Pubblicato il: 14 dicembre 2018 alle 7:00 am

L’Arte rupestre preistorica suggerisce un’antica curiosità per l’astronomia Alcune delle più antiche pitture rupestri del mondo hanno rivelato che umani di 40.000 anni fa avevano una conoscenza relativamente avanzata dell'astronomia

di Teresa Terracciano.

Edimburgo, 14 Dicembre 2018 – Le opere d’arte di siti distribuiti in tutta Europa non sono semplicemente rappresentazioni di animali selvatici, come si pensava in precedenza. Simboli animali rappresentano costellazioni di stelle nel cielo notturno, e sono usati per indicare date e segnare eventi come passaggi di comete.

Probabilmente, già 40.000 anni fa, gli esseri umani hanno tenuto traccia del tempo grazie alla conoscenza di come la posizione delle stelle cambia lentamente nel corso di migliaia di anni.

I risultati della ricerca suggeriscono che certe antiche popolazioni comprendevano un effetto causato dal graduale spostamento dell’asse di rotazione della Terra. La scoperta di questo fenomeno, chiamato precessione degli equinozi, era stato attribuito agli antichi greci.

I risultati indicano che le intuizioni astronomiche delle popolazioni antiche erano molto più ragguardevoli di quanto si è creduto. Le loro conoscenze possono aver aiutato la navigazione in mare aperto, con implicazioni per la nostra comprensione della migrazione umana preistorica.

Ricercatori delle Università di Edimburgo e del Kent hanno studiato i dettagli dell’arte paleolitica e neolitica con simboli animali in Turchia, Spagna, Francia e Germania. Hanno trovato che in tutti i siti è stato utilizzato lo stesso metodo per la conoscenza temporale basata su una sofisticata astronomia.

I ricercatori hanno chiarito i precedenti risultati di uno studio sulle incisioni in pietra in uno di questi siti – Gobekli Tepe nell’odierna Turchia – interpretato come un monumento commemorativo di un devastante impatto della cometa intorno all’11.000 a.C.

Gli studiosi hanno anche decodificato quella che è probabilmente l’opera d’arte antica più conosciuta di Lascaux in Francia. L’opera, che presenta un uomo morente e diversi animali, può commemorare un altro impatto di cometa intorno al 15.200 a.C..

Il team ha confermato i risultati confrontando l’età di molti esempi di arte rupestre con le posizioni delle stelle nella contemporanea antichità delle popolazioni, grazie a un sofisticato software.

La scultura più antica del mondo, l’Uomo-leone di Hohlenstein-Stadel, del 38.000 a.C., è stata trovata conforme a questo antico sistema di cronometraggio.

Questi risultati supportano una teoria degli impatti multipli delle comete nel corso dello sviluppo umano, e probabilmente rivoluzioneranno il modo in cui sono viste le popolazioni preistoriche.

Fonte per approfondimenti: Martin B. Sweatman, Alistair Coombs. Decoding European Palaeolithic art: Extremely ancient knowledge of precession of the equinoxes. Athens Journal of History, 2018.

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