Pubblicato il: 18 novembre 2018 alle 7:00 am

Il matrimonio tomba dell’amore? Magari Uno dei sette sacramenti della Chiesa cattolica è diventato in realtà solo una parentesi nella vita degli uomini. Dovrebbe durare per sempre e invece assomiglia a uno stato di “pre-crisi”, molto prima del fatidico settimo anno

di Giosuè Battaglia.

Roma, 18 Novembre 2018 – Da sempre si è considerato il matrimonio, suggello di un amore senza mai fine e fino alla morte. Infatti ancora oggi gli sposi dichiarano all’altare: «Io,accolgo te come mia (o) sposa (o). Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita».

Nel sentire questo passo, tutti si commuovono in quanto si esprimono sentimenti dettati da manifestazione interiore e che propende per un amore immortale. Infatti l’amore è l’unione dei diversi sentimenti e delle tante circostanze che si vivono nell’unione tra le parti, la quale si consolida sempre più proprio con le vicissitudini che presenta la vita. Fin dal medioevo il primo passo veniva compiuto dalla mamma della sposa che in primis portava a casa dei futuri sposi, il letto, simbolo di un matrimonio basato sull’amore e la procreazione della prole. Tutto quello che si attuava e si costruiva, avveniva in una visione futuristica di una unione che si protraesse per sempre. Così in questa visione si cercavano profitti per il risparmio della famiglia, si facevano regali utili ai componenti di essa, proprio per assicurare al matrimonio, l’aiuto per una stabilità proficua.

Ma tutto ciò è notevolmente cambiato col passare del tempo, che come tutto avvolge e ogni cosa viene trasformata e così anche il modo d’intendere dei sentimenti, legati alla trasformazione del proprio “io”, trasformazioni dovute a modi d’intendere legati ad una metamorfosi della società e al modo di rapportarsi. Un modo che tiene conto molto delle apparenze, tralasciando gli intendimenti e i modi di vivere che prima erano alla base della propria esistenza e assicuravano i principi basilari di una famiglia. Oggi il matrimonio viene celebrato in una cornice di grande apparenza che coinvolge tutti i parenti, collaterali ed amici degli sposi in una corsa sfrenata a partire dallo sfoggio di abiti e scenari coreografici, dettati proprio dall’apparire nei quali i due attori principali occupano una scena e recitano un parte seguendo un copione, che viene sempre aggiornato, ad ogni celebrazione, con nuove situazioni che arricchiscono la scena.

L’apparenza data dallo scenario del giorno felice, adombra i tanti comportamenti, i modi di porsi degli attori, le verità nascoste, i veri sentimenti che nel corso della vita matrimoniale si dovranno per forza estrinsecare, venendo alla luce e creando quelle vere situazioni e problemi che dovranno superarsi proprio con quella stabilità morale e fondamentale su cui si basa la vita di coppia e di conseguenza la stabilità della famiglia. Molto si parla di crisi matrimoniale, che nell’intendere classico riguardava quella crisi che prendeva gli sposi dopo un certo periodo di vita del matrimonio (crisi del settimo anno), che rappresentava un momento di vera conoscenza del rapporto in due, superando il quale, ci si avvia al percorso sereno in quanto era subentrata una più stabile e vera conoscenza.

Ora la crisi matrimoniale, arriva subito, dopo poco tempo dal matrimonio, a volte dopo giorni. E questa crisi sfocia il più delle volte nella separazione, perché si è badato solo alle apparenze nel periodo antecedente e che doveva essere un periodo di conoscenza profonda, prima di arrivare al fatidico giorno, nel quale si è continuato a perseguire quel mondo dell’apparire. Il matrimonio è una cosa seria, proprio perché rappresenta un atto ponderato della vita e pertanto dev’essere realizzato con grande amorevolezza e decisione; deve rappresentare un tomba dell’amore fino alla sua chiusura, senza possibilità di apertura in ogni momento.

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