Pubblicato il: 10 aprile 2019 alle 8:00 am

Nasce l’associazione dei periti estimatori danni Per proteggere una figura completamente schiacciata dalle lobby e prossima a scomparire del tutto. Per il presidente Mercurio «un'azione di tutela non più rimandabile»

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 10 Aprile 2019 – E’ nata A.I.P.E.D. – Associazione Italiana Periti Estimatori Danni. Senza scopi o fini di lucro, apartitica e apolitica, riunisce i periti abilitati all’accertamento ed alla stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti, nonché alla loro efficienza e condizione.

Un percorso nuovo di partecipazione e proposta scaturito da una vera e propria emergenza per questa categoria professionale schiacciata ogni giorno di più dallo strapotere contrattuale delle compagnie assicurative. Una libera professione che continua a perdere di indipendenza, terzietà e vive una lenta agonia non più sostenibile, ecco perché era sempre più fortemente avvertita l’esigenza di una reale ed effettiva tutela che coinvolgesse non i soli periti ma gran parte della filiera di un settore nel quale il diktat continua ad essere sempre e solo quello di “contenere i costi” di chi ha, invece, utili da capogiro.

Non si tratta più di intervenire, come per il passato, per la promozione o lo sviluppo di una categoria ma di una manovra di salvataggio in extremis, di protezione vera e propria di una figura completamente schiacciata dalle lobby e prossima a scomparire del tutto.

Il 16 marzo scorso nasce, dunque, da questi presupposti l’associazione che avrà la sua sede in Roma e che ha visto l’elezione, quale presidente, del P.A. Luigi Mercurio, da tempo impegnato nella difesa dell’attività peritale anche attraverso la denuncia di differenti e numerose problematiche, anche normative, consuetudini e prassi lavorative che hanno condotto alle attuali storture per tenere viva l’attenzione.

«Alla luce della mia esperienza e della situazione in cui oggi il perito si trova ad operare, è stato necessario ed indispensabile rispondere a questa esigenza di tutela, ormai non più procrastinabile – afferma Mercurio -. Preso atto che il ruolo professionale non è assolutamente tutelato da un organo istituzionale o da un proprio ordine professionale, con tutte le garanzie che tale riconoscimento apporterebbe alla categoria, abbiamo deciso di scendere in campo, perché il rischio è quello di scomparire. Abbiamo valutato, inoltre, il complesso rapporto professionale tra la nostra categoria e le compagnie di assicurazioni che mina fortemente la nostra terzietà, esigenza irrinunciabile per la valida espressione del nostro operato. Consapevoli che il nostro ruolo non può che svolgersi in autonomia, quindi libero da ogni imposizione o limitazione esterna, sono tra i promotori di tale iniziativa».

Gli obiettivi? «Liberare il perito da una visione deformata della effettiva stima dei danni, ormai appannaggio unicamente delle assicurazioni – spiega Luigi Mercurio a neifatti.it -. Sottrarlo dal conflitto nel quale è stato schierato come un guerriero in prima linea armato unicamente di software comodi per lo stravolgimento delle valutazioni. Riportare il perito ad utilizzare le proprie competenze a disposizione dell’intero settore, di tutti gli interlocutori e non di una sola fetta di mercato».

Le iniziative dell’A.I.P.E.D. e tutti gli aggiornamenti sul settore, saranno consultabili sulla pagina facebook, dove sarà possibile conoscere le modalità di adesione per sostenere e partecipare ad una rivoluzione di categoria non più rimandabile.

Infine il presidente Mercurio illustra primi impegni del sodalizio: «Parteciperemo il 9 maggio a Expoconsumatori a Roma dove si parlerà tra l’altre cose di riparazioni a regola d’arte – dice Luigi Mercurio -. Tra gli altri nostri impegni, inoltre, c’è quello di sensibilizzare le istituzioni e valutare la situazione in cui versa la professione. Chiederemo di partecipare al tavolo che tratta il tema riparazioni a regola d’arte, in quanto tra le varie entità presenti, carrozzieri, consumatori, eccetera manca proprio la presenza di associazioni peritali».

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