagliati, prima o dopo, tutti i politici, di destra o di sinistra, a torto o a ragione.

Ma anche in patria lei e il suo governo non sono più molto benvoluti, soprattutto per la questione migranti: i tedeschi vorrebbero una velocizzazione dei respingimenti degli immigrati non aventi diritto di asilo nel Paese e, secondo un sondaggio, addirittura il 43% vorrebbe le sue dimissioni da cancelliera.

La crisi dei rifugiati, i primi scricchiolii dell’economia tedesca e l’assenza di fiducia nella stessa Europa, hanno così condotto molti elettori a scegliere una via diversa, così come in altri paesi europei, in particolare rivolgendosi a destra.

La fine dell’era di Angela Merkel pone una serie di interrogativi non solo per il futuro della Germania, ma anche dell’Unione europea. Ago della bilancia dell’UE, da quando è salita al potere la cancelliera tedesca ha reso di fatto Berlino il centro economico e politico dell’Ue, surclassando Bruxelles e Parigi., rendendo la Germania di fatto la più importante potenza economia del continente europeo.

Prima donna a ricoprire l’incarico di Cancelliere, Donna dell’anno per Forbes per 9 anni consecutivi, ha ribaltato le regole del potere maschile, ma all’estero ha dovuto subire l’ironia dei politici in quanto rea di non poter rappresentare un oggetto sessuale. E lei è andata avanti sapendolo benissimo, non cercando di camuffarsi da diva, indossando sempre lo stesso identico completo con i pantaloni, in più colori, in una specie di sobria divisa istituzionale che nega ogni componente femminile.

Eppure i tedeschi, nonostante non sia mai stata madre, continueranno a chiamarla Mutti, mamma.

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