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Il Movimento Cristiano Lavoratori chiude il congresso e si prepara alle europee: il modello è il Ppe

di Rita Lama.

Roma, 30 Gennaio 2019 – «Il Reddito di cittadinanza e la parziale revisione della legge Fornero con “quota 100” rappresentano certamente una svolta nella politica sociale del Paese. Una grande scommessa buttata sul tavolo quasi a occhi chiusi, proprio nel momento in cui la congiuntura sta peggiorando in tutta Europa e in Italia torna ad affacciarsi lo spettro di una recessione, con la previsione di crescita dell’1%, stimata dal Governo, che appare sempre più lontana dalla realtà. Chi pagherà il conto? Ancora i giovani, gravati da un nuovo più pesante fardello di debito? Seguiremo con grande attenzione sia l’iter dell’approvazione sia l’applicazione: daremo pareri non prevenuti, ma neppure accondiscendenti con la speranza che si coinvolgano concretamente le organizzazioni sindacali e il Terzo settore».

Carlo Costalli, presidente uscente del Movimento Cristiano Lavoratori, congeda i delegati del congresso nazionale riuniti a Roma ritornando sulle due questioni di stretta attualità che infiammano il dibattito politico.
Con la partecipazione di 700 delegati, in rappresentanza di 320mila iscritti e di 1840 circoli territoriali, il movimento ha celebrato il XIII congresso della sua storia rinnovando i quadri dirigenti. Molto probabilmente lo stesso Costalli sarà rieletto. «Il movimento – evidenzia il presidente – si conferma un soggetto vitale e dinamico, realtà di popolo e di partecipazione, in grado d’interloquire in modo qualificato con tutti e di elevare istanze nel confronto pubblico».

Quota 100 e reddito di cittadinanza non convincono del tutto Costalli: «Quota 100 favorirà persone di 62 anni, che non sono vecchie, ma tutte garantite perché dipendenti pubblici. Vedremo nel concreto i risultati. Sul reddito siamo scettici. Non si può avere alcuna reale ripresa senza garantire il diritto al lavoro a tutti. La formula è chiara: ammodernamento del Paese attraverso infrastrutture, opere pubbliche, burocrazia leggera senza dimenticare naturalmente le emergenze del momento come l’ordine pubblico. Invece nel Paese sta passando la percezione che si privilegi l’assistenzialismo anziché il lavoro. Ciò è grave soprattutto per il Mezzogiorno che meriterebbe altre risposte».

Incombono, intanto, le elezioni europee sulle quali il governo gialloverde e le forze di opposizione si giocano la propria credibilità, mentre gli organismi di ampia rappresentanza, come Mcl, uno di quei “gioiellini” del mondo cattolico associativo e di sostanziale formazione sindacale che fa gola a molti, intende svolgere un ruolo di peso. «Il movimento fin dalla sua fondazione – sottolinea Costalli – ha sempre avuto un’anima europeista. Ma l’Unione europea così com’è oggi non offre più prospettive di civiltà per le quali è nata. L’Europa che vogliamo non può essere un’unione subalterna a una cultura tecnocratica ed elitaria, deve essere un organismo che riscopre la sue radici popolari, solidali e democratiche. Comunque la pensiamo, in Europa bisogna rimanerci e lavorare affinché l’Ue ritorni alla sua originaria missione».

Sulle suggestioni di un soggetto neo-democristiano da lanciare nella corsa alle elezioni europee, il presidente di Mcl è piuttosto tiepido: «La Dc non tornerà, personalmente sono contrario a un partito cattolico, tuttavia è necessario che i cattolici si ritrovino all’interno di soggetto più ampio di natura moderata e riformista. Un nuovo centro che sappia coinvolgere le aree più dialoganti di Lega e Pd. E poi un partito dell’1,5% non servirebbe a nessuno, nemmeno alla Chiesa. Il riferimento dei valori di Mcl è rintracciabile nel Partito Popolare Europeo e io auspico più cattolici nel Ppe».

Sulle sfide che attendono Mcl, Costalli è chiaro: «La presenza pubblica dei cattolici è necessaria e rappresenta un invito a tutti per andare oltre gli steccati, le divisioni, gli egoismi per superare il recinto di una vita comoda e sicura, ma inconcludente per mettersi in gioco nella società. Ci assumeremo le nostre responsabilità cercando alleanze anche attraverso le liste civiche a livello locale. Faremo come sempre tutto in autonomia e a schiena dritta: liberi e forti, riaffermando l’autonomia che spesso è mancata al mondo cattolico».

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