Pubblicato il: 16 dicembre 2018 alle 8:00 am

Arriva il Natale, ma per anziani e giovani sono due feste differenti Per la terza età contano i valori e i significati religiosi della ricorrenza, per le nuove generazioni è importante solo il consumismo imposto dalla modernità

di Giosuè Battaglia.

Roma, 16 Dicembre 2018 – Il periodo natalizio ha sempre avuto un suo fascino particolare perché indica un periodo di preparazione all’attesa del grande evento, che per i cattolici è la nascita del bambino Gesù. Quindi tutto ciò si trascorre in grande allegria, dove i preparativi hanno il fine del “Buon Natale”, cioè nell’augurio di trascorrere l’evento nel miglior modo e riferito alla pace e alla serenità dell’animo. Ovviamente da qualche secolo la festa ha assunto anche un significato laico, collegato allo scambio di doni, alla famiglia, a figure quali Babbo Natale, la Befana e altre espressioni come il Presepe e l’albero. Tutto questo periodo si pone con diverse visioni, fra le quali quelle di un giovane e di un anziano. Per i bambini e per i giovani si respira tutta un’aria di allegria data appunto dalle manifestazioni esteriori che concorrono alla festa natalizia e a tutto il periodo che culmina nel giorno dell’Epifania.

Gli addobbi natalizi per le strade e in ogni casa danno il senso della pace e il giovane si trova avvolto in una nuvola nella quale il tutto è visto con grande ammirazione e vicinanza alle tradizioni che la festa detta.

L’anziano, invece, guarda alle festività con spirito più attento verso ogni cosa in quanto ha alle spalle un vissuto e quindi può fare delle differenze. Per lui il passato gli fa conoscere il vero presente. Il giovane guarda poco al passato, così ad esempio, pur conoscendo i valori tramandati, valuta il presente come modernità dei tempi, un cambiamento che porta avanti e tendente a un futuro di progresso. Poco importa se molti dei valori, non solo religiosi, cambiano perché tutto è proiettato in un nuova società che rende tutti globalizzati e senza differenze. Al contrario, nell’anziano, il Natale rappresenta una nascita importantissima per l’umanità, il segnale dell’esistenza umana. Per questo egli perde in gran parte tutto lo spirito esteriore perché è più vicino ad un sentire l’evento come segno di appartenenza al credo religioso e per lui è un evocare la “nascita”.

Il rito del Natale diffonde contenuti, ma non è il fine. Lo scambio degli auguri avviene, ma spesso non si conosce il significato trasformando il tutto in formalità. La “nascita” per ognuno deve rappresentare una nascita nuova, un risorgere da un caduta, da un fallimento della vita, da un ciclico ritmo di equilibri di alti e bassi che si alternano. Altro sapore dl Natale è il ritrovarsi in famiglia e insieme raccontarsi il cammino della vita, in un grande senso di appartenenza.

E’ proprio in questo contesto che l’anziano vive in diversa quadratura di pensiero. Egli è poco avvezzo alle apparenze perché il suo animo è intento alla valutazione dei sentimenti interni di ognuno, e il vero valore espresso dl Natale, considerato l festa più bella dell’anno.

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