Pubblicato il: 26 dicembre 2018 alle 7:00 am

Il teatro di Tato Russo nelle fotografie di Tommaso Le Pera Negli scatti del grande fotografo, il percorso di uno dei più singolari e complessi uomini di spettacolo

di Giuseppe Allocca.

Napoli, 26 Dicembre 2018 –  Consenso di pubblico e di critica alla presentazione del libro Il Teatro di Tato Russo nelle fotografie di Tommaso Le Pera, pubblicato da Manfredi Editore presentato il 5 dicembre al Circolo politecnico artistico di Napoli “Chi è Tato Russo? “Eccolo – scrive nella sua prefazione Giulio Baffi, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli – nelle foto preziose di Tommaso Le Pera che sposò l’emozione dello spettatore fissandola per noi. Per consentirci di ricostruire oggi il percorso di vita e di lavoro di uno dei più singolari e complessi uomini di spettacolo che Napoli ha nutrito dalla metà del ’900.

Irrequieto, attento, curioso, polemico, eppure affettuoso in un modo tutto suo per chi ha saputo essergli amico, Tato Russo è protagonista questa volta di un racconto fatto di immagini, lungo come la sua vita d’attore. In scena ancora e con energia d’invenzioni, a prolungare il suo tempo di emozioni, parole, gesti, suoni. In un succedersi di titoli che sono ora il prezioso documento di un lavoro che non s’interrompe e lascia segni nella storia del teatro di questa città. Attore che ha coinvolto e sedotto i molti che ancora s’incrociano con la sua instancabile necessità d’inventare e rappresentare le sue storie complesse. […] Che ci rimane di una serata trascorsa a teatro? Un sorriso o un sussulto smarrito, se il fotografo non è giunto in tempo a fermare quel gesto, quel segno, quello sguardo, quel corpo che invecchia con noi, creando personaggi che il tempo accumula con scialo incosciente”.

Ed ancora dall’introduzione di Tommaso Le Pera, “il fotografo del teatro italiano” “Tato Russo poeta, Tato Russo scrittore e commediografo, Tato Russo musicista, Tato Russo light designer, Tato Russo scenografo, Tato Russo costumista, Tato Russo regista, Tato Russo attore. Tato, sempre Tato, fortissimamente Tato. Artista a tutto tondo, completo e assoluto. Sempre in movimento alla ricerca del… non banale. Nessuno come lui nel panorama teatrale italiano ha mai rivestito con continuità e con la sua proverbiale autorevolezza e competenza tutti questi ruoli. Visionario raffinato, rivoluzionario e innovativo, anche nel cosiddetto teatro classico, sia in lingua che in napoletano, ha sempre cercato altre strade percorribili il più delle volte con risultati mirabili. Esigentissimo sul lavoro, pretende sempre il massimo dai suoi attori e collaboratori, innescando alcune volte scontri furiosi che poi inevitabilmente si stemperano quando ci si rende conto che alla fine ha sempre ragione lui”.

Tra i meriti dell’artista anche la riapertura del Teatro Bellini. Nel 1986, insieme a Luciano Rondinella, Mario Crasto De Stefano e Stefano Tosi acquisisce il Teatro Bellini di Napoli. Dopo alcuni anni impiegati nella ristrutturazione dello storico teatro napoletano (a Napoli si diceva: ‘O San Carlo p’’a grandezza,’o Bellini p’’a bellezza) il Bellini riapre nel 1988 con L’opera da tre soldi di Brecht. Seguono le rappresentazioni delle sue riscritture di Napoli Hotel Excelsior, Palummella zompa e vola, Il candelaio da Giordano Bruno, La tempesta, La commedia degli equivoci ed Amleto da Shakespeare, Tre calzoni

Tra i fortunati, Scugnizza, La vedova allegra dall’operetta di Lehár, Munaciello, A che servono questi quattrini, La signora Coda, ” Troppi santi in paradiso,” Il paese degli idioti” e delle opere musicali Masaniello, Viva Diego, I promessi sposi, Il ritratto di Dorian Gray, dei quali firma regia, libretti e musiche, queste ultime con la collaborazione dei maestri Mario Ciervo e Patrizio Marrone.

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