Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 7:59 am

La storia della cattedrale che rappresenta Parigi e i parigini Negli intenti dei progettisti vi era quello di creare un edificio in stile gotico che fosse unitario e monumentale al tempo stesso

di Danilo Gervaso.

Parigi, 16 Aprile 2019 – “Sono già oggi trascorsi trecentoquarantotto anni sei mesi e diciannove giorni da che i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane che suonavano a distesa nella tripla cerchia della Cité, dell’Université e dell’intera città”.

E’ l’incipit del famoso romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo, il più grande scrittore e poeta francese di tutti i tempi. I protagonisti sono Quasimodo, il gobbo campanaro della famosa cattedrale parigina, la sensuale zingara Esmeralda e il malvagio arcidiacono Frollo. Ma la vera protagonista è lei, la cattedrale, il capolavoro dell’arte gotica, che l’autore dipinge con ricchezza di descrizioni e digressioni storiche, filosofiche e politiche, il nucleo indiscusso del romanzo e il luogo dove si concentrano gli eventi salienti della trama. A partire da questo punto d’osservazione privilegiato, Hugo mette a fuoco la realtà degli strati più bassi della popolazione e sviluppa la tesi per cui l’arte gotica si fa testimone, come la letteratura, dei valori e degli ideali del mondo medievale. Il successo del romanzo all’epoca fu enorme, consacrando Hugo come uno dei più grandi scrittori romantici dell’Ottocento e imponendosi nell’immaginario collettivo per la monumentale ricostruzione di Parigi e della sua cattedrale.

Come sarà per i parigini svegliarsi senza il suono delle campane? E come sarà per noi andare a Parigi e non vedere più Notre Dame?

Parigi è da sempre una delle mete più ambite dal turismo mondiale e considerata una delle città più suggestive e romantiche al mondo. Per molti turisti costituisce la prima meta all’estero, il primo viaggio in coppia, ma tanti altri ci tornano più volte negli anni, alla ricerca di posti originali e insoliti e di nuovi aspetti ed emozioni che la capitale può offrire.

La Cattedrale di Notre-Dame è una delle più antiche chiese di stile gotico in Francia, dedicata alla Vergine Maria e si trova nell’isoletta della Cité, una delle isole più belle e affascinanti al mondo, il centro della capitale francese non solo per connotazione geografica, ma per l’effettiva storia, in questa piccola isola attraversata dalla Senna è nato il primo insediamento di Parigi. È facile quindi immaginare quanto sia rappresentativa quest’isola per Parigi e per i parigini, un punto centrale dal quale ha origine quella che oggi sappiamo essere una delle città più belle al mondo.

L’isola ha visto molti passaggi storici importanti, compreso quello di epoca romana, dove l’impero aveva in quest’isola fino al XV secolo un avamposto coloniale come centro di potere e controllo. L’insediamento della comunità dei “Parisii” di origini celtiche ha contribuito allo sviluppo della città attribuendole anche il nome come lo conosciamo oggi.

L’Île de la Cité è essa stessa un monumento, che rappresenta un luogo storico e particolare visto che si tratta di un’isola nel cuore di Parigi, ma non è tutto, sopra di essa si trovano magnifiche costruzioni simbolo della città riconosciute in tutto il mondo.

Tra queste, appunto, la Cattedrale di Notre-Dame, pilastro della storia parigina e simbolo di grande valore architettonico in stile gotico, monumento riconosciuto per la sua straordinaria bellezza e anche per la sua posizione.

La chiesa è stata costruita dove era già esistito in precedenza un tempio dedicato al dio Giove e la prima chiesa cristiana di Parigi, la Basilica di Saint-Étienne. Nel 1163 il vescovo di Parigi, Maurice de Sully, ordina la costruzione della Cattedrale di Notre Dame, terminata solo nel 1345.

Negli intenti dei progettisti vi era quello di creare un edificio in stile gotico che fosse unitario e monumentale al tempo stesso. Le dimensioni della cattedrale superarono di gran lunga quelle delle chiese di quel periodo storico. Inoltre – un’altra particolarità che rende la cattedrale di Notre-Dame molto interessante dal punto di vista stilistico ed architettonico – pur non essendo previsti nel progetto, si rese necessario inserire alcuni archi rampanti per mantenere i muri ritenuti troppo sottili e alquanto instabili. Pare che questa sia l’unica cattedrale gotica antica ad avere archi rampanti al suo interno. Un edificio così imponente e monumentale cambiò profondamente il volto del quartiere in cui fu realizzato, che è poi lo stesso in cui sorgeva il Palazzo Reale.

