Pubblicato il: 29 dicembre 2018 alle 8:00 am

Vino, tutti i numeri del 2018 Secondo Coldiretti, +8% di consumi in Italia in 5 anni. Per il Corriere Vinicolo frena la crescita sull’export di quest’anno. In queste feste stappate oltre 66 milioni di bottiglie di spumante italiano

di Aldo Morlando.

Roma, 29 Dicembre 2018 – Che anno sarà per il vino italiano il 2019? Bella domanda. Intanto si è concluso con qualche dubbio. Sui numeri. Il numero di bottiglie di vino (ma il dato di Confcommercio si riferisce anche ai liquori) regalate a Natale è cresciuto rispetto all’anno precedente: 29,3% contro il 27,7%.

Poi, però, si registra la solita incertezza tra previsioni e bilanci delle varie organizzazioni. Un esempio? Coldiretti afferma che con una netta inversione di tendenza rispetto al passato sono aumentati dell’8% i consumi di vino degli italiani negli ultimi cinque anni. Il Corriere Vinicolo dell’Unione Italiana Vini, invece, sull’Export 2018 titola: frena (molto) la crescita. Mentre il Dossier Import settembre 2018 è all’insegna della Francia: “Sul segmento vini in bottiglia, performance di gran lunga migliori rispetto all’Italia non solo e non più in Usa, ma in gran parte dei Paesi monitorati. Sullo spumante, crepe evidenti in UK e di nuovo rallentamenti in Germania”.

Secondo l’ultimo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, promosso dalla Università degli Studi di Bergamo e World Food Travel Association, il vino e l’enogastronomia in generale sono il motivo per organizzare un viaggio o una vacanza per l’86% degli italiani.

Secondo Coldiretti, il Paese che vanta il maggior numero di Indicazioni Geografiche, circa 820 prodotti, e con 22,6 milioni di ettolitri nel 2017 si colloca al terzo posto tra i maggiori consumatori dietro a Stati Uniti con 32,7 milioni ed una crescita del 5,7% nel quinquennio e Francia con 27 milioni che pero fa registrare un calo del 2,8% nel periodo considerato.

L’analisi è stata condotta sulla base dei dati dell’OIV diffusa in occasione dell’incontro su “Mercati del vino e innovazioni in vigna” promosso a Palazzo Rospigliosi a Roma dal Comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti coordinato dall’enologo Riccardo Cotarella e arricchito dalle competenze tecniche del prof. Attilio Scienza e del direttore Generale di Ismea, Raffaele Borriello.

I numeri sono, se non entusiasmanti, quantomeno incoraggianti. Il trend di aumento dei consumi in Italia – sottolinea la Coldiretti – è secondo solo alla Cina che grazie ad una crescita dell’8,2% nel quinquennio si classifica al quinto posto tra i paesi consumatori con 17,9 milioni di ettolitri, dietro alla Germania con 20,1 milioni ma con andamento stagnate (-1,3%) nello stesso periodo. E’ in atto una rivoluzione sulle tavole degli italiani con i consumi che dopo aver raggiunto il minimo hanno invertito la tendenza con una decisa svolta verso la qualità del vino che – sottolinea Coldiretti – è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. Lo dimostrano – precisa la Coldiretti – il boom dei corsi per sommelier, ma anche il numero crescente di giovani ci tiene ad essere informato sulle caratteristiche dei vini e cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole con la proliferazione di wine bar e un vero boom dell’enoturismo che oggi genera un indotto turistico di quasi 3 miliardi di euro l’anno ed ha conquistato nell’ultima manovra il suo primo storico quadro normativo. Un interesse che ha riguardato molti giovani a dimostrazione della capacità del nettare di bacco di incarnare valori immateriali e simbolici collocandosi sulla frontiera più avanzata di un consumo consapevole, maturo, responsabile, molto orientato alla qualità materiale e immateriale del prodotto. In realtà – sottolinea la Coldiretti – si tratta di una tendenza in atto a livello globale con i consumi di vino che hanno raggiunto i 244 milioni di ettolitri nel 2017 con un aumento complessivo del 2% in un anno. Una domanda alla quale risponde la produzione mondiale che nel 2018 si stima in 279 milioni di ettolitri, con un aumento del 13% rispetto al 2017 che era stato segnato da condizioni climatiche difficili di cui hanno risentito le produzioni di molti paesi. L’Italia con 48,5 milioni di ettolitri si conferma primo produttore mondiale, seguita dalla Francia (46,4 mlioni), dalla Spagna (40,9 milioni), dagli Stati Uniti (23,9 milioni e dall’Argentina (14,5 milioni). La produzione italiana seppur in aumento rispetto allo scorso anno è praticamente in linea con la media dell’ultimo decennio e – sottolinea la Coldiretti – dal punto di vista qualitativo sarà destinata per oltre il 70% dedicata a vini DOCG, DOC e IGT con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola. In questo contesto – sostiene la Coldiretti – sono del tutte ingiustificate le riduzioni delle quotazioni dei vini all’origine anche tenendo conto delle giacenze e dell’aumento della domanda interna ed estera.

«Il vino rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare e non è un caso che il fatturato realizzato all’estero superi ormai quello a livello nazionale» ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, aggiungendo poi che «il settore fa da traino all’intero Made in Italy che va sostenuto con una unica società di gestione della promozione sul modello francese della Sopexa per far crescere ulteriormente le esportazioni».

La vendemmia in Italia impegna 310 mila aziende agricole e quasi 46 mila aziende vinificatrici su una superficie a vite di 652 mila ettari. Si tratta di una attività che attiva un motore economico che genera oltre 10,6 miliardi di fatturato dalla vendita del vino, realizzato più all’estero che in Italia, che offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone tra quelle impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale e quelle presenti in attività connesse e di servizio. Gli stessi agriturismi, che in Italia sono oltre 440 mila, sono cresciuti del 43% tra il 2006 e il 2016 anche grazie alla spinta del vino. Le Strade del Vino e dei Sapori sono invece 169 e sono particolarmente numerose in Toscana (22), Veneto (20) ed Emilia Romagna (15).

E adesso pensiamo a questo periodo di feste, in cui vengono stappate più di 66 milioni di bottiglie in Italia, mentre all’estero saranno circa 181 milioni. Parliamo di spumanti, il brindisi made in Italy. Trainante nel 2018, secondo i dati Istat elaborati da Ismea, partner dell’Osservatorio del Vino, con Unione Italiana Vini, con vendite totali superiori a 700 milioni di bottiglie (+5% rispetto al 2017), di cui 190 milioni in Italia (+4%) e oltre 500 esportate (+6%). Prosit!

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