Pubblicato il: 9 aprile 2019 alle 8:30 am

Il modello ‘Materias’ piace ai cinesi, investimenti sulle idee degli under 40 campani Nicolais: «Siglato l'accordo con l'Accademia delle Scienze di Pechino, ora confidiamo in un maggiore afflusso di capitali istituzionali italiani»

di Ennio Tomasini.

Roma, 9 Aprile 2019 – Microaghi polimerici per il rilascio indolore dei farmaci che possono sostituire la vecchia siringa. Peptidi antimicrobici, ossia un potente antibatterico già corteggiato da numerose aziende, sia nel settore sanitario, sia in quello del food packaging. E ancora manufatti in cemento armato realizzati con la stampa 3D. Nuovi materiali pronti per il mercato targati Materias, l’azienda napoletana guidata da Luigi Nicolais che connette i ricercatori con l’industria. Una startup che fa gola anche ai cinesi. “Materias ha da poco sottoscritto un accordo con l’Accademia di Scienze Cinesi”, spiega il presidente Nicolais, professore emerito di Ingegneria, già presidente del CNR e ministro per l’Innovazione ed oggi patron di Materias”. All’orizzonte si profila anche uno scambio azionario, “ma la società – ci tiene a precisare Nicolais – è e resterà solidamente a guida italiana”.

Il filo diretto tra Napoli e Pechino è stato annunciato oggi nel corso del workshop “Le nuove sfide della valorizzazione della ricerca: il modello Materias”, che si è svolto al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, nell’ambito della quarta edizione dell’Innovation Village.

“I cinesi sono interessati a investire in Materias – aggiunge Nicolais – perché apprezzano il nostro modello centrato su startup science based, ossia basate sulla conoscenza scientifica. Ora, però, confidiamo anche in un maggior afflusso di capitali da parte degli investitori istituzionali italiani. Nel campo dei nuovi materiali non basta trovare il finanziatore, servono anzitutto esperti per aiutare il ricercatore ad arrivare al prototipo. Dopo poco più di due anni di attività, con 4 milioni di euro investiti, abbiamo intercettato 800 idee, elaborate per il 60% da under 40 campani. Le migliori sono state finanziate: 14 vanno verso la messa in produzione e tre sono già pronte per il mercato”.

In cantiere ci sono tanti altri progetti, elaborati con ricercatori di tutta Italia, che vanno dalle alghe utilizzate come fertilizzanti agli scarti del caffè come base delle creme per la cura del corpo, al poliuretano dalla struttura simile alle ossa umane, ideale per suole di scarpe da ginnastica.

“L’Italia è al primo posto al mondo per produzione scientifica – precisa Nicolais – ma agli ultimi per trasformazione di idee in progetti industriali. Materias vuole contribuire a colmare questo gap”.

I lavori del workshop sono stati introdotti dall’assessore regionale all’Innovazione, Valeria Fascione: “Come Regione Campania – dice – abbiamo posto al centro della nostra strategia di sviluppo lo stimolo alla creazione di nuove imprese innovative. Innovazione significa, infatti, business e quindi lavoro di qualità per i nostri giovani”.

Di Napoli capitale dell’innovazione tecnologica ha parlato Giorgio Ventre, direttore del Dipartimento di Ingegneria elettrica e Tecnologie dell’informazione della Federico II e della iOS Apple Academy: “La collaborazione tra aziende, università, enti di formazione e Regione sta portando frutti incredibili e già oggi la città sta diventando un hub di formazione di competenze digitali di livello internazionale”.

Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Marco Demarco, sono intervenuti Salvatore Cincotti, CEO di Altergon, Ernesto Somma, responsabile Incentivi e Innovazione di Invitalia, e Gian Paolo Toriello, partner Alternative Capital Partners Sgr.

Materias in pillole

  • 2,6 milioni di euro raccolti
  • 800 soluzioni tecnologiche
  • 26 protocolli d’intesa firmati con Università e Centri di Ricerca
  • 23 Scientific Advisor coinvolti
  • 21 brevetti (di cui 11 internazionali)
  • 25 progetti di ricerca finanziati con fondi propri
  • 4 progetti finanziati con fondi pubblici
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