Pubblicato il: 9 marzo 2019 alle 8:00 am

L’amore ai tempi del colera: il coraggio di lasciarsi contagiare Un libro sull’amore che tutti desideriamo, che chiunque sogna di vivere, quello che sa attraversare gli oceani del tempo rimanendo immutato

di Caterina Slovak.

Roma, 9 Marzo 2019 – Pubblicato nel 1985, L’amore ai tempi del colera è considerato uno dei capolavori dello scrittore colombiano Gabriel Garcia Márquez, premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Un romanzo originale che non è solo d’amore e passione, ma che descrive la vita come qualcosa di strano, di magico, di speciale: riserva sempre delle sorprese che proprio non ti aspetti. Può essere, ma può davvero stupirti …“E’ la vita, più che la morte, a non avere limiti”.

Márquez è stato in grado di dar vita a un libro passionale e travolgente, creando una perfetta alchimia tra parole e lettore, al punto da non poter fare a meno di leggere e amare i protagonisti: Fermina e Florentino.

Florentino Ariza è un impiegato telegrafista, un uomo malinconico e appassionato di poesia, innamorato di Fermina Daza, ma poiché suo padre non approva l’unione, lei è costretta a sposare Juvenal Urbino, il ricco medico della città: “Passò un colpo di spugna senza lacrime sul ricordo di Florentino Ariza, lo cancellò del tutto, e nello spazio che occupava nella sua memoria lasciò che fiorisse un prato di papaveri.”

Il matrimonio di Fermina e Juvenal diventa tuttavia, col tempo, solido e autentico. Florentino tuttavia non abbandona le speranze, si butta a capofitto nel lavoro per essere degno dell’amore di Fermina e fa carriera all’interno dell’azienda dello zio, la Compagnia Fluviale dei Caraibi.

Nonostante le numerose amanti che accumulerà negli anni (622 donne appuntate su di un taccuino!), Florentino si sentirà legato solo a Fermina. Aspetterà decenni per vedere realizzato il suo amore: alla morte di Juvenal, egli le dichiara di nuovo il suo amore e lei, dopo tanti anni di indifferenza, accetta le sue attenzioni: «Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, condividere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantun anni nove mesi e quattro giorni notti comprese?».

Mezzo secolo di attesa, di tormento, di interrogativi. L’amore descritto da Márquez è ambientato ed effettivamente vissuto ai tempi del colera, nella sua città d’adozione, Cartagena – dove lo scrittore – ha ambientato la maggior parte dei suoi romanzi. Le tante descrizioni della città che appaiono ne “L’amore ai tempi del colera” superano i limiti temporali della storia narrata nel romanzo; il libro inizia nel 1880 con i tre protagonisti adolescenti e si conclude nel 1930, quando ormai sono diventati anziani. Il periodo è quello delle guerre civili e delle stragi provocate dal colera, i cui sintomi spesso venivano confusi con quelli del “male d’amore”. È lo stesso Florentino a dire che “I sintomi dell’amore sono gli stessi del colera”, quasi si diffondesse come una malattia contagiosa, portando chi ne è colpito a stati d’animo febbrili e a compiere azioni che da sani non farebbero e di natura folle. Come il colera, l’amore sconvolge a tal punto la vita da modificarne per sempre il corso, gli obiettivi, i pensieri. È fisico, evidente, passionale, l’amore descritto da Márquez.

Finalmente insieme, ormai anziani, i due faranno una crociera su un battello che ha issato la bandiera gialla del colera e, isolati dal resto del mondo “né lui né lei potevano immaginarsi in un’altra casa diversa dalla cabina, inseriti in una vita che sarebbe stata estranea per loro per sempre.”

Nonostante Marquez fosse nato ad Aracataca un paesino costiero a 80 chilometri dalla capitale (Bogotà), è a Cartagena che si fa costruire una grande villa al centro della città, e dove è considerato un vero e proprio mito.

Un autentico trattato sull’amore, inizialmente un sentimento giovanile e in seguito, nell’ultima parte del libro, un affetto senile: “Navigava in una maturità splendida – così descrive l’autore Fermina nella maturità – e le sue attrattive di donna erano più inquietanti, quasi braccate dall’ala della morte”.

È una storia d’amore, di coraggio, di speranza e di attesa: un’attesa durata mezzo secolo che viene esaudita, all’ultimo, solo per la volontà di un uomo che non ha mai smesso di combattere per l’unica cosa al mondo che avesse un significato, la donna che ama. Nonostante tutto.Un amore che è una danza: rincorrersi, sentirsi, amarsi, perdersi, ritrovarsi con la paura di essere “contagiati” da una malattia che non conosce cura, nessuna via di scampo. Quel tipo di amore che non ama limiti, né protocolli da seguire, un amore che sfida il tempo. Le sue parole hanno scolpito pagine di autentica poesia, dove il sentimento, sottoposto a dure prove, troverà la strada per tornare, perché l’attesa non è vana quando esistono motivazioni solide.

Ed è per questo che Florentino e Fermina resteranno impressi per sempre nella memoria dei lettori e tra le pagine più belle della letteratura mondiale.

Un inno all’amore senza tempo, al coraggio di credere che in fondo basterebbe lottare per ottenere ciò che ardentemente desideriamo. E “cinquantun anni nove mesi e quattro giorni notti comprese” diventa solo un piccolo spazio di tempo, nulla più. (Nella foto una scena del film del 2007 diretto da Mike Newell, tratto dall’omonimo romanzo).

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