Pubblicato il: 11 dicembre 2018 alle 7:00 am

“Apoteosi del Tatuaggio”, l’arte del nuovo secolo passa anche sulla nostra pelle Fino al 16 dicembre al Vittoriano la mostra di Marco Manzo, visual artist, scultore, incisore e designer italiano di fama, che ha conquistato i musei di arte contemporanea

di Tiziana Mercurio.

Roma, 11 Dicembre 2018 – Ancora qualche giorno per ammirare – gratuitamente – “Apoteosi del Tatuaggio” di Marco Manzo, visual artist, scultore, incisore e designer italiano di fama. Proprio quel Manzo che ha conquistato l’ingresso ai Musei di arte contemporanea (dal Maxxi e MACRO di Roma, al MOMA di New York); facendo sì che quella dei tatuaggi sia divenuta una vera forma artistica, riconosciuta al pari delle “maggiori”. L’ingresso nelle collezioni permanenti, infatti, segna una tappa decisiva nella storia dell’arte dei nostri giorni.
Il Complesso del Vittoriano di Roma ospiterà la sua personale fino a domenica 16 dicembre. Non solo per il redivivo “Spelacchio”, dunque, ma, passando per piazza Venezia è d’obbligo la visita all’Ala Brasini.
Giusto per approfondire gli eterogenei contesti in cui l’artista romano si muove con destrezza, passando per i tattoo, ma pure per sorprendenti sculture in bronzo e ceramica (sculture tatuate, s’intende…), digital e video arte, scatti e installazioni interattive.
Novello radiologo (sì, l’esposizione prevede pure delle lastre!), il dottor Manzo, per mezzo del suo lavoro, esprime diverse facce di un percorso artistico condiviso con la moglie, Francesca Boni, che ha portato anche all’ideazione del “Manifesto dello stile ornamentale nel tatuaggio”.


È un caso che, intanto, il Complesso del Vittoriano ospiti anche Warhol e Pollock ? No, forse no. L’accostamento con “Apoteosi del Tatuaggio” di Marco Manzo tiene. Perché? Perché è proprio degli innovatori trovare chiavi diverse con cui guardare il mondo e far sì che nulla, dopo di loro, appaia uguale a prima. Cosa sono i nostri corpi ora, con Manzo? Non più meri involucri, ma tele. Alla pelle, che è psiche allo scoperto, lui dedica un vestito indelebile che è soprattutto sostanza di sé e rende un corpo deperibile, immortale, eternizzato dal potere dell’arte.


La persona è tableau vivant, scultura viva. Unici e irriproducibili, i suoi eleganti intrecci raccontano storie che obbligheranno l’occhio dell’osservatore ad ammettere che, a conti fatti, sono proprio questi corpi che invecchieranno a mettere in luce il fondamento della loro umanità: l’accettazione dei limiti. Che esistono per tutti, anche se non sono uguali per tutti.
La mostra, è organizzata dal gruppo Arthemisia ed è patrocinata dalla Regione Lazio e di Roma Capitale-Assessorato alla Crescita Culturale. Info: www.ilvittoriano.com (Le foto sono di Tiziana Mercurio).

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