Pubblicato il: 12 maggio 2019 alle 7:00 am

Se una rondine non fa primavera è anche per colpa dell’uomo Questi uccelli sono messaggeri di speranza e di allegria, ma sono sempre meno quelli che tornano perché l’ambiente, stravolto dal genere umano, è meno ospitale

di Giosue Battaglia.

Roma, 12 Maggio 2019 – Da sempre la rondine ha rappresentato per l’uomo la protezione, la speranza, la portatrice di un messaggio di continuità, perché ritorna ogni volta con la primavera e con sé porta l’allegria, quella allegria che annuncia un risveglio per l’animo umano, per questo è custodita nei cuori. Non vi è una storia popolare, in ogni parte del mondo, che non parla di questo grazioso pennuto che rappresenta proprio la vicinanza all’uomo, già a partire dalla composizione del nido, che viene a costruire sotto i tetti delle case, per questo sembra chiedere protezione. Già essa veniva citata in diversi passaggi delle antiche favole, addirittura è considerata nell’Islam “Uccello del paradiso” e presso i Greci come “Dono di Afrodite”, fino ai romani che la consideravano “Divinità protettrice degli uomini”. Però negli ultimi anni si registra un calo della loro presenza che mette in allarme non solo una diversa valutazione dell’ambiente, ma anche questo connubio con l’uomo nelle sue tradizioni e comportamenti una volta considerati di comune vicinanza. Già l’arrivo a frotte dello stormo di rondini non si presenta più come una volta, compatto con volteggi nell’aria che sembravano motivo di unione, di affetto e trasmettevano all’occhio umano un ritorno gradito e che annunciava quell’affetto sempre avuto. Così come è cambiato l’uomo, con il suo stile di vita, mostrando il suo distacco per l’arrivo di questi uccelli, anche causato dallo stravolgimento dell’habitat ambientale, una volta accogliente e protettore.

Ora è cambiato l’interesse per la natura perché il nostro stile di vita è diventato più violento verso ogni risorsa naturale. Abbiamo alterato ogni equilibrio pensando solo al nostro tornaconto, oscurando lo stile di vita di ogni altro essere vivente sulla terra. Il modus vivendi che esisteva tra l’uomo e la rondine, è stato messo in discussione dal comportamento snaturato creatosi in virtù dei cambiamenti. Quella tacita intesa che permetteva il normale svolgimento di rapporti e intendimenti con la natura, è venuta a mancare con la manipolazione umana della specie. Allora, finché siamo ancora in tempo, facciamo in modo di salvaguardare quel poco che ancora ci resta, con un ritorno al sano rapporto con la natura in modo da proteggere le risorse naturali messaci a disposizione dal Creatore e che l’uomo ha il dovere di conservarlo per le future generazioni. Perciò ritroviamo quel legame profondo con la natura, per ritrovare anche il proverbio: “Una rondine non fa primavera”.

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