Agenzie funebri, il business non sempre chiaro delle sepolture La recente inchiesta di Bologna ha portato all’arresto di 30 persone. Racket e sommerso in tutto il Paese. Il settore cresce del 23 % negli ultimi anni con un giro di affari di oltre 2 miliardi

di Armando Pannone.

Roma, 24 Gennaio 2019 – Sono poco più di 37mila e 500 i morti dall’inizio del 2019 in Italia. I decessi, nel solo anno 2017, sono stati 647mila, 31mila in più del 2016 (+5,1%). In rapporto al numero di residenti, nel 2017 sono deceduti 10,7 individui ogni mille abitanti, contro i 10,1 del 2016. Questo tasso di mortalità continua a crescere e, dando uno sguardo ai territori, la regione con il valore più alto è il Veneto (13,9‰), seguito da Valle d’Aosta, Calabria e Puglia (11,8‰).

Nonostante siamo uno dei paesi più longevi al mondo (lo dice l’Istat che spiega anche: un neonato di oggi ha un’aspettativa di vita che sfiora gli 81 anni se è maschio e di 85 se è femmina), continua a crescere il business del caro estinto con un boom del +23,7% negli ultimi cinque anni delle società di pompe funebri in Italia con 10.712 realtà nel 2018 e con un giro d’affari complessivo del comparto che supera i due miliardi di euro stimati. Al punto da sbarcare anche sul mondo delle App.

L’analisi è di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di commercio di Milano Lodi Monza in relazione all’inchiesta di Bologna sull’aggiudicazione dei servizi funebri che ha portato all’arresto di 30 persone. I carabinieri di Bologna hanno smantellato due cartelli di imprese di pompe funebri che controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini, riuscendo ad avere il monopolio nell’aggiudicazione dei servizi funebri.

Nel 2016 un’altra operazione aveva smantellato un sistema di favori e tangenti tra infermieri di un nosocomio e agenzie funerarie a Padova; un anno fa a Roma e ancora prima a Cagliari.

Nel 2008 a Milano fece scalpore l‘inchiesta “Caronte”, che colpì duramente il racket del caro estinto portando a processo i vertici dei giganti dell’inumazione meneghina e 23 infermieri di otto ospedali. L’accusa: corruzione e rivelazione di segreto professionale.

Secondo l’associazione EFI (Eccellenza Funeraria Italiana, costituita a Bologna nel 2012, con l’obiettivo di riunire e di valorizzare le Imprese Funebri e che, tra le altre attività, produce anche un notiziario dal nome TgFuneral), il malaffare portato alla luce a Bologna sarebbe solo la punta dell’iceberg, di un settore dove operano oltre 7 mila partite Iva (che hanno cioè nell’oggetto sociale la possibilità di svolgere funerali), 3.500 imprese funerarie, delle quali solo 2.500 sono dotate di strutture e personale assunto. In tutto, il settore impiega 30 mila persone per un giro d’affari vicino ai 2,5 miliardi annui che, con l’indotto (edilizia cimiteriale e “gadget” vari), supera abbondantemente i 5. Secondo il presidente di EFI, Gianni Gibellini, c’è poi l’evasione fiscale, stimata intorno al miliardo l’anno.

Uecoop, ricordando i numeri importanti dell’indotto (che coinvolge anche marmisti, cofanisti, fioristi, rivenditori di articoli per cimiteri, tipografie e così via), precisa che si tratta di un comparto dove a fianco di realtà, come le cooperative, che offrono servizi di alta qualità alle famiglie oltre a un approccio attento alle situazioni in cui si opera, esistono però rischi di concorrenza sleale o di atteggiamenti poco in linea con la necessaria correttezza professionale. “Per questo è necessario impegnarsi sempre di più in quella opera di trasparenza e legalità che deve essere la base di qualsiasi attività professionale e imprenditoriale” conclude il Presidente nazionale di Uecoop Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani Pulite.

neifatti.it ©

Uno sconosciuto antenato dell’uomo Combinando algoritmi e metodi statistici, un gruppo di ricercatori ha identificato, nel genoma degli individui asiatici, l'impronta di un nuovo ominide

di Teresa Terracciano.

Tartu (Estonia), 24 Gennaio 2019 – Grazie all’intelligenza artificiale applicata al genoma, i ricercatori hanno identificato, nel genoma degli individui asiatici, l’impronta di un nuovo ominide che si è incrociato con i suoi antenati decine di migliaia di anni fa. Continua a leggere