Pubblicato il: 3 aprile 2019 alle 8:00 am

Miriam, la forza dei sogni per superare gli ostacoli Intervista all’autrice del libro ‘Osare sempre, non arrendersi mai’. Ha 18 anni e vive su una sedia a rotelle. «Da grande spero di formare una famiglia fantastica come la mia»

di Maria Grazia Porceddu.

Telese Terme (Benevento), 3 Aprile 2019 – Intervistare Miriam significa scoprire un mondo fatto di coraggio e forza, giovinezza e sogni, progetti e tanta voglia di futuro. Miriam Nobile ha diciotto anni e frequenta il quarto anno di Scienze Applicate presso l’IIS Telesi@ di Telese Terme (Bn). Nata prematura è costretta a vivere su di una sedia a rotelle che ama e odia. Ciò nonostante affronta la vita con tutta la determinazione di chi non si arrende e lotta sempre. La stessa che l’ha portata a scrivere il suo primo libro.

Realizziamo la nostra intervista al termine di una passeggiata, seduti al tavolino di un bar con Miriam e sua sorella Sefora. È un periodo particolarmente movimentato, il prossimo 8 aprile il libro di Miriam inizierà ufficialmente il suo percorso verso la pubblicazione. L’emozione è tanta e cominciamo subito con la prima domanda.

Miriam, sappiamo che il tuo libro è ormai pronto per essere lanciato dalla casa editrice BookaBook, raccontiamo però ai nostri lettori come è nata l’idea che si è trasformata in “Osare sempre Arrendersi mai”.

«Ho iniziato a scrivere il mio libro senza alcun tipo di impegno. Tutto è iniziato per gioco, ma solo grazie al sostegno della mia preside Angela Maria, del mio professore Pietro e soprattutto quello della mia famiglia, sono riuscita a realizzarlo concretamente. Sembrava una meta impossibile da raggiungere, date le mie difficoltà ma come dico io: nella vita bisogna sempre osare!».

È vero che tutto è iniziato come un gioco ma la tua vita da quando hai scritto il libro è improvvisamente cambiata. Cosa è successo?

«Questo libro è ormai parte integrante della mia vita. Sono una nuova persona da quando ho scritto “Osare sempre Arrendersi mai”. Mi ha fatto acquisire più autostima. In quelle pagine ci sono le mie riflessioni, i miei pensieri e tutto quello a cui tengo di più al mondo. Come se fosse un vero e proprio cofanetto in cui sono racchiusi i miei sentimenti più profondi».

Nel libro racconti le tue difficoltà quotidiane, le barriere da superare, mentali e architettoniche. Sicuramente hai molta forza di volontà ma possiamo dire che la scrittura l’ha, se possibile, rafforzata?

«È vero, ho molta forza di volontà ed è per questo che insieme al mio professore Pietro sono riuscita a scrivere per più di un anno. Amo scrivere, perché penso sia il mezzo più forte per arrivare dritto al cuore e alla testa delle persone. A volte è il coraggio che manca, ma poi la mia volontà mi sussurra che devo farcela. La vera forza si trova dentro ognuno di noi».

Scrivere un libro era un sogno, adesso in piena realizzazione definitiva, ma ce ne sono altri che custodisci. Tanti bei progetti. Vuoi parlarcene?

«Sì. Purtroppo nel mio caso non potrò mai, almeno per adesso, pensare che il mio sogno diventi realtà. Il mio sogno più grande infatti è quello di ballare. Però, dato che, salvo nuove evoluzioni scientifiche, non potrò camminare, non mi sarà possibile ballare. Nonostante tutto nei miei progetti adesso c’è il mio fidanzato Paolo con il quale spero di riuscire a costruire una famiglia, come tutte le persone normali. Quindi sì, il mio sogno, che spero di far diventare realtà, è anche quello di indossare un lunghissimo vestito bianco e riuscire finalmente a sentirmi felice».

A proposito di famiglia. Tu ne hai una fantastica. Vero?

«Sì, sono una ragazza fortunata, se non avessi loro non sarei mai potuta essere quella che sono oggi. Mia madre Liliana e mia sorella Sefora sono le donne che quotidianamente (chi in un modo, chi in un altro) si occupano di me. Sono fiera di avere una mamma come la mia, perché lei mi ha sempre lasciata libera di scegliere senza mai ostacolarmi. Mio padre José è sempre disponibile nei miei confronti e presente nelle mie uscite. È grazie a lui se ogni due giorni vedo il mio fidanzato Paolo. Infine, non meno importante, c’è Simone, mio fratello di sei anni. È un bambino molto vivace, ma sempre disponibile a ogni mia esigenza. Vorrei anche io riuscire a formare una famiglia esemplare come la mia».

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La famiglia e la scrittura. I suoi sogni e il fidanzato Paolo. Il mondo di Miriam è un mondo illuminato dalla forza e dalla speranza che non l’abbandonano mai, nemmeno nei momenti più difficili.

La scrittura è ormai divenuta un mezzo di comunicazione forte, per parlare ai “normali” e anche a chi, come lei, è costretto a vivere su una sedia a rotelle. Far comprendere con le parole e l’esempio che, desideri, sogni e progetti accomunano tutti. E se, osi e non ti arrendi, le cose belle arrivano.

La nostra intervista si conclude con gli occhi illuminati di gioia di Miriam, pronta ad affrontare la sua ennesima sfida.

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