Pubblicato il: 17 novembre 2018 alle 8:00 am

Quelli che giocano I primi numeri della stagione. I tiratori, le parate, il possesso palla e i passaggi. Ma per capire il calcio non basta l’aritmetica

di Antonio Mango.

Roma, 17 Novembre 2018 – Basta con i numeri. Siamo sommersi dai numeri, anche da quelli inutili, che non spiegano niente se non la pretesa di dire qualcosa di scientifico e inoppugnabile. Il calcio, più che una scienza, che fa innamorare i fissati, è un’arte, che attraverso un’intuizione si guadagna una magica bellezza. Però, portati dalla moda del momento, siamo tutti con la testa fra i numeri. Quante volte Ronaldo ha starnutito mentre fa il doppio passo, quanti centimetri ha corso Icardi, quanti dolci si è pappato Higuain il sabato sera prima della partita, quante volte si è detto la Var  per indicare il Video Assistant Referee  (e quindi il Var), di quante pagine è fatto un contratto di De Laurentiis. E il numero dei numeri: quanti scudetti ha vinto la Juve.

Insomma, una persecuzione e ci si è messo pure il Def del governo a dare i numeri. Sicché, più cifre prêt-à-porterche idee. Ed ecco le classifiche a un terzo di campionato. Numeri provvisori ovviamente, ma tali da indicare una tendenza.

Quelli che tirano

Avanti Juventus e Inter, la prima per tiri nello specchio e possesso palla (udite, udite, ma la Juve non era per difesa e contropiede?), la seconda per gol subìti. Emigrato Sarri, il passing game piange. Ma siamo solo all’antipasto, che non sempre s’accorda bene col pranzo vero e proprio. Lo chef consiglia, prima di giudicare, d’assaggiare anche i piatti che seguono. Nei tiri in porta per squadra, dopo la Juve con 208, ci stanno dignitosamente Napoli (185), Atalanta (176), Inter (162), Roma (161). Nello specchio della porta avversaria ci sono andati  69 tiri della Juve, meno sciupona di tutti,  67 della Roma, 54 Milan, 52 Napoli, 51 Atalanta. Tra i calciatori che si distinguono per numero di tiri, non necessariamente nello specchio della porta, Ronaldo di Riace, Insigne di Frattamaggiore, il temibile Dzeco over 30, Piatek, il costoso sorpresone, Immobile più veloce che mai. Vi risparmiamo i relativi numeri, delizia degli statistici.

Quelli che parano

Il portiere più bersagliato è Sepe del Parma (51 parate, ex Napoli, no panchina, “ ’e voluto ‘a bicicletta e mo’ pedala”), Sportiello del Frosinone (42), Skorupsky Bologna (38) e a seguire Olsen (Roma), Strakoscha (Lazio), Cragno (Cagliari), Sorrentino (Chievo). I martiri del campionato.

Sempre per la fase difensiva ci stanno i palloni intercettati (il più prolifico è Pezzella della Fiorentina) e i falli fatti (i più ostici Rincon e come squadra il Torino). Per quelli subìti il povero Sma del Cagliari e il sorprendente Allan del Napoli, che, nonostante le apparenze, ha più falli incassati che fatti.

Quelli che dribblano

Non solo veri o falsi nueve. Occorrono anche i talenti specializzati. Tradotto: possesso palla, passaggi, rifinitori, dribblatori, crossatori. Insomma, la polvere da sparo della fase offensiva. Sempre a un terzo del campionato, c’è quello che non t’aspetti: l’hit parade del possesso palla vede in ordine di classifica Juve, Inter, Atalanta, Napoli, Roma. A Napoli si sarebbe detto “a carne ‘ncoppa ‘e maccheroni” ovvero, nel nostro caso, i contropiedisti che occupano il campo e i palleggiatori che non lo tengono.

Il primato si inverte nel numero di passaggi: il Napoli è avanti con seimila nei primi dieci turni, seguono Juve, Inter, Roma. Per quelli riusciti è la Juve a stare in testa. La fabbrica delle vittorie non può fare a meno, però, di dribblatori e crossatori. Per i primi al vertice c’è Chiesa (Fiorentina), per i secondi Lazzari della Spal.

All’ingrosso, a un terzo di campionato, i numeri sono stati questi. Poi, c’è da dire che tra un bel tiro che sfiora il palo e uno “telefonato” che va nello specchio della porta è preferibile il primo. Le statistiche queste cose non le capiscono.

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