Pubblicato il: 4 aprile 2019 alle 8:00 am

Ambientalisti francesi citano in giudizio il governo L’affaire del secolo: la Francia denunciata dalle Ong perché colpevole di non far niente per contrastare l’emergenza ambiente

da Parigi, Sylvie Pasquier.

4 Aprile 2019 – Brutti tempi per il governo francese, incapace di gestire l’emergenza ambiente: questo il poco lusinghiero risultato di un recente sondaggio per l’85% dei francesi, dove i punti dolenti erano anche il potere d’acquisto, la salute, le pensioni.

Più in generale, si dubita ormai della capacità del Capo di stato di trasformare il Paese come promesso, ed ora questa sensazionale citazione non fa che appannare ancora una volta l’immagine di Macron e del suo esecutivo.

Lo Stato francese sarà soggetto ad un’azione legale per la sua incapacità a prendere misure adeguate contro il riscaldamento globale, questa l’accusa di quattro ONG – Greenpeace, Oxfam, la Fondazione per la natura e l’uomo (FNH) e l’associazione Notre affaire à tous – che hanno deciso di “attaccare” la Francia sul piano legale. Già lo scorso dicembre avevano inviato un documento preliminare al presidente e al governo, iniziativa, soprannominata l’affaire du siècle, sostenuta anche da molti volti popolari e youtuber, come l’attrice Juliette Binoche, la ricorderete in Chocolat (2000) con Johnny Depp. Le organizzazioni non governative puntano a persuadere il tribunale amministrativo di Parigi a costringere il governo ad applicare le politiche già enunciate, come il piano energetico pluriennale (noto come PPE) e gli accordi internazionali, come l’accordo di Parigi sul clima del 2015. I denuncianti sottolineano che la Francia non sta raggiungendo i suoi obiettivi a breve termine. Si basano sulla Costituzione e la Convenzione europea sui diritti umani, che garantiscono la protezione dei cittadini. Denunciano anche “una violazione di diversi impegni della Francia nella lotta contro i cambiamenti climatici ai sensi del diritto internazionale”.

Secondo l’ultimo studio sul clima dell’IPCC, le emissioni globali di GHG dovrebbero essere ridotte del 45% nel 2030 rispetto al 2010, per sperare di rimanere al di sotto di 1,5 ° C di riscaldamento, che già promette uno sconvolgimento. Di questo passo, il mondo andrà a + 3° C.

Dopo la “richiesta preliminare” del dicembre scorso, il Presidente della repubblica aveva due mesi di tempo per rispondere e prendere provvedimenti. Ma già nel 2017 il Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo francese, aveva invitato il governo ad agire contro l’inquinamento atmosferico, dopo una denuncia di Friends of the Earth. Da allora, lo stato ha presentato programmi considerati insufficienti dalle ONG.

Da dicembre 2018 a marzo la petizione a sostegno della domanda ha superato i due milioni di firme online e il 14 marzo le quattro ONG sono tornate alla carica citando lo stato in tribunale.

Quattro “mozioni sommarie” – una per ogni ONG – sono state quindi depositate giovedì 14 marzo presso il Tribunale amministrativo di Parigi. Lo scopo di queste mozioni è di ottenere dal giudice una decisione che imponga allo stato di rispettare gli impegni che si è prefissata in varie leggi riguardanti la lotta al cambiamento climatico. Le organizzazioni chiedono anche un euro simbolico in relazione al danno non patrimoniale. Il testo della petizione è ovviamente riservato per motivi procedurali, ma le quattro ONG hanno dettagliato gli argomenti utilizzati per convincere la corte, inclusa una sintesi delle ultime segnalazioni scientifiche sull’argomento, seguita da un promemoria degli obblighi dello Stato nella lotta contro i cambiamenti climatici (Carta ambientale e Convenzione Commissione europea per i diritti umani, in particolare).

Infine, hanno evidenziato il divario tra gli obiettivi fissati e quelli raggiunti. Ad esempio, la legge Grenelle del 2009, che fissava un obiettivo di riduzione del 20% per le emissioni del settore dei trasporti, non è stata attuata, poiché queste sono addirittura aumentate del 16,1%. Ancora: la legge sulla transizione energetica per la crescita verde fissava un obiettivo inferiore al 40% delle emissioni di gas serra tra il 1990 e il 2030: le emissioni sono in costante aumento dal 2016.

Gli avvocati delle organizzazioni, al fine di completare questi argomenti, presenteranno ulteriori memorie al tribunale in aprile. L’inchiesta potrebbe richiedere uno o due anni prima che il tribunale stabilisca una data di udienza.

Tra gli attivisti più motivati senza dubbio Cécile Duflot, ex ministro e attuale direttore esecutivo di Oxfam France che chiede al governo di agire con “una rapida conversione alla transizione ecologica, il sostegno alle energie rinnovabili, un vasto piano di risparmio energetico… tutte soluzioni realizzabili”.

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