Pubblicato il: 24 dicembre 2018 alle 7:00 am

Tutto il mondo è paese, ma a Natale no Cosa si mangia a Natale in Europa? Tra lumache, canguro e pesce al detersivo, un viaggio alla scoperta dei tradizionali piatti natalizi: Europa occidentale

di Aldo Morlando.

Roma, 24 Dicembre 2018 – Abbiamo descritto con dovizia di particolari le ricette natalizie del nostro paese, soprattutto napoletane, ma cosa si mangia in Europa a Natale? Scopriamolo insieme.

Il Natale in Francia è davvero dedicato al cibo e, come per noi, il menu delle festività dipende dalla regione e dalla famiglia, ma il pasto principale – le Réveillon – viene gustato alla vigilia di Natale.

Per iniziare, caviale o salmone affumicato, magari sui blinis – frittelle di grano saraceno – con un po’ di panna di crème aigre (panna acida). Le prime bottiglie da stappare saranno per lo più champagne o qualche altro vino frizzante. I parigini adorano in particolare, come antipasto, un piatto di ostriche fresche, o di coquilles Saint-Jacques (Capesante), dal prezzo più popolare, un mollusco molto grande che viene gratinato al forno e servito nella sua stessa conchiglia. Ma i francesi adorano anche l’onnipresente foie gras (il fegato d’oca), un altro piatto non per schizzinosi, sia per ragioni etiche che per il gusto o la consistenza: si serve con una fetta sottile di pane tostato con un confit di fichi o cipolle.

Il Natale è la stagione dell’anno in cui è più facile gustare le Escargots (lumache) alla buorguignonne, con burro e prezzemolo – si vendono anche congelate al supermercato.

In alcune regioni si può trovare il tacchino ripieno di castagne, ma se non piace si può optare per la faraona, il fagiano, l’oca e la quaglia, così come il cinghiale o il cappone, o l’anatra in salsa di mirtilli rossi.

In qualsiasi posto del paese, il dessert più popolare è la Bûche de Noël, il tronchetto di Natale, dalla forma di ceppo di abete – secondo gli storici, dalle origini pagane antichissime e consumato in occasione del solstizio invernale – accompagnato da crema o gelato. In Provenza c’è la tradizione di servire, al termine del réveillon, ben 13 dessert, in ricordo di Gesù e i 12 apostoli, che di solito consistono in fichi, frutta secca e una torta tradizionale nota come Pompe à l’huile (pompa all’olio), un dolce che ha più di 2600 anni: è una focaccia piatta e dolce, deliziosamente profumata con olio d’oliva e fiori d’arancio.

Anche in Belgio, come in Francia, il menu è costituito da selvaggina o da tacchino, anche se ultimamente la moda gastronomica punta sul canguro o lo struzzo. In Vallonia si gusta la trippa, servita con cavolo verde. È anche tradizione mangiare i cougnous, brioche a forma di Gesù bambino.

Come molti altri paesi del Nord Europa, anche la Germania si addobba a festa durante i mesi che precedono il giorno di Natale. Qui lo spirito natalizio si fa sentire già dalla fine del mese di Novembre, quando nelle piazze e nelle strade di ogni città del paese iniziano ad essere allestiti i primi mercatini di Natale, dove si possono assaggiare mele caramellate, caldarroste appena sfornate e riscaldarsi col vin brulé.

Secondo la tradizione germanica, però, le danze vere e proprie hanno inizio il 6 Dicembre, nella giornata di Nikolaustag (S. Nicola), dedicata ai bambini, anche se il momento culminante delle festività è il 24 dicembre. Negozi e uffici chiudono presto quel giorno (intorno a mezzogiorno o alle 14), l’albero di Natale a casa è illuminato, si aprono i regali e molte persone si preparano alla messa di Natale.

Il menù natalizio varia, anche qui, da regione a regione, ma Il pranzo di Natale in Germania è molto ricco: la sera della vigilia è tradizione mangiare l’oca arrosto e la carpa di Natale con insalata di patate; o maialino arrosto seguito dalle salsicce bianche e accompagnati dal Christstollen, il pane tipico di questo periodo a base di noci, uvetta, limone e frutta secca. Come dolci troviamo il Christbaumgebäck, dolce dall’impasto bianco modellato a forma di albero di Natale e decorato, i Lebkuchen biscotti allo zenzero con chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo, zucchero e cannella e il più noto Dresdner Stollen, preparazione di origine medievale a base di marzapane e frutta che viene preparato il 6 dicembre e conservato fino a Natale.

Ma non dimentichiamo che Il Natale coincide con un’altra importante festa, Hanukkah, la sacra festa ebraica conosciuta come “Festa delle luci”, molto viva in Germania dove sono presenti numerose comunità ebraiche.

Salendo verso i Paesi nordici il Natale si fa più magico, per il clima, la neve, i colori… In Svezia e in Danimarca il pranzo di Natale comincia con lo smörgasbord: aringhe marinate alla cipolla accompagnate da crostini, seguono cetriolini (malossol), paté di fegato, salsicce, maiale in gelatina, polpette e tortino di acciughe. Non manca il prosciutto in salamoia o l’arrosto bollito, l’anatra farcita con mele e prugne. Segue poi il lutfisk, o “pesce al detersivo”: si tratta di un merluzzo seccato e lavato nella soda per renderlo più tenero. Il dolce tipico danese è il Risalamande, un dolce tradizionale fatto con crema, vaniglia, mandorle e pudding di riso il tutto amalgamato in un tortino cremoso e delicato che si serve con amarene e frutti di bosco sciroppati.

In Finlandia il Natale cade al centro dell’inverno, per cui i piatti ricchi e caldi hanno un senso: grandi e piccoli impazziscono per il Porkkanalaatiko, uno sformato morbido e speziato che fa pensare un po’ ad una brioche. E’ fatto con carote e spezie cotte in casseruola, ma si prepara anche il Rosolli – insalata di barbabietole con sottaceti e aringhe, il Karjalanpaisti – un tradizionale stufato di carne.

Il Natale a Londra è uno dei momenti più belli dell’anno, le vetrine si riempiono di luci e decorazioni a tema natalizio, e si respira un’aria di festa per tutto il mese di dicembre. Per respirare l’aria del Natale andate a Trafalgar Square, dove ogni anno viene eretto il gigantesco albero donato dalla Norvegia al Regno Unito per ringraziare del supporto fornito durante la Seconda Guerra Mondiale, o a Covent Garden, dove dalla Chiesa di St Paul sentirete le note delle famose Carole Natalizie (i canti), ascoltate in raccoglimento e al lume di candela.

Qui il pranzo di Natale profuma di Christmas Pudding, lo storico budino della tradizione natalizia, realizzato con uova, farina, zucchero, margarina, uvetta, mandorle, canditi misti, noce moscata, spezie e brandy. La tradizione vuole che sia preparato anche un mese prima di Natale e poi riscaldato la mattina della festa. Piccola curiosità: è uso mettere delle monetine sul fondo del dolce e chi le trova avrà buona fortuna nell’anno che verrà. Il pranzo di Natale consiste in tacchino ripieno servito con salsa di mirtilli, ma non mancano l’oca e il tacchino arrosto (roast turkey), ripieni di nocciole tritate, carne di vitello, bacon e grasso di rognone, accompagnati da patate e mele, dolcetti, uva strutto e succo di limone. E dopo pranzo, tutti davanti alla televisione, che alle 15 c’è il Discorso della Regina!

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