Pubblicato il: 19 febbraio 2019 alle 7:00 am

Blockchain applicato alle banche, partiti i test Il progetto riguarda la spunta interbancaria e coinvolge quasi l’80% del mondo bancario in Italia

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 19 Febbraio 2019 – Blockchain si traduce letteralmente “catena di blocchi”. Le principali caratteristiche delle tecnologie blockchain sono l’immutabilità del registro, la tracciabilità delle transazioni e la sicurezza basata su tecniche crittografiche.

Non molti giorni fa, la Camera ha approvato il cosiddetto “decreto semplificazioni” che conteneva anche la norma con la definizione legale di blockchain (DLT) e smart contract, anche se per la sua applicazione reale occorreranno ancora alcuni passaggi.

Già a settembre dello scorso anno l’Italia aveva aderito alla «blockchain partnership», aggiungendosi a 26 stati che avevano già firmato, partecipando a uno scambio di informazioni e di esperienze, con l’obiettivo di lanciare servizi e applicazioni digitali “cross border” nel settore pubblico.

Intanto è nel settore bancario che si lavora al progetto di applicazione di una blockchain alla spunta interbancaria. Ad oggi 18 banche, che rappresentano il 78% del mondo bancario in Italia in termini di numero di dipendenti, sono attivamente partecipi nella sperimentazione, nelle scelte e nelle attività di implementazione della nuova tecnologia distribuita.

Il progetto, coordinato da Abi Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha l’obiettivo di applicare la blockchain ai processi interbancari. E ciò con i partner tecnici NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. Lo scopo è raggiungere trasparenza e visibilità delle informazioni, maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e possibilità di verifiche e scambi direttamente sull’applicazione.

Sono stati effettuati primi test della piattaforma Distributed Ledger Technology (Dlt) e nella conduzione di operatività con il coinvolgimento delle banche. Sono all’attenzione alcuni sviluppi evolutivi che includeranno la gestione della spunta infragruppo, la creazione di report validi per i revisori, un ulteriore affinamento dell’algoritmo di matching. Tra le prossime attività è previsto un test tecnico di robustezza della piattaforma per verificare il comportamento complessivo, simulando la messa in produzione per l’intero settore bancario italiano. Per fare questo è in corso la creazione di un simulatore di dati che genererà volumi di movimenti su un’operatività di 365 giorni. La simulazione sarà effettuata su di un ambiente geograficamente distribuito e connesso tramite rete privata. Si sta intanto procedendo a implementare ulteriori funzionalità evolutive con il confronto costante con gli esperti di spunta delle banche pilota.

La spunta interbancaria

L’ambito di applicazione del progetto è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti.

Perché la spunta

Molte ragioni hanno indotto a scegliere come campo di azione il processo di spunta interbancaria Italia, che fa riferimento all’insieme di attività, tradizionalmente in carico al back office, collegate alla riconciliazione dei flussi e delle operazioni che generano scritture sui conti reciproci Italia e alla gestione dei sospesi. Innanzitutto, la spunta è un processo interbancario basato su registri bilaterali, genera un basso impatto sull’attività complessiva di business, ha un basso livello di standardizzazione, è caratterizzato da modalità operative non avanzate. In ultimo, ma non per ultimo, nel processo di spunta l’Associazione bancaria italiana è la struttura che definisce le modalità operative da applicare. Il Regolamento dei conti reciproci è basato su di un accordo interbancario che ha visto la sua prima formulazione nel 1978, la versione aggiornata è del 1987 e un’ulteriore modifica è degli anni ’90.

Tra i principali benefici riconosciuti dagli esperti di spunta: l’esecuzione del riscontro automatico tra transazioni non corrispondenti eseguita sulla base di un algoritmo condiviso; la standardizzazione del processo e del canale di comunicazione unico; la visibilità sulle transazioni tra le parti. Il processo quindi riguarda la riconciliazione dei flussi e delle operazioni che generano scritture sui conti reciproci in Italia e la gestione dei sospesi. Le attività sono relative al colloquio interbancario.

Blockchain – Distributed Ledger Technology

La blockchain permette che i dati non siano memorizzati su di un solo computer, ma siano distribuiti su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Un grande database può essere quindi ripartito e la gestione delle transazioni viene condivisa tra più nodi di una rete. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – la Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra i partecipanti. L’applicazione di tecnologie Dlt contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Gli smart contract sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di dati e informazioni. Il tipo di blockchain utilizzata è del mondo permissioned, è quindi aperta solo alle banche parte della sperimentazione. E ciò su di una rete dedicata come Sia, non quindi nel mare aperto del web.

Nel web c’è un proliferare di siti dedicati al tema (blockchain, bitcoin, ecc.); una guida utile e molto completa su blockchain l’ha realizzata la rivista online Blockchain4innovation, diretta da Mauro Bellini.

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