Pubblicato il: 14 gennaio 2019 alle 8:00 am

Iconica e onomatopeica, così Andrea Pazienza illustrò la metropolitana di Napoli Nel 1987 la società concessionaria dell’opera affidò al compianto artista marchigiano e alla Grafica Progetti una “campagna di riabilitazione". Esposte all’ultima Fiera dei piccoli editori di Roma dalla Valtrend, quelle tavole sono andate a ruba

di Silvestro Giannantonio.

Napoli, 14 Gennaio 2019 – C’è chi nella vita ha perso un treno, chi… una metropolitana. È il caso della città di Napoli e della scellerata idea di gettare nel cestino una campagna pubblicitaria firmata da Andrea Pazienza, che avrebbe dotato la rete partenopea di trasporto sotterraneo di un’immagine geniale e autoironica, tratto distintivo, del resto, di chi vive all’ombra del Vesuvio.

Correva l’anno 1987. Da più di un decennio Napoli è invasa da cantieri. Nell’immaginario collettivo l’opera viene percepita come l’ennesima “fabbrica di San Pietro”; crescono rassegnazione e timore di un’ennesima eterna incompiuta.

È allora che la Società Metropolitana commissiona una campagna “di riabilitazione” alla “Grafica Progetti”, animata dall’editore Mario Marotta e dal docente dell’Accademia di Belle Arti Ciro Grieco.

I due scelgono la carta dell’ironia e della simpatia. Andrea Pazienza, un napoletano d’adozione già all’apice della sua carriera sebbene appena trentunenne, sembra l’unica firma in grado di compiere l’impresa di ricucire lo strappo tra città e istituzioni, dovuto all’insofferenza e al malumore che accompagnano il lento incedere dei lavori.

Andrea, impegnato in quei mesi con Roberto Benigni nella sceneggiatura del film “Il piccolo diavolo”, accetta immediatamente con entusiasmo l’incarico… anzi si getta così a capofitto da regalare alla città di Napoli l’ideazione di un simbolo/logo per quelle che sarebbero state le stazioni della nuova metropolitana. Non già la solita “M” squadrata su fondo rosso e declinata nelle più svariate forme, ma un elemento di connotazione del tutto originale: una talpa, una serie di talpe che avrebbero contrassegnato le varie fermate del metrò partenopeo. Nel giugno dell’anno successivo, l’artista muore improvvisamente nella sua abitazione di Montepulciano.

Questa storia oggi può essere raccontata grazie a materiale di archivio conservato dall’editore Marotta, ora alla guida della casa editrice Valtrend, che ha scelto di mandare in stampa i bozzetti di quella campagna in un volumetto intitolato “Andrea Pazienza a Napoli – Frammenti”, divenuto già una rarità in poco tempo. Già, perché quella proposta grafica, firmata da uno dei massimi disegnatori italiani, non fu accettata dai committenti di allora e rimase per anni in qualche cassetto.

Nero su bianco non c’erano solo le famose “talpe”, ma una serie di tavole che intendevano “sceneggiare” quella che all’epoca era l’opinione pubblica del popolo napoletano rispetto agli infiniti cantieri della nuova metropolitana. La città, come sempre, reagì al disagio giocando la carta dell’ironia: presero via numerose “leggende metropolitane” (è proprio il caso di dirlo!) che avevano per protagonisti gruppi di tecnici e operai ormai dispersi nel sottosuolo campano, che per cercare una via di uscita aprivano varchi nei posti più impensati.

Partendo da questo spunto, Pazienza immaginò un set di vignette, alcune molto onomatopeiche, che descrivevano il momento in cui questi “eroi del sottosuolo” emergevano allo scoperto.

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Gli ultimi fortunati che sono riusciti a portare a casa questa rarità sono stati i visitatori dello stand Valtrend all’ultima fiera della piccola e media editoria di Roma, “Più libri, più liberi”. Le tavole di Pazienza sono quasi subito andate esaurite. Quelle talpe piacciono troppo. Ora molto più che allora, evidentemente.

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