Pubblicato il: 25 aprile 2019 alle 7:00 am

Al via Napolimodadesign tra novità e conferme Domani l’inizio della kermesse. In inverno l’evento si sposterà in Francia per esportare l’eccellenza della produzione napoletana e del sud Italia

di Giuseppe Allocca.

Napoli, 25 Aprile 2019 – Un video per raccontare i primi quattro anni di Napolimodadesign: è iniziata così la conferenza stampa con la quale Maurizio Martinello ha annunciato l’inizio, domani 26 aprile, della kermesse da lui ideata e legata al mondo della moda e del design, che riapre le porte della sua Contemporary House fino al 5 maggio al Palazzo dei Congressi in Via Partenope, 36 a Napoli. La casa di lusso è pronta a ospitare installazioni, esposizioni, sfilate di moda, show cooking, ma anche aperitivi e cene stellate, nonché corsi di formazione e approfondimenti con esperti.

L’evento mira a fondere due mondi sfarzosi e affini, ma anche innovativi e funzionali con il duplice scopo, da un lato di incuriosire e meravigliare il pubblico, dall’altro di sollecitare sinergie e creare opportunità tra aziende del Nord e del Sud, tra realtà brandizzate e di design e sartorie e artigianato locale.

Madrina dell’opening, che si terrà domani, 26 aprile alle ore 21, sarà Rocio Munoz Morales. La splendida attrice, insieme all’architetto Maurizio Martiniello, presenterà agli ospiti intervenuti la Contemporary House dove saranno esposti gli abiti prestati dal Teatro San Carlo e realizzati dalla costumista Giusi Giustino per “My Fair Lady”, le opere d’arte di Mauro Milani ed i gioielli di Damiani. Ampio spazio anche ai giovani che avranno modo di esporre e far conoscere le proprie creazioni: la casa, infatti, ospiterà l’Accademia di Belle Arti Corso Fashion Design, l’Istituto Superiore di Design e l’Istituto Professione Moda.

I premi

Come di consueto saranno premiate alcune personalità, scelte da un’apposita commissione di esperti, che si sono distinte nei settori professionali di:

–      Spettacolo: Rocio Munoz Morales;

–      Moda: Filippo Laterza;

–      Moda Kids: Stefano Cavalleri;

–      Costumi di scena: Giusi Giustino;

–      Design: Antonio Rossetti;

–      Arte: Mauro Milani;

–      Food: Gennaro Esposito;

–      Makeup: Luciano Carino;

–      Giornalismo: Rosanna Cancellieri (già premiata nel corso della conferenza stampa).

Dresscode della serata inaugurale rigorosamente il rosso.

Uno sguardo al futuro

Tante le iniziative annunciate: dalla collaborazione con la Camera di Commercio di Napoli che si rinnoverà il prossimo inverno con “Aspettando Napolimodadesign 2019” alla partenza per Nizza dove Maurizio Martiniello porterà «solo brand campani, perché questo è Napolimodadesign: un evento volto a invitare in città grandi aziende del Nord e a esportare il Made in Sud». La terza settimana di ottobre, dunque, l’evento partenopeo più atteso dell’anno varcherà i confini italiani e si trasferirà per sette giorni in Francia per «incontrare l’imprenditoria francese – ha spiegato Paola Zusi De Benedictis, in rappresentanza del consolato italiano a Nizza – in occasione della settimana della lingua italiana nel mondo. Quest’anno il consolato ha deciso di ospitare la Campania, terra cara al console perché napoletano. Sarà un’occasione per presentare la sartoria e l’artigianato locale ai brand francesi».

Napolimodadesign è questo: una piattaforma di scambio, un’opportunità per promuovere territorio e imprenditoria, un’occasione per creare sinergie e sviluppare nuovi rapporti di lavoro. «Siamo felici di avviare questa collaborazione – ha spiegato Fabrizio Luongo, vice presidente vicario della Camera di Commercio – Occorrerebbero più appuntamenti come questi in città, perché ci sono tanti eventi, ma pochi momenti di incontro. I settori della moda e dell’artigianato sono in crescita e noi favoriamo il loro sviluppo con bandi ad hoc volti».

Ironico, ma anche sarcastico, l’intervento della giornalista Rosanna Cancellieri che ha affermato: «Amo tutti gli stilisti che creano con fantasia e innovazione, detesto i modaioli – spiega – Moschino e Valentino erano maestri in tal senso. Oggi non riesco a trovare la stessa genialità di allora. Il settore in questi ultimi anni è troppo preoccupato del mercato, non realizza e non inventa, segue anziché fare tendenza anticipando i nostri desideri e ha dinnanzi a sé un unico obiettivo: vendere. Probabilmente la colpa è della crisi e della omologazione. Per fortuna all’estero siamo sempre guardati come delle divinità, il Made in Italy è sacro e ha oscurato anche la stessa produzione francese: stilisti come Dior, Givenchy, Yves Saint Laurent e altri non esistono più. La Francia resta la piazza in cui ogni creativo trova spazio, ma non offre di suo materia prima in tal senso».

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