Pubblicato il: 20 gennaio 2019 alle 8:00 am

Il grande patrimonio culturale italiano in mostra Sono oltre 1800 le attività previste dal Mibac per quest’anno. Un’offerta formativa per grandi e piccini

di Francesco Nardone.

Roma, 20 Gennaio 2019 – Una domenica in giro per musei è probabilmente una delle attività più piacevoli per una famiglia. Chi lo fa abitualmente sa di cosa parlo. Per gli scettici il consiglio è quello di provare, almeno una volta. Soprattutto se in famiglia ci sono bambini e adolescenti. Il nostro patrimonio culturale è capace di emozionare soprattutto loro. Provate a portarli al cospetto dei 520 centimetri di altezza del David di Michelangelo a Firenze, o di fronte al Cristo velato nella Capella Sansevero a Napoli oppure, ancora, all’interno dei percorsi del Museo Egizio a Torino. Rimarranno a lungo a osservare quelle meraviglie che ci sono state tramandate da artisti eccelsi.

Da sud a nord, l’Italia è un museo ininterrotto. Lo sanno bene i turisti stranieri che interrogano le guide seguendo ogni dettaglio con attenzione.

Da alcuni anni sembra che la consapevolezza di tanta grandezza stia colpendo anche noi italiani. Di recente il Ministero per i beni e le attività culturali, ha presentato l’offerta formativa 2019 di educazione al patrimonio culturale per i cittadini di ogni età. Si tratta di circa 1800 attività – laboratori, visite guidate, concerti e spettacoli, giochi, ‘esperimenti’ con la realtà aumentata, stage e tirocini per imparare a catalogare opere o a restaurare documenti – diffuse su tutto il territorio nazionale nelle sedi degli istituti del dicastero, ossia musei, parchi e aree archeologiche, archivi di Stato, Biblioteche Nazionali. Un’offerta realizzata dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca – Centro per i servizi educativi del museo e del territorio del Mibac con la collaborazione della Rete nazionale dei Servizi educativi, è consultabile sul sito internet www.sed.beniculturali.it.

Di diritto alla cultura parla di Ministro Alberto Bonisoli: «Un diritto che si afferma anche attraverso l’offerta formativa – afferma -, costituita da sempre più numerose iniziative completamente gratuite che il Ministero e i propri istituti periferici, con la collaborazione anche degli enti locali, organizzano in tutta Italia. Un lavoro che merita di essere valorizzato nell’obiettivo di crescere un pubblico consapevole e rispettoso del patrimonio culturale del Paese».

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Le attività promosse dal MiBAC sono rivolte a tutti, ma in particolare a studenti, famiglie e personale docente; consentono di ‘fare esperienza’ diretta del patrimonio culturale, magari cimentandosi nell’inventariazione e catalogazione delle opere come accade per la collezione permanente di Castel Sant’Elmo e del Museo Novecento a Napoli (tirocinio) oppure nelle ricerche archivistiche e nella schedatura di documenti, simulando di prove tecniche di restauro e digitalizzazione (alternanza scuola lavoro, Archivio di Stato di Campobasso). Si può partecipare alle visite guidate come quelle al sito di Capo di Bove, al IV e V miglio dell’Appia Antica e all’Antiquarium di Lucrezia Romana accompagnati dal personale del Parco Archeologico dell’Appia Antica così come a incontri tematici. I docenti potranno usufruire di corsi di aggiornamento professionale su vari ambiti, come il metodo dell’indagine archeologica (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo).

Invogliate soprattutto i più piccini, per i quali l’offerta didattica diventa un gioco divertente: al Museo delle Civiltà, a Roma, ad esempio, i bambini saranno assistenti speciali di un importante studioso, in partenza per una missione archeologica in Asia. Dovranno aiutare il professore a portare il materiale per scavare e per documentare tutte le cose che vede dei popoli che visiterà. I ragazzi saranno così coinvolti in una visita attraverso l’Iran, l’India, per arrivare fino al lontano Giappone per approfondire altre culture.

Insegnare a un bambino ad amare un monumento, un’opera d’arte, un libro antico, è già un primo importante passo. Far respirare loro l’aria di una biblioteca, farli stregare dall’atmosfera magica di un luogo come Pompei o il Colosseo, vuol dire coinvolgerli pienamente nel percorso di crescita culturale. Non è detto che debbano rinunciare ai loro smartphone e tablet, molte app possono, anzi, aiutarli ad avvicinarsi alla cultura.

Sul portale www.sed.beniculturali.it sono scaricabili anche i pieghevoli delle iniziative offerte in ogni singola regione.

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