Pubblicato il: 14 gennaio 2019 alle 7:00 am

Sofferenze bancarie, attenzione ai dati L’Associazione Bancaria Italiana, parla di miglioramento. Diversa l’analisi di InfoCamere. La differenza tra miglioramento e peggioramento dipende sempre da che lato si guarda

di Luca Palumbo.

Roma, 14 Gennaio 2019 – È di 25 miliardi la diminuzione delle sofferenze bancarie accumulate dagli istituti di credito italiano. Questo è quanto comunica l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e Cerved, nota agenzia di informazioni commerciali, nella relazione di fine anno.

Il miglioramento sarebbe stato favorito da un aumento delle dismissioni degli NPLs, ovvero dei crediti deteriorati non più recuperabili e dalla riduzione dei nuovi flussi dei crediti in sofferenza. Un andamento positivo che sembra essere il frutto di un miglioramento che si ravvisa nel mondo dell’imprenditoria italiana che ha visto diminuire la trasformazione dei crediti in bonus in crediti deteriorabili dal 3,4% al 2,8%. Una positività spinta da una congiuntura economica favorevole ma, senza dubbio, anche da una più attenta selezione delle imprese cui concedere il credito.

Nell’analisi geografica della diminuzione dei tassi d’ingresso in sofferenza, a migliorare sono tutte le fasce dimensionali delle imprese, in maniera particolare le micro e le piccole imprese; tuttavia anche le medie e le grandi realtà imprenditoriali fanno registrare un miglioramento che, in ogni caso, è di gran lunga posizionato sotto le soglie dei tassi del 2009, nel periodo di maggior percezione della crisi economica.

Positive anche le previsioni per il prossimo biennio. A dispetto di una crescita economica del Paese, stimata intorno all’1%, si prevede un ulteriore calo dei tassi d’ingresso in sofferenza. Calo che continua ad essere molto consistente soprattutto per le micro e piccole imprese.

Tuttavia, i dati rilasciati dall’ABI che fanno intravedere un miglioramento della situazione economica dell’imprenditoria italiana, vanno necessariamente messi in confronto con quelli elaborati da InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese per ilSole24Ore del Lunedì e pubblicate al 31 dicembre al fine di ottenere una migliore visione del quadro generale. Dallo studio commissionato dal noto quotidiano di economia, difatti, emerge chiaramente un tasso di mortalità del 37,4% delle imprese individuali nei primi quattro anni di vita. I settori maggiormente interessati sono quelli di turismo, ristorazione, commercio e costruzioni, in maniera particolare bar, negozi di vendita al dettaglio e imprese edili. Tenuto conto dei casi di chiusure fraudolente, pertanto non dovute ad impatti economici negativi, l’inevitabile correlazione tra i dati ci suggerisce che il miglioramento delle sofferenze bancarie dai crediti concessi alle imprese potrebbe corrispondere, inevitabilmente, ad un peggioramento delle condizioni di accesso al credito da parte delle imprese.

Alla fine, la differenza tra miglioramento e peggioramento dipende sempre dal lato dal quale si guarda.

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