Pubblicato il: 27 dicembre 2018 alle 8:00 am

Fuga all’estero per più di un milione di italiani Non solo laureati e giovani ricercatori, anche pensionati emigrati in Paesi con tasse più basse e costo della vita più accessibile

di Giulio Caccini.

Roma, 27 Dicembre 2018 – Un milione e duecentomila. Circa. Sono gli italiani che negli ultimi dieci anni hanno scelto di emigrare all’estero trasferendosi in Paesi dove la vita costa meno; oppure in quei luoghi che offrono potenzialmente maggiori opportunità dal punto di vista professionale o di studio.

Nel 2016, 124.076 italiani sono espatriati, in aumento del 15,4% rispetto al 2015. Nel 2017 sono stati 28mila i laureati italiani che si sono trasferiti all’estero con un aumento del +4% rispetto all’anno prima.

Numeri che emergono da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Aire in relazione all’ultimo Rapporto Istat su mobilità interna e migrazioni internazionali della popolazione residente. Dati che restituiscono un quadro che, nel nostro Paese, è noto da tempo, troppo tempo. E che vede tanti italiani, soprattutto giovani e brillanti menti, cercare fortuna in posti lontani dalle proprie origini ma più accoglienti e, di sicuro, capaci di apprezzare competenze e professionalità.

Vi è poi un altro dato. La spinta ad emigrare, secondo Uecoop, riguarda anche altre fasce sociali e di età come ad esempio i pensionati che fra carrello della spesa e bollette vivono in Italia una sfida quotidiana di sopravvivenza rispetto ad altri Paesi vede tasse più basse e costo della vita più conveniente. Un movimento demografico verso l’estero, di cui neifatti ha già raccontato, che dalla crisi economica internazionale del 2009 a oggi ha coinvolto oltre un milione di italiani non solo verso Marocco e Thailandia che contano insieme quasi 10mila espatriati, ma anche verso Malta che schiera una comunità di oltre 4.500, il Portogallo con più di 6.500 persone, oppure ci sono i circa 5.200 connazionali che hanno scelto la Tunisia o i 10.700 che hanno puntato sui Caraibi.

La qualità della vita fra consumi e servizi diventa uno dei principali parametri di valutazione anche per chi, conclusa la propria stagione professionale, deve decidere come organizzarsi il futuro, ma è chiaro che non tutti possono o vogliono trasferirsi all’estero lasciando casa, figli, nipoti o amici. E allora insieme a una crescita economica che favorisca la vita delle famiglie, in un Paese come l’Italia dove ci sono 13,5 milioni di persone sopra i 65 anni, destinate con gli anni ad aumentare – conclude Uecoop –  la gestione della terza età diventa un punto fondamentale del welfare sia sul fronte pubblico che su quello privato con un sempre maggiore coinvolgimento delle oltre 9.700 cooperative sociali che si occupano anche di assistenza sul territorio nazionale. E tra un anno? Il numero degli italiani in fuga aumenterà ancora?

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