Pubblicato il: 15 marzo 2019 alle 9:00 am

Il giorno di #FridaysForFuture Oggi scendono per strada centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo per chiedere azioni concrete sul clima, secondo l’appello lanciato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg

di Francesco Nardone.

Roma, 15 Marzo 2019 – In cento Paesi del mondo, centinaia di migliaia di persone, tantissimi studenti, oggi scendono in strada per chiedere ai leader di tutto il pianeta di avviare goni iniziativa per contrastare il cambiamento climatico in atto. “Ascoltate gli scienziati” è lo slogan che verrà scandito in ogni angolo della terra seguendo il movimento #FridaysForFuture, presente in 157 città, sorto nell’agosto scorso per iniziativa della sedicenne svedese Greta Thunberg, diventata ormai il simbolo della ribellione generazionale degli studenti contro l’inazione delle élite politiche in Europa e nel mondo.

Anche l’Italia si mobilita per questo speciale appuntamento, chiedendo a gran voce di rispettare gli impegni presi con l’Accordo alla Conferenza Onu sul clima di Parigi del 2015 di mantenere l’aumento della temperatura media dovuto al riscaldamento globale del Pianeta sotto 1,5 gradi centigradi entro questo secolo.

Tuttavia proprio nel nostro Paese sono 11 milioni gli italiani scettici per i quali il cambiamento climatico è poco preoccupante o addirittura non rappresenta un problema. E’ quanto emerge da una elaborazione di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Eurispes in occasione del Global Strike for Future, la mobilitazione globale del 15 marzo che nasce dalle proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Nonostante questa area di “negazionisti” cresciuta del 6% negli ultimi dieci anni, esiste però uno zoccolo duro di “responsabili”, che rappresenta il 77,5% della popolazione, che è preoccupato dalle conseguenze dei cambiamenti climatici – evidenzia Uecoop – con 6 italiani su 10 che ritengono utile in generale ridurre i consumi quotidiani per limitare il riscaldamento terrestre. Permane nella società italiana una forte sensibilità green che nasce proprio dall’impatto del clima su diversi aspetti della vita quotidiana: dall’aumento delle temperature negli ambienti urbani alle nuove colture nei campi, dai trasporti con il boom delle auto elettriche e ibride agli investimenti industriali nel settore ambiente fino ai consumi a km zero con l’acquisto dei prodotti alimentari direttamente dai contadini. Una tendenza green che coinvolge anche i giovani – spiega un’analisi di Uecoop su dati della Camera di commercio di Milano Lodi e Monza – con più di 4mila imprese guidate da under 35 in settori che vanno dalla costruzione di edifici all’attività di consulenza, dall’agricoltura all’immobiliare. Un’azione economico ambientale – afferma Uecoop – che vede in prima linea il mondo cooperativo anche con piccole realtà locali che hanno sviluppato progetti che vanno dal riciclo dei materiali fino alla produzione di energia da fonti rinnovabili, unendo – conclude Uecoop – utilità sociale, sviluppo economico e rispetto per l’ambiente.

Oggi puntati sull’Ue, intanto, che in una riunione programmata a Bruxelles il 21 e 22 marzo, ha in agenda proprio la lotta al cambiamento climatico, insieme ad altri importanti temi come la Brexit. Il Consiglio europeo discuterà la visione climatica a lungo termine dell’Ue, e le azioni che gli Stati membri dovrebbero intraprendere per limitare l’aumento della temperatura media a 1,5° C.

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