Pubblicato il: 2 maggio 2019 alle 8:00 am

Germania, problema pensioni: risolviamolo pagando più tasse Alle prese con il problema economico più comune in Europa, i tedeschi non si sottraggono a un maggiore impegno fiscale

da Berlino, Fritz M. Gerlich.

2 Maggio 2019 – Come un po’ tutta l’Europa, anche la Germania deve fare i conti con un’aspettativa di vita fortemente cresciuta e un tasso di natalità crollato ai minimi storici (fanno eccezione i migranti). Il tasso di natalità è il più basso d’Europa, e questo rende il problema pensioni sempre più pressante, quasi ingestibile. Sempre meno popolazione attiva, infatti, deve pagare per un numero di pensionati in continuo aumento. La fosca prospettiva, secondo l’Organizzazione per la collaborazione economica e lo sviluppo (Organisation für wirtschaftliche Zusammenarbeit und Entwicklung, OECD), è che in Germania le pensioni del futuro saranno sempre più basse e l’età pensionabile sempre più posticipata. Uno studio ha evidenziato che circa l’80% della popolazione teme di non riceverla mai.

I pensionati in Germania sono quasi 21 milioni. L’età minima di pensionamento è 63 anni di cui 45 di anzianità contributiva. Una grande riforma è entrata in vigore nel 2016 dando vita ad un meccanismo di graduale adeguamento delle retribuzioni per superare una situazione generale che poneva i pensionati tedeschi spesso sotto la soglia di povertà. A prova di questo si può dire che sono più di quattro milioni – ovvero il 30 % – i pensionati che non pagano le tasse perché non raggiungono annualmente il cosiddetto Grundfreibetrag (reddito minimo) di 8652 euro.

Molto clamore sul tema pensioni ha suscitato la notizia del partito Die Linke (La sinistra), secondo cui, dopo più di 70 anni dalla fine della seconda guerra, la Germania ancora paga le pensioni dei volontari spagnoli che si unirono all’esercito nazista, distribuiti tra 41 veterani, otto vedove e un orfano, decisione del 1961 dell’allora cancelliere della Germania dell’ovest Konrad Adenauer.

Se l’importo della pensione non desta troppe preoccupazioni in chi guadagna bene, la questione si fa invece delicata per chi riceve uno stipendio inferiore alla media o è stato disoccupato per lunghi periodi. L’assistenza sociale in età pensionabile, infatti, non prevede contributi particolarmente cospicui, e per quei lavoratori che hanno già difficoltà ad arrivare alla fine del mese appare irrealistico provvedere privatamente a una pensione integrativa. Soluzione che, ad ogni modo, si fa sempre più frequente in Germania. Quasi la metà dei tedeschi sarebbe disposta a pagare un ulteriore 2% del proprio reddito come tassa o premio, in modo da garantirsi una pensione più alta.

I tedeschi sono così costretti al lavoro permanente. O alla povertà.

La Berliner Zeitung riporta il caso emblematico di una signora costretta a lavorare come cassiera a 70 anni in un supermercato di Berlino per arrotondare la pensione.

La signora Rosi Schott vive a Berlino e riceve 848 euro di pensione al mese. Di questi, 408 euro sono destinati a coprire le spese di affitto di un modesto appartamento. I restanti 440 euro non sono sufficienti per vivere. Nonostante i suoi 70 anni, la signora Schott da tre lavora come cassiera per una nota catena di supermercati a Potsdamer Platz, nel centro di Berlino, per 25 ore a settimana.

Secondo gli esperti dell’OECD, in un tale scenario sembra inevitabile che i cittadini tedeschi debbano lavorare sempre più a lungo. In Germania la soglia dell’età pensionabile è già stata innalzata dai 65 ai 67 anni, ma ora il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble vorrebbe elevarla ulteriormente: per il momento non è stata fatta una proposta precisa, ma si teme un ulteriore abbassamento delle pensioni.

Dove reperire i fondi pensione?

Se una tassazione delle pensioni è già stata introdotta nel 2005, per il futuro il governo prevede di trovare i soldi introducendo una tassa apposita, anziché trattenere una quota dalla busta paga dei lavoratori. Si tratta solo di ipotesi; ciò che pare certo, in una Germania opulenta ma sempre più anziana, è che si preannunciano tempi difficili per i pensionati.

Per la soluzione del problema, però, due terzi degli intervistati sono d’accordo nel pagare più tasse. Secondo gli intervistati tedeschi, infatti, il modo migliore per superare la difficoltà è quello di aumentare le tasse: tre quarti degli intervistati si sono dichiarati a favore di una tassazione più pesante per le persone con fascia di reddito più alta, e nell’insieme circa la metà ha dichiarato di essere disposta a pagare più tasse per vedersi garantito un miglior piano pensionistico. In pratica la gente tendenzialmente ritiene che le persone con un reddito più alto debbano assumersi un onore economicamente maggiore ed essere disposte a pagare più tasse in favore delle fasce più povere.

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