Pubblicato il: 19 dicembre 2018 alle 8:00 am

Davide e Golia, un cortometraggio per sostenere le vittime di mafia Kyrahm, l'artista autore del videodocumetario: «Mi sono ispirato a storie come quella di Daniele Ventura, che combatte contro il suo Golia dopo aver denunciato il pizzo»

di Arcangela Saverino.

Roma, 19 Dicembre 2018 – Nel corso dei secoli la vicenda biblica di Davide e Golia ha stimolato un certo interesse, investendo non solo la sfera religiosa, ma anche quella letteraria, artistica e cinematografica. La storia del pastorello Davide che, armato solo di una fionda, uccide Golia, il temibile gigante dei Filistei in guerra con il popolo di Israele, è uno degli episodi più famosi della Bibbia e simboleggia il coraggio che trionfa sulla violenza. La vicenda del fanciullo che osa sfidare il possente nemico da sempre rappresenta uno spunto per infondere speranza e forza a tutti coloro che devono affrontare forze gigantesche per affermarsi, ai piccoli che devono sconfiggere i giganti. Golia, alto tre metri, armato di una corazza di quaranta chili e di una lancia con una punta del peso di cinque chili rende bene l’idea dell’epica impresa di Davide che, per sconfiggerlo, è dotato solo di cinque sassi e una fionda.

Nella vita di tutti i giorni, è una continua lotta con i Goliath, individui e istituzioni che hanno come unico scopo quello di indebolire e distruggere il prossimo. Lo sa bene Daniele Ventura (neifatti.it ha raccontato la sua storia qui), un giovane imprenditore palermitano che ha denunciato i suoi estorsori, ribellandosi alla richiesta di pagamento del “pizzo”, e racconta la sua storia nel libro “Cosa nostra non è cosa mia”; ha combattuto la sua lotta contro il gigante “Mafia” con in mano la fionda e le pietre dell’onestà e dell’integrità. Non si è lasciato sopraffare dai giganti e per tale motivo è stato scelto come uno dei protagonisti del videodenuncia “Davide e Golia”, un progetto tra documentario, videoarte e perfomance che dà voce a piccoli eroi contemporanei che hanno denunciato mafia, camorra e ‘ndrangheta. Il lavoro work-in-progress dell’artista Kyrahm è in continua evoluzione attraverso le testimonianze e le storie di persone che hanno solo svolto il proprio dovere; un dovere che, paradossalmente, ha richiesto un grande coraggio. Il progetto è stato presentato per la prima volta il 4 dicembre in Germania, presso l’Università di Rostockon con la docente, ricercatrice e perfomance artist Andrea Zittlau, ma sono previsti incontri e partecipazioni collettive a Roma, New York, Napoli, e si concluderà con la perfomance del 21 marzo 2019, giornata della memoria in favore delle vittime di mafia, al museo MACRO di Roma con l’abbattimento di un muro da parte di uno dei protagonisti del cortometraggio e la partecipazione collettiva di persone; un gesto simbolico che ha lo scopo di non lasciare solo chi sta lottando contro la criminalità organizzata.

«Ho iniziato il progetto partendo dalle interviste a molti Testimoni di Giustizia e vittime di mafia, come quella a Daniele Ventura la cui storia mi ha immediatamente colpito: un ragazzo che, nonostante l’età giovane, si è ritrovato a combattere contro il suo Golia» ha dichiarato l’artista a neifatti.it. Un lavoro che vede protagonisti diversi imprenditori tra Campania, Calabria e Sicilia, come Luigi Leonardi che si è opposto alle estorsioni della camorra e che il 26 novembre ha iniziato lo sciopero della fame a piazza Montecitorio per ottenere il riconoscimento dello status di Collaboratore a Testimone di Giustizia e maggiore sicurezza per se stesso in quanto il programma di protezione a cui è sottoposto non è sufficientemente adeguato. «Ho sempre rivolto lo sguardo alle tematiche sociali e ai diritti umani – continua l’artista- Nel 2015 fui invitata dall’Accademia di Belle Arti di Napoli a presentare il mio lavoro, un importante progetto performativo e fotografico sulla Terra dei fuochi. Da lì nacque la decisione di incontrare chi stava portando avanti una lotta di opposizione alla mafia, di documentarmi e puntare l’attenzione su uno dei problemi più gravi che affligge il nostro Paese». Ogni giorno assistiamo alla battaglia di persone come Daniele e Luigi, ascoltiamo le loro interviste, leggiamo i loro libri «E’ incredibile quanta gente necessiti di far conoscere la loro storia e da parte mia c’è la completa disponibilità a fare da amplificatore alla loro voce», conclude Kyrahm. Il cortometraggio, nato dalle interviste a vittime di mafia, è in continua evoluzione: nel corso dei prossimi mesi coinvolgerà altri imprenditori, altri piccoli eroi contemporanei che hanno dimostrato come sia possibile vincere una lotta contro un gigante, come sa essere la criminalità organizzata.

Non lasciamo che Davide combatti da solo contro Golia.

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