Pubblicato il: 8 novembre 2018 alle 8:00 am

Cos’è successo in passato quando il clima è cambiato? «Le crisi possono diventare opportunità per il cambiamento culturale e l'innovazione», dice uno studioso dell'Università della California. La storia può insegnarci molto

di Teresa Terracciano.

San Diego, 8 Novembre 2018 – Ancora una volta, all’umanità potrebbe essere utile tenere conto di una lezione di storia. Con precedenti cambiamenti climatici, quando perdite agricole e carestie rappresentavano una minaccia, i popoli dell’Asia antica hanno risposto, hanno agito dandosi a colture alternative. Hanno creato nuove reti commerciali e innovato il loro modo di trovare soluzioni.

Tra 5.000 e 1.000 anni fa, quando il clima si è raffreddato, le popolazioni emigravano o si rivolgevano alla pastorizia – le mandrie possono prosperare in pascoli dove i cereali alimentari non possono. Molti si sono dati al commercio. Queste strategie alla fine si sono fuse nello sviluppo della Via della Seta, sostengono gli studiosi d’Alpoim Guedes e Bocinsky. In alcune aree hanno anche diversificato i tipi di colture che hanno piantato.

Con nuovi modelli informatici, i ricercatori hanno potuto esaminare in dettaglio come i cambiamenti climatici hanno trasformato la capacità delle persone di produrre cibo in luoghi particolari, e questo ha permesso loro di individuare le cause dei cambiamenti culturali.

D’Alpoim Guedes, archeologa specializzata in paletnobotanica, analizza i resti di piante antiche per capire come le strategie di sussistenza umana sono cambiate nel tempo. Bocinsky è un archeologo computazionale. Il duo ha sviluppato un modello combinando i dati delle stazioni meteorologiche contemporanee provenienti da tutta l’Asia con una ricostruzione paleoclimatica a livello di emisfero per creare una simulazione nello spazio e nel tempo di come è cambiata la temperatura in Asia. Hanno anche aggiunto dati sui siti archeologici e la registrazione dei semi che vi sono stati trovati.

Una grande transizione nel clima, il raffreddamento globale all’epoca, è avvenuta circa 3.700-3.000 anni fa. Ciò che è vero oggi era vero allora: il cambiamento di temperatura non interessa tutte le regioni del globo allo stesso modo. Gli effetti sono più pronunciati nelle zone ad alta latitudine e ad alta quota, e d’Alpoim Guedes e Bocinsky mostrano quanto siano stati drammatici i cambiamenti, per esempio, in Mongolia e nell’altopiano tibetano. Lì, circa 3.500 anni prima, il sorgo e il miglio (Setaria italica) non sarebbero riusciti a sopravvivere al nuovo clima freddo. Le popolazioni hanno dovuto abbandonare il raccolto a favore di quelli più tolleranti al freddo come il grano e l’orzo.

Sostengono inoltre che le temperature fredde abbiano reso sempre più difficile coltivare cereali chiave nella Cina settentrionale tra il 291 e il 360 d.C., cosa che potrebbe aver finito per svolgere un ruolo chiave nel trasferimento della capitale cinese da Xi’an a quella che oggi è Nanchino, nel sud del paese.

Il cambiamento climatico ha anche stimolato lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto in tutta l’Asia, dicono i co-autori, compresa la successiva decisione della dinastia Sui di investire in un importante progetto pubblico e creare il Gran Canale della Cina. Il Gran Canale, oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO, è il più lungo e più antico del mondo, che collega i fiumi Giallo (Huang He o Hwang Ho) e Azzurro (Yangtze). È stato importante per semplificare la circolazione di persone e beni commerciali.

«Le crisi possono diventare opportunità per il cambiamento culturale e l’innovazione», ha detto Bocinsky. «Ma la velocità e la portata della nostra attuale situazione di cambiamento climatico sono diverse».

Gli impatti del riscaldamento in futuro saranno sempre più rapidi e maggiori, e l’umanità ha avuto 4000 anni per adattarsi a un mondo più freddo. Con il riscaldamento globale questi modelli di adattamento di lunga durata inizieranno a cambiare in modi che sono imprevedibili e potrebbe non esserci la flessibilità comportamentale per questo, data la politica attuale in tutto il mondo.

«Anche l’agricoltura meccanizzata e industrializzata e la politica agricola globale ci spingono verso la monocoltura. Dobbiamo invece muoverci nella direzione opposta. Studi come il nostro dimostrano che scommettere e investire nella diversità sono state le nostre migliori possibilità di adattamento ai cambiamenti climatici. Questo è ciò che ci ha permesso di adattarci in passato, e dobbiamo tenerlo presente anche per il nostro futuro» conclude d’Alpoim Guedes.

University of California – San Diego

Fonte per approfondimenti: Jade d’Alpoim Guedes, R. Kyle Bocinsky. Climate change stimulated agricultural innovation and exchange across Asia. Science Advances, 2018; 4 (10): eaar4491 DOI: 10.1126/sciadv.aar4491

neifatti.it ©