Pubblicato il: 3 gennaio 2019 alle 7:00 am

Le grandi sfide del 2019, ecco che anno ci aspetta Ambiente, economia mondiale, servizi sociali, flussi migratori, sicurezza dei dati. E, meno seriamente anche se di buon auspicio, secondo la numerologia sarà un anno di inclusività

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

3 Gennaio 2019 – Se a noi comuni cittadini viene chiesto di elaborare una lista di buoni propositi da attuare nel corso del nuovo anno, chi ha la responsabilità di governo, che si chiami Conte, Trump, Putin, Ramaphosa o Erdoğan, sa che vi sono una serie di sfide importanti che bisogna quantomeno affrontare.

Secondo WeForum, il primo grande compito che si trovano di fronte molti paesi è quello di riaccoppiare il progresso economico generale con il tenore di vita. Venti anni fa, era un principio fondamentale che se l’economia fosse in crescita, la vita della maggior parte delle persone sarebbe migliorata. Il progresso economico in corso rimane cruciale per la maggior parte delle società e certamente sta contribuendo ad espandere la classe media globale. Ma oggi c’è un declino della fiducia, specialmente nelle economie avanzate. Molti cittadini ritengono che i guadagni economici siano troppo concentrati tra le élite, e i continui cambiamenti nella tecnologia dell’automazione amplificano solo le insicurezze dei lavoratori.

Come semplice esempio della necessità di riappropriarsi del progresso economico e sociale, anche nelle economie tradizionalmente ad alto reddito, gli Stati Uniti hanno visto di recente una diminuzione dell’aspettativa di vita media di due anni consecutivi, mentre i redditi medi continuano a crescere, anche se modestamente.

Ci sono esempi di problemi simili che emergono nel Regno Unito e nella British Columbia, in Canada. In generale, in Canada, anche dopo aver contabilizzato un aumento dei trasferimenti pubblici, i redditi medi al netto delle imposte sono cresciuti di meno dello 0,6% all’anno dalla crisi finanziaria globale del 2008. Invece è necessario garantire che i progressi complessivi nell’economia si colleghino più direttamente ai miglioramenti nella vita delle persone normali.

Vi è di più. Il Rapporto globale 2018 sulle crisi alimentari fornisce le ultime stime sulla fame grave nel mondo. Si stima che 124 milioni di persone in 51 paesi stiano attualmente affrontando una crisi di insicurezza alimentare o peggio. Conflitti e povertà continuano a essere i principali fattori di insicurezza alimentare in 18 paesi, dove quasi 74 milioni di persone hanno bisogno di assistenza urgente. Bisognerà lavorare con impegno su questo, già dai primi mesi del 2019.

Il secondo grande tema è: dissociare il progresso economico dal degrado ambientale. In breve, per dirla con il portale statunitense WeForum, ogni nuova unità di guadagno economico sta ancora sviluppando una corrispondente unità di sofferenza ambientale. Il cambiamento climatico presenta la forma più cruda del problema.

Miliardi di persone in tutto il mondo aspirano giustamente a redditi più alti, ma i miglioramenti nella prosperità devono essere accompagnati da riduzioni dell’intensità di carbonio. Entro 30 anni, il mondo deve ridurre di circa il 90% la quantità di emissioni di gas serra per unità di PIL. Ogni paese deve dimostrare che la sua traiettoria economica può salire verso l’alto mentre la sua tendenza alle emissioni scende rapidamente verso il basso. E sarà questo un argomento da ribadire fino alla noia. Proprio le scelte politiche scellerate di Donald Trump bisognerà contrastare in questo 2019 per evitare che in 12 mesi la situazione non peggiori ulteriormente.

Parliamo di priorità ambientali e non possiamo tacere che oltre il 90% dell’umanità vive in mezzo a un pericoloso inquinamento dell’aria esterna, che uccide più di 4 milioni di persone ogni anno. Fertilizzante e ruscellamento del letame – guidato da una crescente popolazione con diete sempre più complesse – hanno contribuito a 500 “zone morte” prive di ossigeno negli oceani di tutto il mondo.

