Pubblicato il: 8 febbraio 2019 alle 7:00 am

Arriverà dallo spazio la tutela del patrimonio culturale Grazie all’utilizzo di Copernicus e dei sistemi satellitari di osservazione della terra. Tra una settimana la prima riunione operativa a Roma

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 8 Febbraio 2019 – Da svariati anni si studiano quali tipologie di intervento possono essere applicate tramite l’uso dei satelliti. L’utilizzo per la difesa del suolo è stata ampiamente sperimentata. Nel 2009, dunque ben 10 anni fa, un’appropriata tecnologia Gps venne sfruttata per il monitoraggio delle frane nell’autostrada est-ovest nell’area di Perak, in Malesia. Proprio quando questa tecnica cominciava a trovare spazi metodologici, però, una domanda fondamentale che si ponevano gli studiosi era se i satelliti orbitanti a 20.200 km sopra la Terra potevano essere utilizzati per misurare le coordinate o lo spostamento dei punti di riferimento situati sulla superficie del terreno con precisione centimetrica.

Nel corso degli anni, è stata la tecnologia a fornire le migliori risposte a quella domanda. Grazie a una partnership tra l’Unesco e l’Istituto per la formazione e la ricerca delle Nazioni Unite (Unitar), le immagini satellitari sviluppate attraverso il programma Unosat di Unitar nel 2015 hanno contribuito al lavoro dell’Unesco e degli esperti del patrimonio per valutare e proteggere i siti in Iraq, Siria, Yemen e Nepal, dimostrando come l’analisi delle immagini satellitari sia uno strumento sempre più importante per valutare i potenziali danni ai siti del patrimonio culturale.

Francesco Bandarin, Direttore generale della cultura dell’Unesco, spiegò: “Monitorare il patrimonio culturale nelle aree colpite da conflitti o calamità naturali, anche attraverso l’uso di immagini satellitari, è un passo fondamentale per iniziare a pianificare il recupero”.

Il nuovo Programma Spaziale Europeo rappresenterà una vera e propria rivoluzione nella salvaguardia dei monumenti, favorendo attività di monitoraggio e analisi a fini di tutela, conservazione e sicurezza. Il Governo italiano, su impulso del Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha svolto un’azione decisiva affinché la tutela dei beni culturali avesse un ruolo di primaria importanza nel prossimo “Programma Spaziale europeo 2021-2027”. Saranno avviate iniziative per assicurare lo sviluppo e l’uso, nel settore dei beni culturali, di applicazioni di osservazione della Terra dallo Spazio.

L’Italia ha infatti proposto di inserire la salvaguardia del patrimonio culturale tra le priorità del Programma per l’utilizzo dei prodotti e servizi del Sistema Copernicus per l’osservazione della Terra dallo Spazio. Una richiesta che è stata positivamente accolta sia dal Consiglio che dal Parlamento europeo e i testi già predisposti sono per l’Italia soddisfacenti.

Il Comitato Copernicus ha deciso di lanciare una Task Force per individuare i servizi e prodotti adatti alla protezione del patrimonio culturale e ha proposto all’Italia di assumerne la guida. Tale compito sarà svolto dal Ministero per i beni e le attività culturali e, in prima persona, dal Segretario Generale, Giovanni Panebianco.

La Task Force opererà in stretto raccordo con la struttura di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri diretta dall’Ammiraglio Carlo Massagli e potrà contare sul supporto della comunità scientifica italiana e, in particolare, da Ispra e Cnr all’avanguardia nel settore. Quasi tutti gli Stati membri hanno già aderito alla Task Force e designato i propri esperti.

La prima riunione si terrà il prossimo 11 febbraio a Roma, nella sala Ottagonale delle Terme di Diocleziano – suggestivamente nota come “Planetario” – del Museo Nazionale Romano.

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