Pubblicato il: 11 gennaio 2019 alle 7:00 am

La manovra c’è, quando (e quanti) i decreti? Vediamo le varie novità: dal Reddito di cittadinanza alle nuove assunzioni. Attesa febbrile per i provvedimenti attuativi, senza i quali non sono operative le misure introdotte

di Luca Palumbo.

Roma, 11 Gennaio 2019 – Sono molte le novità che la manovra economica, arrivata appena in tempo per salutare il nuovo anno, porta nella vita degli italiani. Che si tratti di famiglie, imprese, professionisti, terzo settore o Pubblica Amministrazione sono diversi i provvedimenti attraverso i quali gli addetti ai lavori dovranno districarsi.

Tra le principali novità per le imprese sicuramente c’è la ben nota fattura elettronica, divenuta obbligatoria per le prestazioni tra soggetti IVA con lo scoccare del 2019. Un provvedimento che non comporta modifiche dal punto di vista fiscale ma soltanto una serie di adempimenti di carattere burocratico e procedimentale che vanno a scontrarsi con una scarsa alfabetizzazione digitale di alcune categoria professionali. Vengono mantenuti, in favore delle imprese, alcuni dei principali incentivi quali il Voucher digitalizzazione per le PMI che può essere utilizzato per coprire le spese per l’efficientamento, la modernizzazione e l’organizzazione del lavoro aziendale oltre che allo sviluppo di soluzioni e-commerce. Rifinanziata anche la Nuova Sabatini con 48 milioni per il 2019, misura che sostiene l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature. Per sostenere la nascita di nuove attività, invece, viene ritoccato l’incentivo Resto al Sud, gestito da Invitalia, che alza la soglia per l’età massima di accesso a 45 anni compiuti e apre anche ai codici Istat dei professionisti.

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione sono previste, invece, nuove assunzioni per circa 16mila unità tra forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Ministero di Giustizia, Ispettorato del Lavoro, scuola e università.

Le misure sicuramente più attese e dibattute sono le celeberrime “quota 100” e “Reddito di Cittadinanza”. La loro realizzazione sembra cosa fatta, alla fine della fiera. Tuttavia va evidenziato come per molti dei provvedimenti previsti dalla manovra economica mancano i decreti attuativi.

Nel complesso iter legislativo italiano tutto sembra esaurirsi nell’attività parlamentare ma non è lì che termina il lavoro del legislatore. Terminato il ben noto andirivieni dalle commissioni e tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama, si mette in moto la terribile macchina burocratica che opera nei meandri dei ministeri cui spetta il compito di adottare i provvedimenti necessari a completare gli effetti delle norme approvate. Un percorso complesso dal quale dipende l’efficacia delle norme stesse.

La fondazione Openpolis ha stimato che nella XVII legislatura (quella precedente all’esecutivo gialloverde, per capirci) i 214 atti prodotti tra leggi e decreti legislativi hanno necessitato di ben 1.735 decreti attuativi per essere completati. Basta questo dato a dare una idea della grande complessità procedimentale che deve seguire l’approvazione della manovra economica, attualmente un contenitore vuoto per molti aspetti. Inoltre, l’attesa dei famigerati decreti si fa febbrile perché solo con essi sapremo come, ma soprattutto se, verranno applicati le differenti misure adottate. Senza considerare che al fatto procedurale si aggiunge la questione politica. I recenti scontri nella maggioranza sulla questione immigrati hanno già fatto slittare l’arrivo della bozza del decreto attuativo sul reddito di cittadinanza al Consiglio dei Ministri. Così il Presidente Conte è impegnato a sanare fratture mentre le misure sono sottoposte a continui ritocchi per mantenere il precario equilibrio di una convivenza forzata.

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