Pubblicato il: 10 marzo 2019 alle 7:00 am

Il Grande Jazz Internazionale si ferma al TJF Oltre 100 concerti per il Torino Jazz Festival, dal 26 aprile prossimo. Tra i nomi annunciati: Enrico Rava e Gavin Bryars

di Alessia Alladio.

Torino, 10 Marzo 2019 – Enrico Rava. Gavin Bryars, che inizia (prima di incontrare John Cage) come contrabbassista jazz negli anni Sessanta, lavorando spalla a spalla con improvvisatori come Derek Bailey e Tony Oxley. Jon Balke Siwan e tanti altri nomi, per un totale di 100 concerti in 9 giorni, dal 26 aprile al 4 maggio. Così la città si prepara ad accogliere la settima edizione del Torino Jazz Festival che intende proporsi come evento primaverile internazionale e che porterà centinaia di artisti a esibirsi, a prezzi popolari, sul palco delle Officine Grandi Riparazioni, nei circoli jazz della città e in varie sale da concerto dal Piccolo Regio al Conservatorio Giuseppe Verdi fino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo e, per la prima volta, nell’Aula Magna del Politecnico.

Diretto dai musicisti Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, il Festival prosegue sull’onda del grande successo registrato lo scorso anno: ampio spazio a produzioni originali, create appositamente, insieme a esibizioni di star del jazz internazionale.

Gavin Bryars, nel corso del concerto con il suo ensemble, suonerà Jesus Blood never failed me yet, divenuta celebre grazie a Tom Waits (28 aprile, unica data italiana); Jon Balke Siwan con gli Archi del Conservatorio di Torino (30 aprile, produzione originale TJF 2019). Mentre Enrico Rava festeggerà gli 80 anni nella ‘sua’ Torino (4 maggio).

Il Torino Jazz Festival, progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, per questa edizione ha in calendario, nei nove giorni di programmazione, una panoramica sulle diverse anime del genere musicale – dal mainstream americano ai migliori talenti italiani ed europei – ospitando concerti di artisti che rappresentano l’evoluzione attuale del jazz nel rock, nella musica elettronica e nei nuovi linguaggi improvvisativi. L’edizione 2019 cresce nei numeri aumentando gli appuntamenti. Sarà una rassegna ‘diffusa’ nella città e per la città che, con i grandi concerti e le molte iniziative ospitate dal Festival tra cui le jam session, i Torino Jazz Meetings (dove si incontrano gli operatori del settore) e le incursioni musicali dei jazz blitz in luoghi atipici, contribuirà a creare il classico ‘clima’ da festival.

E saranno coinvolti anche quest’anno i club della città in cui si suona jazz tutto l’anno.

La scorsa edizione, durata 8 giorni, ha fatto registrare più di 22mila presenze, 8mila biglietti staccati per i 10 concerti a pagamento.

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