Pubblicato il: 13 febbraio 2019 alle 7:00 am

Divano nuovo? Prendilo in affitto Grande rivoluzione in casa Ikea: si potranno noleggiare i mobili. Si parte dalla Svizzera poi la novità interesserà gli altri store

di Marina Monti.

Leida (Paesi Bassi), 13 Febbraio 2019 – In un grande magazzino una volta al mese, spingere un carrello pieno sottobraccio a te. Sarà colpa di Battisti se la convinzione che a noi donne piaccia da morire andare all’Ikea col terrorizzato fidanzato/marito di turno, è così radicata nelle menti maschili? Alzi la mano l’uomo che non si è mai sentito fare una richiesta del genere. Per alcuni uomini è una maledizione. E’ come quando la squadra del cuore perde, oppure ti finisce la benzina in autostrada, oppure come quando ti si scarica il telefono mentre aspetti una chiamata importante. Una volta arrivate, iniziamo a mettere nella busta gialla le più inutili stupidità. Non ci serve niente, invece passeggiamo tra scodelle e piatti, tra cuscini e candele, tra materassi e mensole, tutti dai nomi improbabili…per poi scoprire a casa che i copripiumoni sono troppo corti e spesso i mobili, una volta montati, si rivelano una delusione e molto diversi da come erano stati presentati sul catalogo.

I nomi sono svedesi, ovviamente, come il fondatore Ingvar Kamprad (le cui iniziali, insieme con Elmtaryd, la fattoria di famiglia, e Agunnaryd, il paesino natale, creano il nome Ikea), che nel 1943 fondò l’azienda con pochi soldi ricevuti dal padre. Solo nel 1950 iniziò la vendita di mobili per corrispondenza. Il suo obiettivo era quello di fornire prodotti di qualità al prezzo più basso possibile, con un margine di guadagno il più elevato possibile. Un sogno per ogni imprenditore… Il primo catalogo Ikea, oggi stampato in 212 milioni di copie l’anno, nel 1951 era composto di sedici pagine: oggi è il “libro” più stampato al mondo e forse quello più stampato in assoluto nella storia (se la deve vedere con la Bibbia).

In questi giorni è arrivata la notizia che il colosso svedese offrirà un servizio di noleggio mobili. Una volta terminato il periodo del noleggio, i mobili verranno restituiti e se ne potranno affittare degli altri. Invece di buttarli via, l’azienda li rimetterà a nuovo e li venderà nel circuito seconda mano.

Ad annunciare la novità è il Financial Time, che fa sapere che il nuovo modello di business partirà dalla Svizzera nei prossimi mesi per poi allargarsi ad altri mercati.

Quello che è certo è che l’azienda è impegnata in diverse iniziative per ridurre l’impatto sul clima e sul riciclo di legno e materassi e ci tiene ad impedire che i divani usati finiscano interi in discarica, favorendo la separazione delle varie parti: tessuto, legno, metallo e imbottitura. Inoltre è in fase di studio il lancio di centri di distribuzione di ferramenta o pezzi di ricambio per i mobili a marchio Ikea.

La mossa fa parte di un ridisegno complessivo della propria immagine. Una sfida per l’azienda, considerando che nel sentore comune la catena svedese è molto apprezzata sia per il prezzo che per il design, ma forse non è associata del tutto all’idea di durata.

Ma perché Ikea ci piace tanto? L’immagine che dà è di un’azienda socialmente responsabile, impegnata nella difesa dell’ambiente, al servizio del maggior numero possibile di persone. Ikea vuole migliorare il nostro quotidiano. Ikea ci ama. Esagerato? In effetti ci sentiamo un po’ stupide quando ci incantiamo su uno sfondo di presine rosa, cactus a forma di cuore e candele al profumo di Natale. Ma tutto ci sembra così perfetto, perfino l’improbabile liquore svedese nella bottiglietta a forma di alce!

Alla cassa c’è troppa fila, ma una sola domanda ci sfiora: Ti piace la busta gialla? Compratela blu!

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