Pubblicato il: 8 gennaio 2019 alle 8:00 am

Le relazioni che dobbiamo mantenere Chi trova un amico trova un tesoro, dice un vecchio proverbio, ma non tutti i tesori sono i benvenuti, e allora iniziamo l’anno tagliando i rapporti che non ci fanno bene

di Caterina Slovak.

Roma, 8 Gennaio 2019 – Il Capodanno è passato da un po’ ma il suo sapore è ancora nell’aria. E’ sostanzialmente una festa di inaugurazione e, nelle sue manifestazioni, risponde al desiderio di porre una netta divisione tra il passato, non sempre lieto, e l’avvenire che si augura migliore. Di qui i numerosi riti utilizzati per inaugurare un nuovo ciclo. Si fa festa con gli amici, si brinda allo scoccare della mezzanotte e si guardano fuochi d’artificio, ma si rispettano anche tutta una serie di tradizioni, come indossare biancheria intima rossa (che dovremmo poi buttare via il giorno dopo), baciarci sotto il vischio, mangiare lenticchie, uva e melograno come portafortuna e tante altre ancora. Tra esse c’è quella che vuole che a Capodanno si buttino via le cose vecchie. Il senso è semplice: sta arrivando l’Anno Nuovo, il cambiamento, per cui con l’arrivo del nuovo è bene gettare via le cose vecchie, per fare spazio al nuovo.

La tradizione più antica prevedeva di gettare letteralmente dalla finestra oggetti vecchi e rotti. In passato si buttavano dalla finestra anche vecchi televisori, lavatrici rotte, piatti. Memorabile la scena di Fantozzi che butta dalla finestra una lavatrice che purtroppo atterra sulla sua auto parcheggiata sotto casa.

Per fortuna tradizioni come queste sono quasi del tutto sparite, almeno nelle città, ma continuano a tramandarsi in modo puramente metaforico.

In ogni caso il significato è quello di allontanare da noi le cose negative, e allora perché non sbarazzarci anche dei rapporti finiti, falsi, dannosi per noi? Ognuno di noi, ne sono certa, sa a quali relazioni da mantenere mi riferisco. Quelle che dobbiamo conservare. Mi piace questo termine: “conservare”, ne intravedo il potenziale, appunto, conservativo e forse costruttivo.

Credo che nella vita di ciascuno ci siano delle relazioni che dobbiamo mantenere. Che non possiamo permetterci di interrompere. Ammesso che uno ne sia capace poi, di interrompere.

So di gente abile a cancellare, è in fondo una dote anche quella. Tagliare i rami secchi. Ad esempio, un rapporto di amicizia con l’ex fa solo male. Ovviamente le persone non scompaiono, e nemmeno i nostri ex, mantenere dei rapporti civili con la persona con cui abbiamo avuto una relazione è cosa buona e giusta, se da entrambe le parti vige la regola dell’onestà e della trasparenza. In altre parole: patti chiari, amicizia lunga. È normale conservare un buon ricordo e non ferire l’ex partner scomparendo definitivamente dalla sua vita dopo aver condiviso tanto, ma non lo è continuare a frequentarlo e uscirci, oppure diventare davvero troppo amici.

A volte il nostro problema è che pensiamo sempre che su quel ramo secco possa ricomparire una gemma, prima o poi, ma anche l’amicizia non sempre è positiva.

Ci sono rapporti che iniziano bene, ma poi diventano trappole. Se non ci si sente tutti i giorni iniziano le recriminazioni, se non si trascorrono tutti i week-end insieme, ecco le accuse di tradimento… Ma anche amici che per vari motivi ci danneggiano o ci svalutano andrebbero evitati perché non tutti gli amici hanno un’influenza positiva su di noi e sui nostri rapporti interpersonali. Se l’influenza degli amici è negativa, è bene quindi per noi capire con quali persone mettere delle distanze, quanto meno nel proprio cuore, se non è possibile farlo rompendo del tutto i rapporti. Con quali persone è meglio farlo? In primo luogo con i criticoni, quelli sempre pronti a polemizzare su tutto e a criticare ogni cosa; quelli che danno troppi consigli, soprattutto se non richiesti; con gli egocentrici, sempre troppo concentrati su se stessi, che parlano solo di sé e non ascoltano mai quello che diciamo noi; con gli adulatori, quelli che fanno sempre complimenti, perché o mentono oppure non sanno essere obiettivi, e in entrambi i casi non dobbiamo fidarci troppo del loro giudizio; con quelli che non mantengono le promesse, che ci deludono; gli approfittatori, che ci chiamano solo quando hanno bisogno di qualcosa. L’elenco sarebbe lungo.

Ci sono poi rapporti che, nonostante non ci facciano stare bene, non possiamo rompere: penso ad una suocera, ad un fratello, magari anche a un genitore, a un capo o a un collega. Persone con cui dobbiamo convivere per forza, inutile che ce la raccontiamo. Ci sono relazioni che quando si spezzano, nei casi più importanti, possono rovinarci la vita e logorarci dall’interno, come una goccia di acqua.

Trovo che fare la guerra contro queste persone sia una follia. Dovremmo imparare che ci sono situazioni, relazioni ineluttabili che dobbiamo mantenere, che non possiamo rompere. È un atto d’amore gratuito, segreto e disinteressato che abbiamo il dovere di fare. Serve pazienza, una parolina magica, e ne serve tanta,

Perché ci sono relazioni che non si scelgono, magari si subiscono, certamente si devono accettare.

Tenetevele strette le vere amicizie, quei rapporti stretti ma non soffocanti, quelle persone che, nel raccontarsi, raccontano anche di voi, del vostro passato e dei vostri desideri, che, nonostante la distanza e nonostante il tempo, riescono comunque a farsi strada per raggiungervi, quelle nate tra il fumo delle prime sigarette e le note di una canzone, quelle che quando vi chiamano, c’è sempre la gioia di rivedervi: non ci si annoia mai, qualsiasi cosa si faccia, quell’amicizia con la quale non c’è mai imbarazzo né disagio né vergogna né paura.

E voi, quando è iniziato quest’anno, avete deciso chi tenere e chi buttare giù dalla finestra?

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