Pubblicato il: 10 febbraio 2019 alle 7:00 am

Il Purgatorio? Non è solo quello biblico, è anche uno stato d’animo Essere migliori con se stessi e con gli altri può tradursi in un ottimo esercizio di purificazione. Magari frequentando di più luoghi dove la gente soffre

di Giosuè Battaglia.

Roma, 10 Febbraio 2019 – Ad litteram, la parola Purgatorio indica il luogo dove avviene la purificazione delle anime, prima del passaggio nel Paradiso, luogo di completa felicità. Questo nella teologia cattolica si ammette il luogo dove trovano posto i morti nella grazia di Dio, che non sono perfettamente purificati, per cui devono prima purificarsi per poi passare al luogo dove si ottiene la santità necessaria per la visione di Dio.

A parte questa visione teologica che si ha del post-mortem, perché questo luogo di purificazione non potrebbe essere la vita stessa che si conduce sulla terra? E’ una tesi che viene supportata da diversi uomini comuni, non solo in specifici campi degli studi filosofici, storici e altri. Forse l’uomo comune che vive la vita giorno per giorno ha più il sentore di trovarsi nel purgatorio della vita, in quanto la sua persona è costretta di più ad una vita senza delega, una vita soggetta alle tante vicissitudini, fra cui in primis lo stato di salute dipendente da vari motivi.

Così, i luoghi più rappresentativi di un purgatorio terreno, sono quelli che si vivono in ambienti innanzitutto condivisi da più individui, più promiscui, più che rappresentano l’idea del Purgatorio secondo l’idea teologica della religione. Si, perché tutti gli altri Purgatori, costituiscono, per lo più, luoghi dove ognuno vive il proprio dilemma in silenzio e lo condivide con pochi altri. Spesso si sentiva e ancora si sente, l’espressione: «Si dovrebbe girare un po’ per gli ospedali», frase pronunciata in occasione di un momento nel quale si mostra l’arroganza o la superbia di chi non vuole ascoltare o di chi attua un comportamento fuori da certi crismi. E proprio l’ospedale rappresenta un Purgatorio, luogo dove si trovano individui diversi per età, sesso, religione, stato sociale. Luogo nel quale vengono espiate le pene corporali rappresentate dagli stati di salute e che vengono sottoposti a prove per trovare la riammissione a quello stato di salute deviato. In questo ambiente, non solo il degente, ma anche chi sta vicino all’ammalato, oppure al visitatore, vive uno stato di completa comprensione affettiva per l’altro, una predisposizione a condividere uno stato di sofferenza e allo stesso modo valuta l’importanza della vita. Dopo un’esperienza ospedaliera si diventa più predisposti nell’accettazione del diverso, più caritatevoli nelle relazioni sociali.

Insomma si rinasce a un nuovo modo d’intendere e di comportarsi, perché si è vissuto in un’altra dimensione, una realtà che prima era sconosciuta perché lontana dal proprio vivere quotidiano, fatto di situazioni prive di profondità e di sentimento, che si possono acquisire solo vivendole. Allo stesso modo ogni traversia della vita, rappresenta un Purgatorio di vita terrena, in quanto dopo averlo attraversato con sofferenza, si giunge alla purificazione che permette la ripresa di una vita depurata da un certo sentire interiore e che più consente un avvicinarsi a Dio nella continuazione del percorso ante-mortem.

neifatti.it ©