Pubblicato il: 14 dicembre 2018 alle 8:00 am

E se la Finlandia avesse inventato la biblioteca del futuro? Nel Paese con un livello di istruzione notevole, il governo stanzia 98 milioni di euro per una struttura rivoluzionaria

di Francesco Nardone.

Helsinki, 14 Dicembre 2018 – “Oodi sarà uno degli edifici più liberi di Helsinki, o anche dei Paesi nordici, dove il visitatore potrà fare diverse cose in piena libertà” così spiega Antti Nousjoki, che ha progettato la nuova biblioteca di Helsinki.

Un orgoglioso investimento come questo in tempi di digitalizzazione, in cui l’importanza dei materiali stampati è cambiata, in Finlandia un libro di carta ha ancora il suo fascino e la sua importanza: sono le radici. E non deve nemmeno stupire, poiché il Paese, secondo una recente ricerca, è stato indicato come il più alfabetizzato del mondo, battendo anche nazioni come Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito, proprio grazie alla presenza capillare di biblioteche (pubbliche, scolastiche e accademiche) e il numero di libri presenti in esse, la diffusione dei computer, l’obbligo di frequentazione scolastica e la diffusione dei giornali. L’Italia è solo 25esima. Precisamente, le nazioni nordiche dominano la parte alta della classifica: dopo la Finlandia troviamo Norvegia, Islanda, Danimarca e Svezia.

Eppure, nonostante un sistema scolastico conosciuto per essere uno dei migliori del mondo, qui i bambini imparano a leggere ‘tardi’, solo verso i 6-7 anni, alle elementari, poiché all’asilo gli insegnanti preferiscono puntare sulle attività ludiche, ma i giovani vanno all’università molto presto, a 16 o 17 anni. E, a proposito di lettura, i finlandesi – 5.5 milioni di persone – prendono in prestito circa 68 milioni di libri all’anno, collocandosi tra i più entusiasti utilizzatori delle biblioteche.

La biblioteca, presentata nel maggio scorso alla Biennale di Venezia da Jan Vapaavuori, sindaco di Helsinki, ha visto la partecipazione di tutta la cittadinanza nella fase di progettazione, poi idee e suggerimenti sono stati raccolti durante eventi urbani o sul web: ad esempio, il nome è stato suggerito dai residenti. Lo stretto rapporto con la città è visibile anche nell’aspetto della struttura, progettata come il punto d’incontro di persone di ogni ceto sociale e diverse culture, luogo di intrattenimento in un ambiente bello e rilassante. Le superfici in legno di abete finlandese, la grande volta e il materiale caldo e morbido sono stati scelti per invitare il pubblico a entrare.

Non pensiamo però alle biblioteche della nostra memoria, dove a ogni parolina si veniva rimproverati! Qui c’è uno spazio particolare, loft of nerds, dove il rumore e il disordine saranno persino incoraggiati e si potranno prendere in prestito strumenti musicali o semplicemente giocare con la console. E c’è perfino uno studio di montaggio e registrazione cinematografica disponibili gratuitamente.

La conversazione in tutte le aree è fondamentale – anche se zone studio sono garantite – e inoltre la sezione per adulti non è separata da quella per bambini.

Oodi si sviluppa su tre piani, ognuno con la sua “atmosfera”: a pian terreno uno spazio che può rapidamente cambiare configurazione per vari eventi, sale, infopoint, punto di riconsegna dei libri e una caffetteria, al secondo piano uffici, aree giochi, sale riunioni, un laboratorio urbano e spazi per corsi e altre attività, al terzo il Book Heaven, il paradiso dei libri, un luogo dove rilassarsi, leggere e prendere un caffè. Il panorama urbano di Helsinki può essere ammirato dal Citizens’ Balcony della biblioteca che si apre verso il Parlamento, e da cui è possibile ammirare il parco Töölönlahti.

Il modello finlandese mostra che, anche in tempi di tagli di bilancio, uno stato può mobilitare 98 milioni di euro per un servizio pubblico culturale, rendendolo una necessità impellente, e creando uno spazio pubblico non commerciale, aperto a tutti, gratuito, di proprietà comune, a vantaggio di tutti coloro che lo vivono e lo utilizzano, in cui coltivare la libertà intellettuale e creativa, imparare, creare e condividere.

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” (Virginia Woolf)

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