Pubblicato il: 21 dicembre 2018 alle 8:00 am

Le2comari, nasce il brand del riuso Prima un laboratorio poi il marchio. L’idea del riutilizzo creativo di indumenti, tessuti, oggetti per far rivivere il passato. Ma anche per evitare sprechi

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 21 Dicembre 2018 – Digiti “riciclo” su Google e in meno di un secondo hai a disposizione circa 11.100.000 risultati. Sono 3.640.000 le pagine per il termine “riuso”. Parole diventate di tendenza. Fanno parte del nostro vocabolario non da moltissimo tempo, però. Riuso si farebbe risalire al 1979. Un po’ più “vecchia” la parola riciclo. E’ da quando si è capito che, per varie ragioni, è necessario rimettere in circolo gli oggetti anziché buttarli via, che il riuso ha trovato una sua collocazione comoda nel nostro lessico.

La gestione sempre più difficile dei rifiuti ma anche la persistente crisi economica che da anni tormenta il mondo occidentale, sono due delle principali cause del recupero e del riutilizzo delle cose che abitualmente andavano a finire nel cestino dell’immondizia. Agli inizi dell’anno, Il Sole24Ore riportava un dato significativo: l’Italia si scopre gran riciclatrice: recuperato il 79% degli scarti.

Ma c’è anche una questione affettiva, molte volte. Perché buttare via una giacca appartenuta al bisnonno se quella stoffa può essere utilizzata per cucire una borsa nella quale si conserverà il ricordo di un antenato?

E’ così che è nata l’idea di realizzare un brand: “le2comari”. Due donne, (le due comari, appunto), una da sempre con la passione del cucito, l’altra con alle spalle un lavoro di responsabilità in un Ente Pubblico ma dotata di una buona dose di creatività, a un certo punto della loro tranquilla esistenza in un piccolo paese del sud Italia (Telese Terme in provincia di Benevento), decidono di inventarsi qualcosa di diverso. Il recupero di vecchie cose e la loro “rinascita” attraverso un diverso utilizzo rispetto a quello originario, sono la sfida che “le2comari” lanciano attraverso questo Laboratorio, proponendo le loro creazioni rigorosamente fatte a mano.

Un progetto che vuole spingersi oltre l’ordinario realizzare qualcosa, dandosi l’obiettivo di ridare nuova vita a vecchie cose. Da ciò nascono i loro “pezzi unici” realizzati utilizzando vecchi jeans, vecchie cravatte, maglioni, tappezzerie, biancheria, foulards, cinture, lavori crochet, ricami, bijou e così via. Un laboratorio che insegni alle nuove generazioni che con un po’ di fantasia e un minimo di manualità si possono evitare gli sprechi e nello stesso tempo si può essere originali.

Al progetto si sono unite altre donne che, condividendo lo scopo del sodalizio, hanno volontariamente messo a disposizione i loro “saper fare” ed il loro tempo. Così, a piccoli passi, dalla semplice idea di recuperare vecchie cose di famiglia, si è creato un logo, un profilo Facebook e Instagram, per poi approdare ad un marketplace su cui proporre in vendita le proprie creazioni. In occasione delle festività natalizie il Laboratorio ha trovato ospitalità presso il Conad di Telese Terme dove espone i propri manufatti. Piccoli oggetti, borse, sciarpe e altro. Un modo nuovo di far rivivere il passato, fortemente impregnato della volontà delle ideatrici di utilizzare esclusivamente materiali di recupero, aprendo però una finestra lungimirante sul futuro, già indirizzato verso il cosiddetto fashion circolare.

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