Pubblicato il: 20 marzo 2019 alle 8:00 am

Scoperto un misterioso segnale radio ripetuto proveniente dallo spazio profondo Gli astronomi hanno recentemente intercettato 13 strani impulsi, tra cui uno che si è ripetuto dalla stessa posizione per diversi mesi

di Giulio Caccini.

Vancouver, 20 Marzo 2019 – Nella vasta gamma, tipica, di segnali radio e microonde emessa da stelle lontane, buchi neri e altri corpi celesti, esiste un tipo di luce intergalattica che impressiona costantemente la mente degli scienziati – e i loro strumenti. Questi segnali sono noti come esplosioni radio veloci (FRB, Fast Radio Burst), durano solo pochi millisecondi e si pensa che provengano da miliardi di anni luce di distanza, sebbene la loro precisa fonte sia sconosciuta (gli alieni non sono stati esclusi).

Si parla di mistero e ciò è dovuto principalmente alla mancanza di dati in quanto gli astronomi hanno scoperto per la prima volta gli FRB nel 2007 e da allora sono stati osservati solo circa 60 segnali. Anche se quei numeri stanno crescendo velocemente. Secondo due nuovi articoli pubblicati a gennaio sulla rivista Nature, gli scienziati che lavorano al telescopio CHIME (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) nelle colline della British Columbia hanno rilevato 13 nuovi FRB in soli due mesi. Tra questi segnali appena catturati ci sono sette raffiche che si sono registrate a 400 megahertz – la frequenza FRB più bassa rilevata fino ad ora – e, per la seconda volta, un FRB che ha lampeggiato ripetutamente, sei volte di seguito.

Ingrid Stairs, membro del team CHIME e astrofisico presso l’Università della British Columbia, ha detto chiaramente che “Con più ripetitori e più fonti disponibili per lo studio, potremmo essere in grado di comprendere questi enigmi cosmici, da dove vengono e che cosa li causa”.

Gli scienziati, in verità, alcune teorie sulle origini dei segnali le hanno. Precedenti studi hanno suggerito che gli FRB potrebbero essere i resti di supernove lontane o radiazioni emesse da buchi neri supermassicci. Avi Loeb, uno scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics che non è stato coinvolto nella scoperta, ha affermato che non dovremmo escludere “origini artificiali”, come gli impulsi di una astronave aliena.

E i segnali recentemente individuati potrebbero aiutare gli scienziati ad avvicinarsi a una risposta. Per cominciare, l’esistenza di FRB ripetuti come quelli catturati l’anno scorso potrebbe escludere alcune possibili origini. Gli impulsi ripetuti lampeggiavano nello stesso punto del cielo (da circa 1,5 miliardi di anni luce di distanza) sei volte nel corso di diversi mesi. Secondo gli autori dello studio, questa ripetizione ritardata esclude “eventi catastrofici” come le supernove, come una probabile fonte di esplosioni ripetute, poiché si prevede che le esplosioni di una stella esplosiva avvengano solo una volta.

Inoltre, le nuove scoperte del team CHIME suggeriscono che gli FRB sono probabilmente molto più comuni di quanto la tecnologia attuale sia in grado di riflettere. Sette delle nuove raffiche registrate a 400 MHz (la frequenza più bassa che il telescopio CHIME sia in grado di rilevare) ci suggerisce che gli FRB con frequenze ancora più basse probabilmente “bombardano” il nostro pianeta tutto il tempo e, semplicemente, non siamo in grado di vederli ancora.

Fonte: Live Science

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