E ancora, l’espansione delle tecnologie di cattura del pesce sta riducendo le attività di pesca dalle parti più profonde e remote degli oceani, contribuendo ai rischi di estinzione di massa. Un piccolo numero di fiumi, per lo più in economie a crescita rapida, sta scaricando più di un milione di tonnellate di rifiuti di plastica nell’oceano ogni anno.

Il nostro pianeta semplicemente non può sostenere molto a lungo l’attuale modello di progresso.

Il terzo compito principale è quello di porre fine alla marginalizzazione, in modo che nessuno rimanga indietro.

In ogni comunità, i gruppi sono stanchi di sentirsi emarginati a causa di alcuni aspetti della loro identità: sesso, razza, etnia, classe, credo religioso, disabilità, orientamento sessuale, lingua, età o qualcos’altro. Tutti gli esseri umani devono essere attivamente inclusi nei processi sociali. Non è più sufficiente per le società avere successo “in media”, c’è bisogno di avere successo per tutti.

Ogni singolo leader dovrà impegnarsi per perseguire un modello più equilibrato di crescita. Chiunque provi a stare su uno sgabello a una o due gambe inevitabilmente soccomberà alle forze dello squilibrio e cadrà.

Accanto a questi tre punti, poi, se ne possono sviluppare altri in un sistema ad albero. Ma è necessario avere dei riferimenti fissi, dai quali non è più possibile allontanarsi.

Forbes, per stilare la lista degli impegni che ci attendono in questo nuovo anno, ha consultato 13 esperti. Il risultato è stato che le sfide del 2019 riguardano soprattutto l’innovazione. Ed è chiaro che nei prossimi decenni, in questo settore, si tratterà di scovare nuovi talenti (nuovi Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, ecc), ma anche gestire la sicurezza dei dati e la privacy, così come l’archiviazione.

Il talento è il principale motore dell’esecuzione e dell’innovazione. La sfida più grande che le startup tecnologiche stanno affrontando in questi mesi è quella di essere in grado di trovare un grande talento, e di tenerselo stretto, vista la forte concorrenza nella maggior parte degli hub tecnologici. Le aziende che sono in grado di essere efficienti con team remoti e costruire culture solide hanno più possibilità di successo.

C’è poi una questione legata alla governance dei dati, alla sicurezza e privacy. Il 2019 sarà un anno cruciale per queste aree, che avranno implicazioni sull’utilizzo dell’IA (Information architecture) all’interno e all’esterno dell’azienda. Una regolamentazione fortemente squilibrata può limitare in modo massiccio le sue applicazioni e causare una battuta d’arresto nell’innovazione del business.

Altri due punti fondmentali, infine, saranno le fake e come trasformare le idee in prodotti e servizi reali.

Per tutti coloro che hanno visto i video deep fakes, “falsi profondi” di politici e celebrità, è chiaro che stiamo entrando in un territorio in cui vedere non significa necessariamente credere. In questo nuovo futuro, la capacità di influenzare le persone sarà notevolmente rafforzata da coloro che impiegano queste tecniche non etiche. Se pensavamo che la politica del 2016 fosse pazzesca, aspettiamo fino al 2020.

E il 2019 sarà un test per i dirigenti nel portare a compimento modelli di business promettenti grazie alla capacità di incubare operazioni e tecnologie dalla ricerca e sviluppo alla produzione, mantenendo la promessa di IA aziendale e altra tecnologia blockchain aziendale.

E adesso concludiamo con leggerezza.

Secondo la numerologia, l’energia rappresentata dal numero 2019 influisce sulla creatività, le relazioni, l’ottimismo e l’ispirazione. Riguarda anche la diplomazia, la tolleranza e l’inclusività. È un’energia sociale. Potrebbe essere un buon anno, dunque.

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