Pubblicato il: 23 aprile 2019 alle 8:00 am

Rembrandt 12, la biblioteca di condominio a Milano Una portineria diventa il luogo di incontro tra libri e lettori. Oltre 6mila volumi a disposizione di tutti. «La condivisione della passione per la lettura accresce il senso di comunità», spiega Roberto Chiapella

di Arcangela Saverino.

Milano, 23 Aprile 2019 – Immaginate un condominio di 72 famiglie: le liti, le discussioni, le assemblee in cui è difficile giungere ad un punto d’incontro. Immaginate di riuscire a trovare un modo per mantenere la pace se non tra tutti, quanto meno tra i tanti condomini. Impossibile? Non per Roberto Chiapella che, nella portineria dell’edificio di Milano in cui vive, via Rembrandt 12, ha fondato una biblioteca di condominio aperta al quartiere e alla città. «L’idea nasce principalmente dalla volontà di trovare un mezzo che consenta alle persone che abitano nell’edificio di socializzare perché sento forte l’esigenza di vivere bene con il prossimo. Quale occasione migliore, se non quella di sfruttare una portineria in disuso per riempirla di volumi? Le persone, infatti, sono  libri che camminano», spiega a Neifatti.it. Imparare a leggere non solo i libri, ma anche le persone: è questo l’intento dell’ideatore del progetto che ha trasformato uno spazio non utilizzato in luogo di socializzazione. La biblioteca è aperta tre giorni a settimana (lunedì, mercoledì e sabato) dalle 16 alle 18 e prevede la possibilità di prendere in prestito libri; organizza presentazioni con la presenza di autori, più o meno conosciuti: ha ospitato, per esempio, Stefano Boeri, uno dei più importanti architetti d’Italia, e la scrittrice di romanzi storici Carla Maria Russo.

Custodisce più di 6mila volumi rinvenuti nei cassonetti, recuperati dagli inquilini, ricevuti via posta, ma per lo più messi a disposizione da Roberto. Nata nel febbraio del 2013, è diventata ben presto punto d’incontro e di condivisione non solo per gli inquilini del condominio, ma anche per chi viene da fuori: la lettura come strumento per creare una vera e propria comunità e favorire la coesione tra le persone che ne fanno parte, il dialogo e l’incontro tra uomini e donne che raccontano se stessi e mettono a disposizione degli altri le proprie esperienze.

«La condivisione della passione per la lettura accresce il senso di comunità e, a tale fine, provo sempre a stimolare riflessioni intorno a temi sociali, purché non abbiano connotazioni politiche o di altro genere» prosegue Chiapella. Un progetto che è partito in sordina, senza troppe aspettative, ma che pian piano si è allargato fino a creare un collegamento con la biblioteca del carcere di Opera: non potendo più accumulare libri per insufficienza di spazio sugli scaffali, una buona parte di questi viene destinata all’istituto carcerario. La scelta è in linea con lo scopo che ha accompagnato la nascita della biblioteca di condominio: creare una comunità tra persone che, escluse e separate dal resto del mondo, possono trovare nei libri e nella lettura un momento di evasione. Tale iniziativa ha ricevuto il premio “Il Campione 2015”, un riconoscimento rivolto a chi contribuisce al miglioramento del proprio ambiente sociale promuovendo gli strumenti per favorire la coesione sociale e comunitaria. Non v’è dubbio che la lettura unisce le persone e questo vale anche per le piccole realtà di un condominio dove,  a volte, i libri possono fare miracoli.

Milano è la città che più conta biblioteche fai-da-te, portinerie che si trasformano in oasi di libri e testimoniano il valore delle relazioni umane. Speriamo che, in futuro, possano nascere in ogni città.

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