Pubblicato il: 16 dicembre 2018 alle 8:00 am

Viaggio nel Colosseo, il fascino immortale di un monumento L’artista austriaco Gerhard Gutruf anima i Mercati di Traiano, a Roma, con una personale ispirata all’Anfiteatro Flavio

di Tiziana Mercurio.

Roma, 16 Dicembre 2018 – L’artista austriaco Gerhard Gutruf è ospite del Museo dei Fori Imperiali di Roma con una personale di opere ispirate al Colosseo.

Fino al 3 marzo 2019, per “Viaggio nel Colosseo. Magico fascino di un monumento” si potranno ammirare 32 lavori realizzati con varie tecniche (e formati), che sviluppano un dialogo mai banale con gli oggetti esposti in permanente (reperti di duemila anni fa).

Fin dal 1970 (quando si aggiudicò l’ambita borsa di studio del governo austriaco per soggiornare nella Capitale) Gutruf ha studiato, disegnato, realizzato stampe e dipinto sul tema del Colosseo.

Per lui: “Si tratta del monumento che è l’incarnazione stessa di Roma – ha spiegato -. Ancora oggi è imponente e terrifico; allora un edificio funzionale, ora, patrimonio dell’Umanità”.

L’esposizione mette in luce anche aspetti innovativi e moderni dell’antichità, portando a credere che Roma possa essere (ri)definita come luogo effettivo di nascita della stessa identità europea.

Gutruf, nato nel 1944 in Austria, nel ‘66 si diploma in pittura; dal 1971, compie ogni anno viaggi di studio in Italia, ma è stato pure in Messico e, dopo tante, importanti personali (ovunque, perfino al Museo Internazionale Yi Yuan di Pechino ospite di Liu Xin), mostre e onorificenze, con quest’evento, le ideatrici (Clara Bencivenga e Lucrezia Ungaro) hanno voluto presentare una parte della sua produzione, combinando opere contemporanee al più emblematico monumento di Roma, collocandole in sette sale dei Mercati di Traiano.

“Il Colosseo ha esercitato e continua a esercitare su di me un’attrazione magica – ha continuato Gutruf -. Il confronto con la cultura della “città eterna” ha contribuito a dare un apporto decisivo alla mia evoluzione artistica”.

Lo spettatore si inoltra tra archi e reperti trovandosi di fronte studi, disegni a prospettiva multipla, stampe, acquerelli, lavori a china e dipinti a olio: l’Anfiteatro Flavio è un’ossessione. Ossessione da scomporre e ricompone; raffigurandolo da un’angolazione mai uguale a se stessa, in maniera contemporanea e finendo, così, per attribuirgli una dimensione atemporale.

Il soggetto è ben lungi dall’essere astratto, ma è questo il modo in cui Gutruf lo vede: nelle sue opere, il Colosseo emerge man mano, ma, poi, la sua sagoma si perde, tornandosi a immergere nella materia-non materia, come frutto di un’illusione ottica.

Sulla scena artistica internazionale, Gutruf s’impone per la propria visione di una nuova classicità, sviluppando un universo figurativo lavorato, parallelamente, su diversi livelli di astrazione, con svariate tecniche e ambiti tematici.

Disegnatore preciso, minuzioso, il maestro austriaco usa poco il colore (se ciò costituisse motivo di biasimo), ma il culto verso i capolavori dell’arte antica, in più di un’occasione, sfocia nel lirismo. (foto di Tiziana Mercurio)

Info: mercatiditraiano.it

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