Pubblicato il: 23 dicembre 2018 alle 7:00 am

E’ facile parlare di rapporti personali, ma non sono come quelli di una volta perché manca la fiducia Senza questo valore smarrito gli individui si scoprono più deboli e quindi anche i concetti di lealtà e di onestà svaniscono

di Giosuè Battaglia.

Roma, 23 Dicembre 2018 – Nei rapporti interpersonali tra uomini, esistono vari sentimenti che interagiscono con i modi di essere e di relazionarsi. Fra questi, quello che più appare di difficile interpretazione e di attuazione, è quello relativo alla fiducia, in quanto esprime non solo un dato personale, ma anche un sentimento condiviso da un altro individuo. E’ proprio quest’ultimo, il fondamento sul quale si basa la certezza nel credere nell’altro, il quale deve dare la garanzia della messa in atto della certezza. Un segreto, un modo di fare, lo stabilire verbalmente (dare la parola) un certo atteggiamento da concretizzare, fanno parte di quella fiducia da riporre nell’altro. Questa è una cosa seria, perché ingloba tanti fattori non solo personali e che è sempre più difficile investire sugli altri, in termini psicologici e quali rappresentanti valori che investono il proprio “Io”, valori che esprimono l’altrui senso di fratellanza.

Il sentimento morale della fiducia, in sociologia viene suddiviso in diversi tipi fra i quali il più vicino al modo di vita, è quello appunto della fiducia personale o interpersonale, con la quale un attore si rivolge ad un altro attore sociale. Essa è il legame che unisce e consolida tute le relazioni importanti, quali: le migliori amicizie, i legami familiari, gli amori sempre fondati sulla onestà e lealtà. Insomma il porre una porzione di noi stessi in un’altra persona; così ad esempio andare dal proprio medico è un fidarsi della sua persona e del suo modo di fare, di rapportarsi, di intendere la scienza medica.

Purtroppo, però, anche questo sentimento è venuto a deteriorarsi, perché il passare del tempo ha portato ad una certa perdita di valori racchiusi nei sentimenti e quindi è cambiato il modo di rapportarsi; di conseguenza ha prevalso nell’individuo un certo atteggiamento interiore tendente al dubbio, alla sfiducia nell’altro. Una volta si diceva che “bastava una stretta di mano” per suggellare la fiducia tra le due parti, ad esempio in un contratto di vendita, che esprimeva la fiducia nella realizzazione di quanto stabilito. Oggi invece, nonostante si formulino contratti scritti, è sovente il dietrofront delle parti in causa che vengono meno a quanto stabilito.

L’amico di fiducia viene meno al segreto custodito, in generale si viene meno anche giuramenti fatti in nome della religione. E allora il venir meno, nella maggior parte dei casi, porta ad essere dubbiosi nel riporre fiducia. Anche in questo caso, quindi, l’individuo si mostra più debole e il sentimento di fiducia è continuamente incerto, dubbioso e il suo significato diventa indefinibile in quanto vengono a mancare i presupposti di lealtà e onestà. Ciononostante, l’individuo ha sempre presente nel suo animo questo sentimento che ha bisogno di essere estrinsecato, nonostante i tanti dubbi della sua applicazione, perciò sarebbe importante una educazione già dall’infanzia, che formi alla fiducia dell’altro.

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