Pubblicato il: 7 febbraio 2019 alle 7:00 am

Napoli, eletto il primo cittadino immigrato in un ordine professionale Sedu: «La cultura non discrimina, si “contamina” e si rigenera». L'avvocato figlio di immigrati africani è impegnato in prima linea nella tutela dei diritti degli extracomunitari

di Arcangela Saverino.

Napoli, 7 Febbraio 2019 – «Sarà vero dopo Miss Italia aver un Papa nero? No me par vero… un Papa nero che canta ‘le me canson in venessian parche’ el ‘se nero african». Sono i versi di una canzone che più di vent’anni fa ha ottenuto un successo nazionale per il suo messaggio anti-razzista e anti-xenofobo. La profezia di Nostradamus, secondo la quale ci sarà un papa proveniente dall’Africa, non si è ancora realizzata, ma nel frattempo un avvocato di colore è stato eletto in un Ordine professionale per la prima volta in Italia. Il 32enne Hilarry Sedu, di origine nigeriana e figlio di immigrati, è arrivato nel nostro Paese quando aveva solo un anno. Un’infanzia trascorsa a Castel Volturno e dedicata al calcio (ha giocato in C2 all’Igea Virtus, poi in Serie D al Mazara e all’Orvietana), poi gli studi presso la Facoltà di Giurisprudenza di Napoli dove si è laureato e ha conseguito l’abilitazione alla professione forense. Oggi è un avvocato impegnato in prima linea nella tutela dei diritti degli immigrati e ha ottenuto il giusto riconoscimento nelle ultime elezioni forensi con 1205 voti su circa 7mila professionisti votanti.

Su facebook commenta il successo con queste parole «Con la elezione di un Avvocato di colore, figlio di immigrati africani, in un tempo di alimentato odio sociale e focolare di discriminazioni che attualmente viviamo in Italia, quale membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, questa magnifica città, ancora una volta, ci ha insegnato che l’integrazione sociale passa attraverso la cultura ed il rispetto delle diversità come elemento costitutivo di qualsiasi democrazia. Perché la cultura non discrimina, si “contamina” e si rigenera. Ringrazio tutti i colleghi che hanno creduto in me supportandomi con il loro voto, e ringrazio questa bella città, perché “Napule è mille culure…”».

Sedu è Presidente dell’Associazione Nova Italia che da anni si batte per i diritti civili a favore degli extracomunitari, italiani di fatto ma non per lo Stato. «L’Associazione porta avanti due grandi battaglie: la modifica della legge sulla cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto alle elezioni amministrative agli stranieri residenti in Italia in possesso di titolo di permanenza illimitata», racconta a neifatti.it. Una lotta per lo Ius Culturae a sostegno della quale nel 2014 ha presentato un’istanza alla Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato «E’ stato ribattezzato ius soli temperato, ma io lo chiamo ius culturae perché non prevede l’automatismo nel riconoscimento della cittadinanza al momento della nascita su territorio italiano, ma solo dopo avere concluso i cicli scolastici ».

Hilarry rappresenta un esempio e una fonte di speranza per tutti i ragazzi immigrati arrivati in Italia dopo lunghi viaggi della disperazione: «Non possiamo negare le difficoltà degli stranieri, spesso fomentate dall’attuale clima che si respira nel nostro Paese. Gli episodi di discriminazione sono all’ordine del giorno, legati non solo al colore della pelle ma anche all’oggettiva barriera linguistica». Ha ben chiari i propositi da portare avanti all’interno dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. «Il diritto dell’immigrazione è una sfera che oggi è di cruciale importanza: acquista sempre più rilevanza perché sono tanti gli esseri umani che necessitano di tutela legale in armonia con i principi che sono contenuti all’interno della Costituzione italiana. Mi sono candidato alle ultime elezioni forensi per rappresentare i colleghi che come me si occupano di diritti dei migranti». Spera l’essere il primo avvocato di colore eletto all’intero dell’Ordine sia di auspicio per tutti i professionisti «Vorrei che il caso che mi riguarda da vicino non fosse una novità, ma l’assoluta normalità come accade in ialtre nazioni come il Belgio o l’Inghilterra». La cultura non discrimina, basterebbe ricordarlo.

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