In seguito, nel corso dei secoli, vi furono diverse opere che completarono, modificarono o ristrutturarono alcune parti dell’edificio.

La Cattedrale è stata oggetto di diversi interventi stilistici e architettonici, a partire dal Rinascimento, quando cominciarono ad avvicendarsi varie correnti artistiche. Fino a ieri si notavano decorazioni barocche e tipicamente rinascimentali (come l’aggiunta di monumenti funebri e altari laterali). Verso la fine del XVII sc. è stato effettuato il primo grande restauro dell’edificio, per volontà del Re Luigi XVI.

Ma i lavori più importanti furono quelli eseguiti nel XIX secolo. Durante la rivoluzione francese, infatti, numerosi erano stati i danni arrecati alla chiesa, come la decapitazione o distruzione di quasi tutte le statue (in particolare quelle dei re della galleria dei re, sulla facciata principale) –alcune delle teste originali sono ora esposte al museo medievale della città di Parigi, quello di Cluny- e lo smontaggio della guglia. Nell’800, il successo del romanzo di Victor Hugo Notre Dame de Paris riaccese l’interesse per la cattedrale spingendo il governo a decretarne una completa ristrutturazione. L’opera venne affidata alla cura di Eugène Viollet-le-Duc e di Jean-Baptiste Lassus – la morte prematura di quest’ultimo lascerà la gestione dei lavori completamente nelle mani del primo – che ridiedero nuovo splendore alla cattedrale.

Anche le vetrate sono state rifatte più volte nel corso del tempo: quelle del XII e XIII secolo furono sostituite da vetri bianchi nel 1700 e quelle che attualmente è possibile ammirare sono ancora più recenti, essendo state realizzate da Jacques Le Chevallier solo nel 1965. Le nuove vetrate non hanno soggetti figurati e sono colorate a ricordo dell’atmosfera luminosa che regnava nella cattedrale medievale.

Dal XIX al XX sec. ci furono altri interventi strutturali di rilievo, sia all’interno che all’esterno. Nell’850° anniversario della fondazione, Notre-Dame ha subito ulteriori migliorie, con l’introduzione di un nuovo e moderno sistema di illuminazione interna a Led.

Notre-Dame, con i suoi 130 metri di lunghezza e 40 di larghezza, contiene 5 navate e 37 cappelle. La luce entra nella chiesa attraverso 113 vetrate colorate che le regalano un aspetto sorprendente.

L’importanza di un edificio come Notre-Dame per i parigini – e non solo per loro – si spiega con il fatto che qui si sono svolte in passato maestose ricorrenze religiose e importanti riti civili. All’interno di questa bellissima Cattedrale si sono tenute tante cerimonie commemorative di personaggi illustri e funerali di Stato, ed anche eventi politici di una certa importanza, come la prima Convocazione degli Stati Generali, nel 1302, la beatificazione di Giovanna d’Arco e l’incoronazione di Napoleone. All’interno di Notre-Dame ci sono stati anche due suicidi: quello dello scrittore Dominique Venner nel 2013 e quello di un giovane intellettuale in esilio a Parigi nel 1931.

Fino a ieri questo era uno dei luoghi di culto cattolico più visitato dai fedeli, oltre che un monumento parigino di grande attrazione turistica, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, caduto come tanti altri nella storia, sotto i bombardamenti, distrutti dall’odio cieco verso simboli di altre culture o civiltà, dalle inondazioni, dai terremoti. La laboriosa creatività dell’uomo ha lasciato testimonianze ovunque e ogni evento tragico, assieme alle vite umane, spazza via anche parte del testamento che gli uomini del passato ci hanno lasciato in dono: templi, chiese, le opere artistiche più significative e irripetibili…. E’ così che i romani distrussero Cartagine, così che durante la Seconda guerra mondiale accadde con monumenti, monasteri -il monastero di Montecassino in Italia, le città di Dresda in Germania, Varsavia in Polonia, Palmira…così che l’Arno minacciò l’immensa arte di Firenze.

Prevenzione e ricostruzione. Sono queste le parole che più frequentemente ricorrono davanti allo strazio di tanti paesi, chiese e palazzi.

Ancora una volta toccherà agli uomini ricostruire le cose di Dio.

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