Pubblicato il: 6 febbraio 2019 alle 8:00 am

Hominini, i nostri antenati colonizzatori L’uomo ha colonizzato il Sud-est asiatico e l’Oceania già durante il Pleistocene. Nuovo studio dell'Istituto Max Planck

di Teresa Terracciano.

Jena, 6 Febbraio 2019 – Le indagini su cosa significhi essere umani si sono spesso concentrate sui tentativi di scoprire le prime tracce materiali di “arte”, “linguaggio” o “complessità” tecnologica. Più recentemente, tuttavia, gli studiosi hanno iniziato a sostenere che si dovrebbe prestare maggiore attenzione all’unicità ecologica della nostra specie. Un nuovo studio dimostra evidenze paleoecologiche associate alle dispersioni di hominini nel Sud-est asiatico e in Oceania in tutto il Pleistocene (circa 2milioni – 11.5mila anni fa). La capacità della nostra specie di specializzarsi nello sfruttamento di ambienti diversi ed “estremi” in questa parte del mondo è in netto contrasto con gli adattamenti ecologici di altri taxa di hominini, e riafferma l’utilità di esplorare gli adattamenti ambientali dell’Homo sapiens come via per comprendere cosa significa essere umani.

L’articolo, pubblicato dagli scienziati dell’Istituto Max Planck per la Scienza della Storia Umana, si concentra sui movimenti degli Homo attraverso la presunta ‘Linea di Movius’, un confine che in precedenza sosteneva di separare popolazioni con diverse capacità culturali e cognitive. Mentre tali divisioni e ipotesi sono ormai chiaramente superate, gli autori sostengono che concentrarsi su questa parte del mondo può, invece, essere utilizzato per studiare i diversi modelli di colonizzazione di diversi habitat tropicali e marittimi da parte di diversi membri della nostra linea ancestrale.

Il Sud-est asiatico offre una regione particolarmente interessante a questo proposito, in quanto registrazioni fossili possono essere collegate ad una varietà di ominidi in tutto il Pleistocene, tra cui Homo erectus, Homo floresiensis (o “lo Hobbit”), e Homo sapiens. Come afferma Patrick Roberts, autore principale dello studio «Mentre i membri precedenti del nostro genere sembrano aver seguito corridoi fluviali e lacustri, l’Homo sapiens si è specializzato in adattamenti a foreste pluviali tropicali, ambienti insulari, ambienti montani e habitat marini di acque profonde».

Gli autori sperano che, in futuro, la crescita di nuovi metodi e registri per determinare le ecologie degli ominidi del passato permetterà di effettuare confronti simili in diverse parti del mondo, testando ulteriormente le capacità uniche della nostra specie durante la sua espansione globale.

Max Planck Institute for the Science of Human History

Fonte per approfondimenti: Patrick Roberts, Noel Amano. Plastic pioneers: Hominin biogeography east of the Movius Line during the Pleistocene. Archaeological Research in Asia, 2019; DOI: 10.1016/j.ara.2019.01.003

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